20.06.03
I blog senza ombra
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Il silenzio tra la folla mette a disagio, ogni giorno sfalda intenti e identità. Linee tenui torna al silenzio della solitudine. Svanisce tra le autostrade dell’oblio. Muore inneggiando alla vita. Pone fine a se stesso per non essere terminato dal non senso.
Così dice Manilo. E così chiude "Linee tenui su orde d'ombra", con il fragore del silenzio.
Magari ci ripensa, chissà! Brutta cosa l'indifferenza...
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Si, ha un'intensità lirica notevole l'interludio di Elisabetta Mori; è il naturale contrappeso alle mie recenti smanie di vivere. Nasce da qui la voglia di carpire, da una stecca, da un suono stridente che ci spinge oltre. Si vive attraverso il confronto, nella fitta selva di simboli occultati. A volte dai grafismi nasce un disegno, e ne compiamo il senso; l'etere di corrispondenze diventa sinuoso ed echeggia tra di noi. Si vive per quello, per quei sottili momenti, a volte irraggiungibili, e non è mai un problema di numero, di quando e dove. Come ebbi a dire ad una persona speciale, l'importante è sentirsi, dentro intendo.
Bellissime le parole di Elisabetta Mori, Pietro. Bellissime e adeguate allo stop di Ombra.
Stavo per parlarne, ma ammé stanotte ir compiuter mi odia ancora di più.
Ogni impedimento è giovamento, dice la vecchia qua sotto che parla per proverbi.
Forse perché dovremmo cominciare ad allargare questo discorso, dovremmo cominciare a chiederci se la bloggherite atipica non sia una malattia sana che invece di aiutare l'anima ad esplodere ci chiuda all'interno di numeri dei quali sinceramente non dovrebbe fregarci un cazzo.
Forse dovremmo cominciare a scrivere, oltre che per noi, solo e soltanto per quell'una o due persone che ci fanno l'onore di leggerci.
E magari di capire ciò che scriviamo.
Non voglio dare per scontato nulla. Tranne il fatto che forse nei nostri blog stiamo riponendo troppe aspettative. Ecchecazzo!
Nei suoi commenti gli ho chiesto di continuare a far durare le parole. Se c'è qualcun altro che lo apprezza, glielo scriva. Non diamo le cose per scontate...