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Solidarietà e proteste. E la Fnsi conferma lo sciopero
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di MI.B.

[di MI.B. - da il manifesto di oggi]

Il comitato di redazione del Corriere della sera convoca a tambur battente l'assemblea dei giornalisti. Ordine del giorno: l'avvicendamento alla direzione. Prima ancora che l'uscita di scena di Ferruccio De Bortoli sia ufficiale, piove solidarietà sui giornalisti del quotidiano. Nel pomeriggio, la Federazione nazionale della stampa riunisce la giunta in sessione straordinaria per seguire l'evoluzione dell'assalto governativo a via Solferino. Poi, verso le nove di sera, stila una nota: confermato il pacchetto di tre giorni di sciopero generale dei giornalisti; una di queste giornate «potrà essere attuata in relazione agli sviluppi della vicenda del Corriere della sera».

E ancora: «La vicenda del cambio di direttore del Corriere così come le ispezioni al Tg3 e le iniziative legislative tese a ridurre gli spazi del pluralismo impongono al sindacato dei giornalisti scelte decise e iniziative di mobilitazione e di lotta coerenti». L'allarme informazione è condiviso in pieno dal diessino Luciano Violante: «Quando si attacca la libertà di stampa sono le libertà generali del paese a essere in pericolo. Stiamo vivendo un momento molto difficile, basta pensare al tentativo in atto di defenestrare il direttore del più importante quotidiano italiano». Passa una manciata di minuti e la defenestrazione è cosa fatta. «La coscienza civile del nostro paese deve ribellarsi», rincara allora Violante. Cosa ci sarà mai da ribellarsi non è chiaro. Sarebbe bastato infatti ascoltare il ministro Maurizio Gasparri per tranquillizzarsi: «Le decisioni spettano al cda, è un problema del Corriere e non del mondo politico, che deve stare lontano e sta lontano, almeno il mondo del centrodestra, da questo tipo di vicende». Al Tg1 ne sanno qualcosa. E così il comitato di redazione della testata diretta da Clemente Mimun scrive un eloquente comunicato: «La nostra solidarietà va soprattutto ai colleghi che denunciano pressioni, intimidazioni riconducibili ad ambienti governativi sulla libertà del Corriere. Non ci sembra un caso - prosegue il cdr - che nel più grande e autorevole quotidiano nazionale e nel più grande telegiornale europeo, il Tg1, siano in pericolo l'indipendenza e l'autonomia professionale schiacciate da interessi più o meno dichiarati del governo, da tentativi di ridurre la verità a verità di parte, la notizia a non notizia e l'informazione politica a propaganda». Il comitato di redazione ritiene dunque urgente un incontro con il cdr del Corsera.

L'associazione Articolo 21, a proposito delle rassicurazioni di Gasparri, mette poi in guardia. C'è un ddl che porta proprio il nome del ministro delle comunicazioni e in base a questo ddl «tra breve salteranno tutti i tetti antitrust e il Corriere della sera sarà acquistabile anche da un editore tv. In Italia è rimasto un solo grande editore tv e fa anche il presidente del consiglio. In questo momento il primo ostacolo da rimuovere è la scomoda presenza di Ferruccio De Bortoli». Ostacolo rimosso. Nel corso della giornata ai giornalisti del quotidiano milanese arriva anche la solidarietà del cdr del Tg3 («saremo al loro fianco in qualsiasi iniziativa decideranno di prendere a tutela dell'indipendenza dei giornalisti e del diritto dei loro lettori a un 'informazione libera e pluralista») e di quelli dell'Unità e del Secolo XIX. «In questo paese non si riesce nemmeno a sopportare un giornale che certamente non può essere accusato di essere d'opposizione», commenta poi il ds Falomi, mentre Gentiloni, Margherita, si augura che SFolli «continui a resistere alle pressioni, così come chiedono la redazione e tutti coloro che tengono alla libertà di stampa». Sullo stato dell'editoria e sul grado di autonomia delle grandi testate, però, Fausto Bertinotti, rimanda «a una riflessione più compiuta». Per il momento vuole solo augurare buon lavoro a Folli, «che si è sempre distinto per acume politico e autonomia di giudizio».


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