Umanità Blog
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di AA.VV.
L'antefatto si legge in un commento di Emanuela ad una segnalazione di BlogOltre:
Ho seguito piuttosto distrattamente e molto “ per caso” questa storia infinita su “Cos’è un BLOG” e soprattutto a che serve e come dovrebbe essere "fatto" per ottenere una sorta di legittimità e di validità socio-culturale.
Mi sembra un interrogativo superfluo. E’ come se ci si chiedesse cos’è il telefono, a che serve e che tipo di conversazione si dovrebbe intrattenere quando lo si usa per “nobilitarne” il senso !
Il Blog, è come il telefono. E’ un semplice MEZZO di comunicazione. Uno STRUMENTO, nuovo, nuovissimo che apre la strada alla possibilità di originare incontri che da virtuali divengano reali. Il suo FINE dovrebbe essere quello di agevolare la proliferazione dei rapporti umani veri, concreti non relegati negli angusti spazi di qualche circoscritto evento telematico, o di qualche vera-falsa polemica tra bloggers. Sarebbe interessante che qualcuno desse vita ad un dibattito su L’EPISTEMOLOGIA del BLOG , su come un nuovo mezzo di comunicazione, che entra a far parte della nostra cultura, influisca sui parametri della conoscenza collettiva e possa stimolare la rinascita di un autentico contatto interpersonale ormai perduto. Io non posseggo un know-how semiologico sufficiente per farlo, ma certamente ci sarà tra voi qualcuno in grado di affrontare il problema da questo punto di vista.
Bea copia in Mariemarion questo commento, insieme ad altri interventi...
blog,
bisogno fisiologico...
Ieri notte in una località segreta si è riunito il CDA dell'hotel messico.
Presenti:
Sig.Filtro
Mr.Rizla
Mr.Marlboro
Sig.Accendino
Mr.Hash
Ordine del giorno:
Assetto politico medio oriente.
Politica monetaria UE.
Programmi di sviluppo per paesi in difficoltà.
Cambio tergicristallo consumato che non pulisce un cazzo, che arricchisco tutti quelli che stanno ai semafori.
Più figa sul sito.
Superati i problemi iniziali tra le posizioni troppo morbide di Mr.Rizla e troppo dure del sig. Filtro, la riunione si è svolta in un clima disteso, infuocato di tanto in tanto dalle intrusioni del sig. Accendino.Infine, Mr. Hash ha messo d'accordo tutti.
Mantenere il livello di questo sito costantemente basso comincia a essere un lavoraccio.Temo che qualcuno prima o poi mi scopra e mi chiederà di restituirgli i soldi.
by Hotel Messico
grazie, mamma.
Grazie davvero, mamma, di avermi educata al rispetto degli altri, di avermi fatto vivere le differenze come arricchimento.
Grazie mamma di avermi raccontato di come prendevano in giro te, negli anni '70, in quell'ufficio di vecchie signore, per avere degli amici dichiaratamente omosessuali e di non trovarlo né strano, né tanto meno speciale (che pare a volte che sia una moda).
Grazie mamma di avermi fatto assistere alle tue telefonate con W. il burbero, quando gli dici senza malizia "sei la mia migliore amica".
Grazie mamma perché tutte le volte che mi hai fatto lezioni di moralismo cristiano-cattolico non hai mai dimenticato di dirmi che prima di tutto c'è il rispetto.
Grazie perché quando ti dicevo che eri troppo vecchia, con i tuoi 30 anni abbondanti più di me, per insegnarmi le cose della vita, quando ti dicevo che eri uscita da un quadro del '600 conservato in un convento di Orsoline, mi dicevi che si, eri vecchia ma non stupida e che dalle Orsoline ci eri andata per davvero, nella stessa scuola di Moana, ma eravate venute un po' diverse.
Grazie perché tutte le volte che hai agito senza mancare di rispetto a nessuno, foss'egli bianco nero ebreo ortodosso comunista fascista omosessuale misogino e financo laziale, mi hai insegnato quello che il povero figlio del mio povero collega non potrà sapere e capire mai.
Ora ti telefono e te lo dico, grazie, ma tu non mi chiedere perché.
sfuggito dalle mani di sooshee
Cosa voglio dirti?
Che qui fuori è caldo, il sole splende e l'aria è immobile.
Ma qui dentro, in questo quadro, l'acqua riempie queste parole come un fiume ingordo e maligno che sommerge tutti coloro che mi sono vicino.
Che si cade anche per questi pensieri, perchè siamo come fragili canneti, alla mercè di brutali parole colme d'acqua in un maggio di sole.
by LuomoNelQuadro
... o devianza psicologica?
BlogOltre segnala un pirla tra i blog!
A parte le seghe (cfr: "I blog sono questo, sono specchi opposti e paralleli, l'uno accanto all'altro; riflettono l'immagine inconsistente del nostro esistere
accompagnandolo in una costante ricerca d'individualità, plasmandolo
saggiamente per renderlo piacente al nostro incredulo malizioso sguardo)
esso linka platinette, che mi è stato stroncato qualche tempo fa come "provocazione" (come parlare di meteorologia in ascensore )
che fare? (e mi pare di parafrasare lenin)
con amore materno matricida (grrr)
mail firmata
Strumento di comunicazione o fine della comunicazione?
