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Il Club del Sabato - 3
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Il Club del Sabato: un tranquillo weekend su BlogOltre
un week-end al... blog

Puntuale riecco l'appuntamento settimanale. Fatevi sotto...

Qui a Modena questo fine settimana si preannuncia asfissiante. Io sono alle prese con un nuovo computer visto che il muo vecchio portatile mi sta per abbandonare e con la Telecom visto che volevo attivare Alice ADSL.
Possibile che in Italia le cose devono funzionare sempre allo stesso modo cioè malissimo? Gli operatori che ti rispondono sembrano fare di tutto per conforderti le già poco chiare idee, quando non si smentiscono l'uno con l'altro.
In ogni caso, adesso è Sabato e mi consolo leggendo i vostri bei interventi che hanno perfettamente colto lo spirito del Club del Sabato.

Aggiornamento dell 23:00 del 13/7
Beh insomma, oggi si è andati un poco sopra le righe. Il CdS è vivace, buon segno. E buon segno sono soprattutto i tanti spunti che si possono trarre da ogni singolo intervento. Alla prossima!

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Commenti

Sono tornato adesso dal concerto. Di gente in rete c'era Mike. Ma in questi giorni il mio pensiero è andato anche a tutti voi, benché non mi sia potuto collegare quasi mai e non abbia letto nemmeno i commenti... né ho la forza di farlo ora. Così passo qui solo per un saluto e un abbraccio, e scusate il ritardo.

Posted by: Zu at 14.07.03 01:41

Sorpreso ad errare, con il mouse in tra indice e pollice ed il click veloce e incosciente, confesso: ho peccato per pensieri, cupi o sacrileghi, parole, storte ed equivoche, opere, inutili e inconsulte, e omissioni, frequenti e ingiustificate. Si, ho percorso viali, senza chiedere il perché, e di questo chiedo venia. Mi immolo al pubblico patibolo, e a te invoco clemenza ,Bea. Che sia punizione, ed esemplare, che tali gesta si tramandino per i blog, di generazione in generazione, che la sete di giustizia che stilla da Giorgia sia placata, e per sempre. Invisibile avventore, incespico tra un prodigio e un abbaglio da lontano. Che tutti sappiano, che tutti vedano, cosa può perpetrare l'animo umano, con quale indifferenza irriverente pone un verbo d'adesione.
Nota a margine: spinto dalla mia limitata formazione tecnica, e per l'ingenuità che mi alberga, ho creduto per lunghi istanti che il CDS fosse la sigla del solfuro di cadmio. Pur destato da questo imperdonabile errore, per un attimo ne sono stato felice, il solfuro di cadmio è un elemento sensibile alla luce, e chi non vorrebbe esserne propenso?

Posted by: Manilo at 13.07.03 22:49

Chi non è capace di riconoscere i propri errori
non può far parte di un contesto civile.

Ringrazio Elisabetta Mori per questa frase che dovrebbe essere posta alla base di qualsiasi contesto civile a cominciare da quel microcosmo di somma importanza che si chiama famiglia.
Spero che chi ha avuto voglia di capire abbia capito, chi non ha voluto intromettersi, abbia almeno capito, chi mi deve stare lontana abbia capito che non voglio più aver fare con lei usque ad mortem et ultra.
E chi è un creativo vero faccia il creativo, chi è giornalista lo faccia su internet, chi si sente scrittore o poeta scriva senza vergogna o falsa modestia, chi è semplicemente un artigiano non si vergogni d'esserlo ma ne sia fiero. Ognuno può trovare dentro se stesso quel qualcosa che se ricercato ai massimi livelli, oltre i limiti del proprio sacro cervello, può tradursi in genialità. Ognuno per quanto di ragione e per quanto il talento personale gli offre. SFIDANDO SE STESSO A FARE SEMPRE MEGLIO e non competendo continuamente con coloro che gli sono migliori su quello specifico campo ma certamente inferiori in altri.
Tutto il resto è questo putrido magma italiano in cui ognuno vorrebbe essere al posto di un altro.
Io continuerò a lottare contro questa mentalità, vero carcinoma a metastasi della realtà italiota.
Un saluto affettuoso a tutti, grazie per la compagnia.
bea

Posted by: bea at 13.07.03 22:28

(correzione #2: "delizios*i* epiteti".)

