Se qualcuno è rimasto in città ad arrostire al caldo, e trova il deserto dei blog e dei "buon weekend", sappiate che ci sono anch'io. Se avete voglia scrivetemi o commentatemi. Di tanto in tanto bazzicherò da queste parti!
Aggiornamento:
- Beatrice parla del Club del Sabato (CdS).
ovviamente non volevo dire che *tutti* gli anziani sono rompipalle, ci mancherebbe. avevo un nonno eccezionale che purtroppo ci ha lasciati quando avevo 14 anni (lui ne aveva 82), e conosco i nonni di molti miei amici che sono tutt'altro che vecchietti petulanti. però ultimamente sono stata un po' sfigata, e ho avuto a che fare con vecchietti tremendi (incluso il mio nonno novantaquattrenne di cui sotto!!!).
Appartengo alla razza cui tutti passano davanti nelle file, si alza quando sale un nonno o una nonna (o qualsiasi altra persona in difficoltà) ecc. E, per farla breve, a una specie che si chiede come fare perché anche la propria vecchiaia sia maggiormente tutelata (ma la vedo nera). Mi comporto come posso, senza tuttavia sapere se ciò che faccio è giusto o, anche in minima parte, influirà su qualcosa o qualcuno. Il problema grande, per tutti, è riprendere una modalità in cui si sia nuovamente una comunità, dove tutti si facciano carico di tutti. ieri ho seguito su La7 L'infedele: si parlava del tabù della morte (che io estenderei anche alla vecchiaia, intesa come non più produttività anche, quindi in senso più allargato). E quello ceh ho colto io è la mancanza di riti. Di comunità appunto: dove il "mio" è "nostro".
P.S. Sto correggendo un cavolo di libro sull'usabilità e l'accessibilità: invoco la semi infermità mentale. :)
Per oggi possiamo permettercelo. Come i blog rispettabili, con tanto di pedigree e fondamenti storici, poniamo una sfilza di commenti con senso o meno, quelli del sabato per l'appunto, o del fine settimana, se preferite. Ma noi, cari blogger, siamo diversi in tutto e fedeli alla linea, tra un filo di caldo e lo spiraglio polveroso d'una finestra, vaneggiamo. Lo sproloquio è del matto, individuo dal cui gli altri si muovono in un cerchio più ampio del raggio d'azione della nonna ninja. Mettiamo in fila parole a ruota libera, folli, quindi possiamo permetterci di gridarle, ne abbiamo licenza, e ognuno potrà assistere a cuore sollevato. L'uno guarderà l'altro e riverserà il l'indice puntandolo sul terzo, che, scansato d'un soffio rimbalzerà il monito laggiù in fondo a un orda scomposta. Le folle, si sa, non si possono incolpare, è un'entità priva per definizioe e per defezione. Tutti guarderanno l'uno e sogghigneranno, l'uno si muove e sillaberà..."presti siamo nella pioggia".
Vedi l'ignoranza. Non sapevo che esistessero icone pericolose, a quanto apre ninja, e che se si clicca sulla nonnina poi bisogna pagare, e salato. Ma che si fa, un accredito sulla pensione? Che storia poi, cellulari celati da finestra, cosicché bisogna stare attenti in ogni dove a ciò che si dice. Vabbé, magari prendo la precauzione ci controllare che la finestra sia chiusa. Pensare, poi, che i blog scaricano oro! Questa è proprio incredibile, avevo pensato che si trattasse, piuttosto, di bufale, che oramai, in questo mondo sono diventati rari quanto diamanti. Avevo altri programmi oggi, nessuno truffaldino, ma ora mi sorge il dubbio, che non siano stati quelli di splinder ad indurmi nell'errore. Certo, c'è un po di confusione, e questa sensazione del fine settimana solitario e dei club, non deve avermi fatto un gran bene. Comunque stai tranquillo Pietro...scocciante, grave, che parolone. Chi è questo matto che clicca su si, sempre sul no, cliccate sul no, poi se ne parla. Così almeno direbbe il mio capo.
Sembra che si sia risolto tutto. E il tuo blog si carica come una scheggia...
Mi è successo proprio qualche giorno fa qui a Modena dovanti ad un supermercato della Coop. Una vecchietta impacciatissima nel camminare si affianca alla mia macchina parcheggiata (con me dentro) in seconda fila e la percorre tutta appoggiandosi alla fincata con la mano destra. Arrivata all'altezza del finestrino mi saluta e giustifica la sua andatura lenta e soprattutto l'evidente terrore con cui si muove tra le macchine con un brutto incidente che le è occorso qualche mese prima e che l'ha costretta all'immobilità per tanto tempo. Poi, mi saluta e prosegue oltre. Soprpassata la mia macchina c'è ne un'altra che sta uscendo in retromarcia, lei gesticola e urla perché non può correre di più. Il signore della retromarcia le fa segno di non preocuparsi che si era accorta della sua presenza. La vecchietta spaventata e con le gambe visibilmente tremanti continua la sua faticosa camminata.
Questa è la mia esperienza.
Oc, cambiato contatore e ora dovrebbe andare tutto a posto. Eventualmente fammi sapere se ti capita di passare ancora da me. Grazie mille per la segnalazione :)
Sì, da qualche giorno l'ho notato pure io... non crdo dipenda da splinder perché nel codice non vedo nulla (ma chiederò anche ad altri). Temo, invece, dipenda dal contatore delle visite di Webbificio. Provo a toglierlo e sostituirlo con altro.
