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Riflessioni & Ringraziamenti
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di Pietro B.
Quando propongo un'intervista spesso lo faccio sulla base di un consiglio, di un link, di una frase letta in un commento. Non quindi necessariamente su di una precedente conoscenza di un blog e del suo autore.
Un tale approccio non è privo di rischi. Ed è questo rischio che rende le mie interviste più o meno interessanti ma tutte vere.
La lettura, praticamente integrale del blog oggetto della mia intervista, è spesso accompagnata dal piacere di scoprire esperienze nuove, pensieri personali definiti sotto forma di interventi.
E le domande certe volte nascono spontanee dall'intreccairsi delle parole lette e dalla curiosità di cogliere dietro lo scritto il non detto, il solo sott'inteso o qualcosa in più.
Non mancano le delusioni, specialmente quando l'interlocutore si irrigidisce e risponde con frasi smozzicate ma sulla bilancia pesano molto di più il piacere di fare delle belle letture di confrontarsi e domandare (qualche volta invertendo le parti tra intervistato ed intervistatore).
Condurre le interviste costa tempo e fatica. Sino ad ora però l'incontro con tanta gente è stato ripagante. Ed ecco perché mi sentivo adesso a quasi un anno dall'apertura del primo esperimento di sito di ringraziare tutti coloro che hanno accettato di parlare, di confrontarsi, con me. E coloro che, bontà loro, vorranno accettare di farlo in futuro.
Adesso è il turno di Rillo. Che quindi ringrazio (comunque vada l'intervista).
[Un ultimo consiglio (non richiesto). Quando scoprite un blog non mancate mai di addentravi nei meandri degli archivi, le perle spesso si nascondono proprio nelle zone d'ombra...]

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Commenti

Ciao Gio' mi prendi sempre troppo alla lettera.
E non capisci mai che la mia è l'arte del paradosso e della provocazione.
Certo che fare gratis una cosa che piace è meglio che lavorare controvoglia a suon di milioni (si fa per dire).
Ma vedi Giorgia, qualcuno deve gettare ogni tanto un sasso nello stagno, per sollevare un problema e indurre la gente a riflettere.
A me viene facile, sono una rompighiacci e una rompicazzi.
L'importante è che qualcuno prenda un cazzotto in bocca.
Ogni tanto.
Altrimenti poi sembra che tutto sia dovuto.
Come ho scritto sul blog.
Mo' che fai se lo leggi, mi scrivi d'andare affanculo perché NON tutti i giovani sono così?
Certo che lo so, non sareste tra i miei blog preferiti se non lo pensassi.
Ma bisogna fare la guerra per inseguire la pace, Giorgia.
Io la vedo così.
Un abbraccio.
bea

Posted by: bea at 28.06.03 01:05

pietro crea un servizio, intervistando i blogger: ci permette di conoscerci meglio. e mi dispiace, ma non sono d'accordo con bea, secondo me (leggi bene, bea, prima d'imbufalitri, ho scritto *secondo me*) una cosa fatta gratis non è da meno di una cosa fatta sotto compenso, e pietro assolutamente non si sta "svendendo" facendo queste interviste gratis. è ovvio che non tutto si può fare gratis, ché non si campa mica d'aria, ma a volte, per non dire spesso, fare qualcosa così, senza ricavarne nulla se non la soddisfazione di aver fatto qualcosa di più o meno utile, vale molto di più che fare qualcosa per "dovere professionale" e venendo pagati. (tutto ciò sempre secondo me, ecco.)
grazie pietro.

Posted by: giorgia at 26.06.03 19:15

Grazie a te Pietro per la passione con la quale condisci l'impegno dedicato alle tue pagine e a tutti noi.

Posted by: Zu at 25.06.03 22:54

L'intervista è un arte di per se complessa. E' un atto formale e dichiarato, nel tuo caso, poi, vuole anche carpire aspetti inconsueti. Non è facile, sono d'accordo, perché è complesso avere una sintonia tra due persone così sottilmente sul filo della complicità. Sono molte le cose nella vita che sono celate, magari talmente palesi alla vista da risultare invisibili, perché troppo evidenti. Ricordi "La lettera rubata" di Edgar Alan Poe? A volte bisogna scavare insistentemente per trovare qualcosa, a volte, più spesso, abbiamo le cose a portata di mano, ma fanno parte del solito "panorama urbano", per cui diventate, paradossalmente, invisibili. Rimane poi un punto, su cui si potrebbe protrarre il dibattito, sono convinto che l'artista dovrebbe comunicare solo attraverso la propria arte. Così come un blogger, dovrebbe dialogare con i lettori solo attraverso il blog stesso. Alcune volte, altrimenti, si ha davvero la sensazione di parlarsi addosso, di commentare ciò che per natura è già un commento. E' successo di recente con personalità confusa, scoperto l'autore per molti il suo blog è risultato meno interessante. E' successo a me, con il contatto diretto con alcuni artsisti. In quel capolavoro di film che è "una pura formalità" di Roman Polanski, il personaggio Onoff, scrittore, recita pressappoco: "Non bisognerebbe mai conoscere i propri miti, si rischia di scoprire che hanno concepito i loro capolavori seduti in un water, in preda ad una scarica di diarrea".
Fa riflettere, c'è poco da aggiungere.

Posted by: Manilo at 25.06.03 20:45

Grazie Pietro, in questo periodo storico completamente folle in cui si cercano soltanto "informazioni" superficiali e con esse si crede d'aver capito tutto di una persona, il tuo monito a ficcarsi negli archivi dei blogger alla ricerca della loro vera anima è quasi un rimprovero per me che passo veloce sull'ultimo post e a volte per stanchezza sclicco subito se quel post non mi piace.
Prendo atto e cercherò di seguire il tuo consiglio.
Tenendo sempre a mente quantoè costato invece a te dover studiare i nostri archivi per cacciar fuori le domande giuste che non fossero retoriche o banali.
Questo tuo lavoro andrebbe apprezzato di più.
Ma vedi Pietro, è gratis.
E gratis, sia chiaro per tutti , non bisogna dare niente.
Lo insegna la psicanalisi, e perfino il reiki.
Non farti buttare via Pietro, l'hanno già fatto con me.
Impara a ricordarcelo sempre, come hai fatto adesso, questo tuo lavoro umile e faticoso che sembra così dovuto alla blogosfera e non lo è per niente.
In questo paese del tutto è dovuto, Pietro, impara a far pesare il tuo lavoro.
Che però ho sempre apprezzato, e lo sai.
Ti ringrazio a nome di tutti, stronzi o "distratti" che non si sognano neanche di chiedersi se esista ancora quel sentimento universale che si chiama RICONOSCENZA!

Posted by: bea at 25.06.03 16:03

Quando un blog mi piace scavo , scavo; gli archivi sono la memoria del blog, come il vissuto lo è di una persona. E le persone si conoscono col tempo, mai da un singolo incontro! Complimenti, mi piace molto il tuo modo di esporre!

Posted by: laura756 at 25.06.03 12:58
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