Posted by: giorgia at 13.07.03 20:28

(correzione: "sul *s*uo blog" - scusate, ho scritto in fretta.)

Posted by: giorgia at 13.07.03 20:27

per la cronaca, allora, tanto per sapere perché bea s'incazza sempre e solo con me (e no, stavolta hai colmato il vaso, mia cara. marchettara, disadattata e tutti quei delizioso epiteti li dici a qualcun altro.), dicevo, tanto per sapere perché, sappiate che manilo aveva accettato l'invito sul defunto CdS/bis.
bea - ora chiamerai marchettaro e disadattato anche manilo? non credo.
e poi, "Fatti un club dei marchettari, tu che scrivi ovunque, senza neanche saper scegliere da chi." - quale sarebbe l'"ovunque" su cui scriverei? te lo dico io: hai iniziato a trattarmi male, e lo dico qui così lo sanno anche gli altri, da quando Neri m'ha invitato su GNUeconomy. t'ho spiegato che è stato lui ad invitarmi, e non io a chiedergli di farmi scrivere sul tuo blog, ma suppongo che, anche se m'hai detto "ah, vabbè, ti credo", tu continui a pensare il contrario. cosa dovrei fare, rifiutarmi di scrivere lì ogni tanto per far contenta te? se mi dai un motivo migliore di questo, ne possiamo anche parlare. per ora io rimango dell'idea che l'invito di Neri sia stata una cosa carina e non vedo perché dovrei ignorarlo.
gli altri blog su cui scrivo, a parte la Tavolata di Zu, sono i miei (il blog, il fotoblog e il mio blog in inglese.), e, se permetti, credo di avere tutti i diritti di scrivere lì, o devo chiederti il permesso anche per quello?

Posted by: giorgia at 13.07.03 20:25

Per Manilo, certo che puoi chiamarmi Laura. Felice di considerarmi tua amica! Ci sentiremo presto...
Manco qualche ora dal pc e guarda che succede!! Bea, capisco che tu sia infuriata, ma non credo che sia stato fatto in malafede , qui non esistono i diritti ai autore. Mu ha cancellato il blog . Cerchiamo , almeno tra noi, di non scannarci. A presto!

Posted by: laura756 at 13.07.03 20:12

anzi, bea, lo cancello e basta, ché non mi va di aspettare la tua sentenza. ma cancello dalla mia vita pure te. stammi bene.

Posted by: giorgia at 13.07.03 19:50

bea, ma porcamiseria, avevi detto *TU* "perché non facciamo un blog collettivo, tipo tavolata?", qualche commento più sotto - pensavo di farti una cortesia, ma se la cosa non ti garba lo cancello, ma nessuno voleva fregarti niente, per carità...oltretutto, c'è scritto, su quel blog, "da un'idea di pietroblogoltre" - se vuoi ci metto "da un'idea di pietroblogoltre e di quella scassaballe di mariemarion" oppure lo cancello, dimmi tu...però poi non mi venire a parlare d'interazione o altre cazzatelle simili, ché se ti comporti così per quanto mi riguarda hai perso il diritto di parlarne.

Posted by: giorgia at 13.07.03 19:48

Sono convinto della buona fede di Giorgia. Lei si è fatta interprete di chi pensa che il CdS potrebbe diventare un blog a parte.
E come ho già detto penso che per il momento sia prematuro.
Forse ha sbagliato le modalità. Ma chi è che non sbaglia mai?
Non voglio quindi alimentare polemiche in tal senso. Io nel fine settimana cerco solo di rilassarmi...

Posted by: Pietro B. at 13.07.03 19:05

AVVISO DI DENUNCIA-QUERELA PER PLAGIO.
Chiamo i partecipanti al Club del Sabato, l'originale, questo, a essermi testimoni di ciò che ho scritto stanotte circa l'idea di fare del Club un blog collettivo. Pietro, stampa tutto e controlla gli orari. Adesso mi arriva un invito dalla signorina Mu a entrare in Splinder con la pass e partecipare al "suo" blog collettivo guarda caso intitolato il Club del Sabato.
Bene, questo è furto di idea non solo più a Pietro ma alla sottoscritta.
Ci vediamo in Tribunale Giorgia.
E vedi di esserci.
beatrice corato