Sui nonnini: a dire la verità sono pochissimi gli episodi di ninja cui ho assistito e devo dar ragione a te, purtroppo :(
vado e tolgo il contatore delle visite.. caso mai fammi sapere se ti apapre ancora quella schermata :(
Anna ti volevo avvisare che ogni volta che si cerca di aprire il tuo blog si apre un sito di cellulari e appare la finestra per scaricare un programma truffaldino che ti fa pagare a peso d'oro le connessioni ad internet (i famosi dealer). Dovresti dirlo a quelli di splinder (se dipande da loro), perché è una cosa molto scocciante e grave specialmente per chi accidentalmente cliccasse sul tasto si!
Carina poi la tua storia della vecchina. La mia esperienza invece è l'esatto opposto. Anziani che sulla strisce pedonali sono costretti a fare gli scongiuri per non essere messi sotto. Ciao e grazie per la compagnia...
Quando studiavo c'era una vecchietta famosissima. La si trovava verso l'una che cercava di attraversare la piazza molto trafficata. Una vecchina dall'apparenza innocua, ordinata e curata, che ondeggiava sul suo bastone. Quello che mi colpì è che, quando passava, la gente si allontava, creando intorno una sorta di bolla. Non capivo... finché un giorno (brontolando scandalizzata perché nessuno le dava una mano) mi avvicinai.
Meno male che avevo 17 anni e i riflessi pronti: la vecchina, innocua e graziosa, iniziò a turbinare intorno il bastone come un ninja.
Il raggio d'azione era esattamente quello della "bolla" di passanti che aveva intorno :)))
Poi ci sono i nonnini assaltatori di metro ed autobus che ti passano sopra... la fauna è ampia :D
bea, nun me parlà dei vecchi peffavore...qua a casa ancora stamo a combatte co' nonno (94 anni ad agosto) che rompe le palle (scusate il mio francese...) da mane a sera e certe volte pure di notte. e ieri ho pure dovuto salvare l'autista dell'autobus dal mio rissoso vicino di pianerottolo ottantaquattrenne (leggi sul mio blog, se ti va...)...
Il lavoro è quello che è, è lavoro. Tutto sommato è contro natura; l'uomo è l'unico della creazione a porsi il problema di impiegare le proprie ore ed essere retribbuito. Ce lo vedete un altro animale ad asserire: "oggi faccio il leone per otto ore, così mi guadagno 3 lepri. Anzi no, oggi è megli fare l'anatra part-time, perchè fa caldo e mi bastauna vasca, un po' d'acqua, e qualcuno divertito nell'osservarmi".
Cerchiamo di realizzarci nel lavoro, di trovarne un senso, ma questo spesso ci snatura, e, in questa società, fa parte delle regole inviolabili. Cosa dovrei essere io, felice per 11 ore filate di lavoro? Quando 10 e mezzo d'esse sono forzature imposte, perchè non c'è etica, non c'è anima. E voglio sfidare chi riesce a trovare l'anima del commercio! La questione, Bea, è il senso di responsabilità, quello si. Cerco di essere sempre scrupoloso quando lavoro, in fondo nessuno me l'ha imposto. Sogno, però, giorno dopo giorno di evadere, di trovare un universo diverso in cui si puo' vivere - nel senso più ampio, e lavorare, perchè le due cose non saranno inconciliabili. Questa miscela di responsabilità e sogno sono io al lavoro, per cui molti pensano che sono una persona affidabile, ma non tardano nell'osservare che ho deglia spetti strani; forse una strana luce inspiegabile che a volte alberga nei miei occhi. Chi guarda, a volte, capisce che le sue parole vane, sul solito soldo, sull'economia, sul mercato e su mille questioni d'interesse, non mi lambiscono, sono sempre altrove, in quel luogo impreciso in cui vorrò essere, e ci sarò, vedrete. Così non comprendiamo che l'evasione non sta nel portare lontano il nostro corpo, in file roventi d'autostrade terminate, lungo spiagge congestionate d'ansie e creme asfissianti al cocco. Non sta nel dire: oggi non ci sono, vado via, sono irreperibile. L'evasione, se vogliamo, aleggia in noi in ogni santo momento, perchè, con l'anima, che poi è la mente, che poi e la fantasia, si parte, e non ci deve preoccupare del ritorno.
La mia impressione è che oramai il lavoro, qualuque esso sia, sia visto come un impedimento, una scocciatura. Nessuno vuole responsabilità, e appena possibile... crociera per il mediterraneo. Ma io questo non lo riscontro solo nei giovani. Anzi. I trentenni-quarantenni sono quelli che più delle altre fasce d'età hanno la nausea per il lavoro. Forse perché ci avevano illuso che si poteva lavorare in una società senza sfruttatori e sfruttati. Abbiamo scoperto sulla nostra pelle che era solo un'utopia e adesso ci tocca aggrapparci al primo lavoro che ci capita e vaffanculo il prossimo!
Il club del sabato maledetto, grazie Pietro, non osavo sperare tanto.
Questa del tranquillo week end di paura stava diventando psicosi per me.
Invece vedo che non sono sola.
Allora ti voglio raccontare il motivo di quel mio ruggito ai giovani. Non ce l'ho con loro, mai avuta con loro, casomai coi vecchi. Ma giorni fa in piscina ho dovuto ringhiare a tre ragazzine che non erano mai, e dico mai, al loro posto di lavoro. Al bar mai nessuno, nello spogliatoio ti puoi andare a fregare anche l'animaccia loro e rifarti il guardaroba. File di donne in attesa, c'è anche chi ha fretta perché deve tornare a lavorare, per ritirare i propri indumenti.Sai come m'hanno risposto?
Che non capivano, che loro mica se la sentono di stare tutte quelle ore lì dentro al chiodo! E domani una (diciassette anni) parte per la crociera sul Mediterraneo.
Allora vi chiedo: chi stiamo tirando su? ragazzini ai quali tutto è dovuto perfino lo stipendio senza lavorare?
Io dico basta. Tu Pietro che ne pensi?
E gli altri?
BaciBea