Thi is the problem, Emanuela.
Hai centrato la risposta al primo colpo, ma la risposta già pone nuovi interrogativi.
La storia infinita del blog è ancora tutta da scrivere.
E' indubbio che il bisogno insopprimibile di comunicare sia insito nell'animo umano.
Madre Psichiatria parlerebbe dei cinque interruttori biologici, i cinque bisogni fisiologici che non si può fingere di non possedere, a dirla in termini miserabili.
Ovvero la fame, la sete, il sonno, il sesso (alleluia!), la CONOSCENZA.
Un interruttore troppo o poco aperto o del tutto chiuso o del tutto aperto nella psiche comporterebbe che so, la bulimia o l'anoressia se si trattasse di quello della fame, la frigidità, l'impotenza o la ninfomania se a restare chiuso o aperto fosse quello del sesso e via discorrendo.
La Comunicazione rientra nel bisogno primario della Conoscenza, un vero e proprio impulso biologico. Insopprimibile.
E allora non è che bisogna andare a sfondarsi le meningi oltre i limiti dei massimi sistemi per capire ciò che Puntoeacapo ha semplicemente evidenziato secondo il buon senso antico.
"E' come se ci si chiedesse cos'è un telefono", scrive Emanuela parlando del blog.
La domanda è un'altra, casomai.
Come si usa il telefono. Come si usa il blog.
Per comunicare, per esempio. Se si è sani di mente.
Qualunque cosa, dal vecchio "butta giù la pasta che arrivo" alle nostre chiacchierate notturne che tra un sorriso e un lazzo sempre cercano di capire oltre il banale, l'immaginario collettivo, il politichese da quattro soldi.
Così il blog, per chi sa leggere oltre.
HotelMessico comunica solitudine e lo fa con l'arguta ironia di chi sempre prova pudore dei propri sentimenti.
La piccola SooShee, più manifesta come tutte le donne, sente improvviso il bisogno di comunicare alla madre il proprio amore.
LuomoNelQuadro in perenne conflitto con se stesso ha bisogno di comunicare questo conflitto a qualcuno.
Tre persone sane di mente scelte apposta come esempi di una comunicazione perfetta.
Quel loro bisogno insopprimibile è anche il mio, è di tutti noi.
Ma c'è anche chi usa il telefono per svegliare la gente in piena notte pronunciando orribili minacce e devastando la quiete domestica.
Allora il telefono non è più strumento per soddisfare un bisogno primario ma un mezzo per vomitare sugli altri incolpevoli i fantasmi della propria follia.
Alla stessa stregua il blog sta diventando strumento di liberazione della propria instabilità psichica non più in maniera sana, esorcizzantesi attraverso la parola che libera, ma alla stregua di una spiacevole telefonata notturna... offende.
Non più di fuffa giocherellona si tratta, a parer mio.
Il caso della lettera firmata sopra trascritta non è più fuffa goliardica.
Ma il segnale che il malessere di vivere sta propagando a carcinoma anche dentro Internet.
Un malessere che se riconosciuto rende piacevole la lettura, si sorride, si soffre insieme, si condivide.
Se non riconosciuto, il carcinoma s'allarga a metastasi che nella parola ricercano il facile dileggio, l'offesa vile, il sasso gettato nascondendo la mano, il ghigno del frustrato impotente che ha bisogno di far pagare agli altri la propria infelicità.
E, mi dispiace ancora una volta il doverlo constatare, si tratta per lo più di donne.
Sempre più spesso m'arrivano link che preferisco non aprire, poi a tarda notte mi sforzo di leggere quelle bieche realtà.
Ciò che leggo non mi piace mai, che io conosca o meno la persona fatta oggetto dello scherno.
Ma quando trovo nomi noti e a me cari, come Pizia, come PinoScaccia, come la piccola Eva di Malemele, il blog "pirla" segnalato da BlogOltre e volgarmente irriso dalla signorina la cui firma non troverà mai spazio qui dentro... be' mi conoscete, io vedo rosso.
Per fortuna Zu m'ha insegnato a contare. E sono tre giorni che conto.
Debbo dire che funziona, amico Giulio Pianese maestro di Bovisa e di moderazione.
Quella meil, a nervatura calma, si commenta da sola, senza neanche stare a leggerla tanto oltre.
Essere vilipesi perché si ha Platinette tra i propri blog preferiti. Non lo capisco...
E arrivare a risvegliare Lenin il quale è risaputo che prima d'assaltare il Palazzo d'Inverno si era chiesto: che fare?
Mentre da tremila anni, da Socrate aSchumacher, è altrettanto risaputo che nessuno si sia chiesto che fare.
Ma semplicemente abbia agito così, tanto perché gli pareva d'annoiarsi.
Io non ho altre parole. Di fronte alla stupidità che si fa presunzione io non ho mai parole.
Nessuno tocchi i miei amici.
Perché la prossima volta non userò i toni civili della signora Puntoeacapo.
Io non sono la fuffa né la polemica da quattro soldi.
Per cortesia, le vostre odiose frustrazioni andate a vomitarle dai vostri psichiatri, posto che siate così intelligenti da averne uno.
O sparatevi, che fate un favore a voi e uno a noi, soprattutto a noi.
UnaDonnaPerAmico
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