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Ultima linea di difesa
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di Tania Groppi

[da l'Unità di oggi]

Con la legge salvaBerlusconi fa il suo ingresso trionfale nel nostro ordinamento un nuovo tipo di fonte: la “legge incostituzionale necessaria e urgente”.
Siamo di fronte a una manifesta incostituzionalità: che con una legge ordinaria non si possa cambiare la costituzione è principio minimo dello Stato di diritto!

Nondimeno la maggioranza l'ha approvata in tempi rapidissimi per giungere all'immediata sospensione dei processi penali non tanto nei confronti delle più alte cariche dello Stato (ipocrisia alla quale esse dovrebbero reagire a propria tutela morale) ma del solo presidente del Consiglio. La legge, in realtà un provvedimento ad personam, sarebbe giustificata dalla «necessità» di evitare una condanna di quest'ultimo almeno durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. La «urgenza», poi, deriverebbe dall'imminenza del semestre.
Quando sarà dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale, la legge avrà comunque ottenuto il suo risultato. Il controllo di costituzionalità esistente in Italia è infatti successivo, colpisce cioè le leggi quando già sono in vigore. L'iniziativa di sottoporre una legge al controllo spetta ai giudici che, nel momento in cui sono chiamati ad applicarla, possono rivolgersi alla Corte, attivandone il giudizio. Nel frattempo il loro processo è sospeso, e riprenderà soltanto dopo la decisione costituzionale, i cui tempi oscillano, attualmente, tra uno e due anni.
Non è certo la prima volta che il Parlamento approva leggi sospette di incostituzionalità, come testimoniano, ogni anno, le molte decisioni della Corte; né che approva leggi incostituzionali dagli effetti immediati. I problemi su come ripristinare, per il passato, la legalità violata, su come far valere una qualche forma di responsabilità del legislatore, su come configurare un «risarcimento» per i danni da esso arrecati non è affatto nuovo.
Ma di nuovo e di allarmante, in questo caso, ci sono tre elementi. Innanzitutto, questa è una legge non «di dubbia costituzionalità», ma «manifestamente incostituzionale», come ripetutamente affermato, con appelli appassionati ma tristemente privi di effetto, dai costituzionalisti (molti tra essi hanno parlato addirittura di «nullità totale»). Inoltre, intervenendo nei rapporti tra i supremi poteri dello Stato, la lesione che dovrebbe in futuro essere «risarcita» riguarda il patrimonio costituzionale della nazione, per tutti indisponibile. Sarà uno strappo probabilmente irrimediabile. Infine, la giustificazione addotta per sostenere l'urgenza di una simile legge: la «necessità europea» quale fonte di legittimazione di una violazione della Costituzione, apre uno squarcio inquietante su quello che è un uso dell'Europa a fini interni. Di fronte a una «legge incostituzionale necessaria e urgente» il nostro sistema mostra la sua vulnerabilità. Solo il controllo rigoroso da parte del Presidente della Repubblica, nel momento della promulgazione della legge, può impedire il danno irreversibile alla Costituzione e per questo è particolarmente necessario. Evocare il controllo della Corte costituzionale, in questo caso, è eludere il problema. Chiedere con un rinvio della legge alle Camere che il Parlamento ponderi meglio la sua decisione dovrebbe essere la reazione normale di fronte a questa che non è una «normale legge incostituzionale».
Le immunità delle alte cariche dello stato (e, eventualmente, anche dei parlamentari) sono tipica materia costituzionale. Esigere l'uso della legge costituzionale non è una mera formalità. Ammessa una prima volta la modificabilità della Costituzione con legge ordinaria, saremo di fronte a un fatto compiuto che in futuro qualsiasi maggioranza potrà ripetere per i propri interessi di parte. Il problema del Presidente della Repubblica non è dunque solo quello di impedire un arbitrio specifico, ma di agire nell'esercizio della sua funzione principale, quella di garante della Costituzione come tale: che è una Costituzione e non una legge ordinaria!
La Costituzione e il diritto costituzionale sono un modo di sottoporre la politica a regole condivise, affinché sia sottratta all'arbitrio del più forte. A questo fine si creano pesi e garanzie, espressi in regole obbiettive, affidate alla cura di custodi super partes.
Ma se sotto alle regole costituzionali non esiste una cultura condivisa della Costituzione, fatta propria dai cittadini, dalle forze politiche, dai titolari delle cariche istituzionali, allora i costituzionalisti possono apparire come stravaganti individui che ripetono invano vuote regolette e che hanno, per vocazione, il mettere il bastone tra le ruote di chi, comunque, vuol «fare»; soprattutto, gli organi di garanzia - oggi, forse, il Presidente della Repubblica, domani, chissà, la Corte Costituzionale - restano indifesi e impotenti di fronte alla voce grossa della politica, timorosi di apparire isolati e astratti dalle «forze vive della nazione». Se non si capisce che le regole della Costituzione sono tutto quello che abbiamo di comune nella sfera politica e che perciò devono essere particolarmente accudite e amate da tutti, per la nostra vita collettiva si profila un triste futuro di confusione, minacce e conflitti.

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Commenti

Ognuno di noi può essere la testimonianza vivente di un'opposizione radicale a questo modo di gestire il potere. Di opporsi a questo sfascio. E di gridare in faccia ai magnacci dell'attuale governo: io sono onesto e tu?

Posted by: Pietro B. at 22.06.03 08:39

Sono d'accordo pero'...che fare?
Partecipare ai "girotondi" ti da' la possibilita' di sfogarti un po' ma poi ti accorgi che non e' servito a niente e subisci una triste frustrazione.
Ci dovrebbero essere altre alternative: 1.Milioni di persone a fare lo sciopero della fame per l'incostituzionalita' del Lodo Schifani, 2.Tenere spenta la televisione FINCHE' necessario, 3. Non comprare piu' un giornale FINCHE' necessario.
Saluti,
Vincent
Monza
Sono ricatti??? Penso di no. Sono forme pacifiche di vera protesta. Altrimenti non resta che andare in piazza a sfasciare tutto, ma a questo spero ci sia sempre una onorevole alternativa.

Posted by: vincent at 22.06.03 08:32
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