Posted by: bea at 13.07.03 19:00

Peraltro non ho capito perché tutta questo improvviso quanto ambiguo senso di solidarietà non possa essere riversato in questo Club del Sabato.
Che c'è, facciamo schifo?
Firme come le nostre sono de povero?
Oppure vuoi rivenderti l'idea, l'idea di Pietro perdìo!!! a qualche guru aggregatore di stronzi.
Be', rivatti a vedere nei miei archivi cosa ho scritto contro quelli che fregarono a Ride si sapis la pagina originale dell'Io so' io e voi nun sete ncazzo!
Cerca di recuperare il buon senso e vieni a colloquiare con noi Giorgia.
O ti giuro che con te finisce alle mani, visto che vivi a roma.
T'avverto che ci rimetti, chiedi a chi era alla cena di BlogOut!
Lascia perdere Giorgia, inventa qualche altra cosa e lascia perdere. Questa è l'idea di PIETRO!
A buon intenditor....
UnaContessaPlebea (perdìo)

Posted by: bea at 13.07.03 18:43

CARA GIORGIA, ADESSO BASTA SCHERZARE!
Non mi piace, non m'è mai piaciuto chi frega le idee, Giorgia. Direi che riesco perfino ad odiarlo.
Non mi piace che come parassiti si aspetti che qualcuno sprechi tempo, soldi e meningi per creare qualcosa e subito l'altro gli vada a succhiare il sangue.
Vuoi un'ennesima dichiarazione di guerra Giorgia?
Eccola qua, fresca e rabbiosa.
Non ti azzardare ad aprire quella specie di menata del tuo club del sabato numero due o ti farò una campagna contro sul mio blog che neanche te l'immagini!
IL CLUB DEL SABATO è questo, l'originale, l'unico, l'irripetibile.
Fatti un club della domenica, un club per uomini soli, un club per disadattati come te alla continua ricerca di "visibilità" che non meritano. Fatti un club dei marchettari, tu che scrivi ovunque, senza neanche saper scegliere da chi.
Ma lascia perdere il Club del Sabato.
O te la vedrai con me.
E stavolta a caratteri cubitali.
Perdìo, qualcuno sa rispettare il lavoro altrui in questo paese di merda, di ladri e di mignotte?
Cazzo!
bea

Posted by: bea at 13.07.03 18:34

L'iniziativa di Giorgia mi lascia molto perplesso. Penso, che fermo restando il principio della libertà che ognuno di noi ha di fare quello che vuole, forse era meglio parlarne prima qui insieme agli altri "membri" del club.
Io, almeno per il momento non intendo aderire al CdS-bis.
Ognuno poi faccia quello che vuole. Da parte mia nessun problema.

Posted by: Pietro B. at 13.07.03 18:17

per bea: CLUB-DEL-SABATO/BIS. ecco.

Posted by: giorgia at 13.07.03 17:57

Stamane ho pensato a ciò che Bea ha scritto questa notte. Ho provato una sensazione strana sapendo che Stella attraversa un momento di difficoltà. I libri, la scrittura, le parole forgiate, a volte portano ad idealizzare gli altri. A volte si legge e si scrive per evadere, per muoversi dalla realtà, ogni sogno, però, ci coinvolge pienamente solo se ha una pur minima possibilità che si avveri. Altrimenti sarebbe come vedere al cinema certi film d'azione e pseudo fantascienza: dall'inizio sappiamo che è pura fantasia, e neanche tanto originale. Sono vicino a Stella, più di prima, ora la sento più umana e raggiungibile. Dietro ogni parola ho, rileggendo mentalmente le righe, ho scoperto tracce di qualcuno che soffre, che lotta per la vita e per una nuova opportunità, fosse anche l'ultima. Avanti Stella, non ti arrendere, perché solo noi dobbiamo decidere quando, e se.
L'onniscienza è la più umana tra le presunzioni, ce ne siamo accorti io ed Elisabetta, e ci siamo scoperti vicini, perché fallibili. In fondo è lì, dall'errore, che spesso parte l'inspirazione. Dubito che un essere perfetto riuscirebbe a raggiungere quell'altezza d'espressione tipica di certi grandi dell'arte. La sofferenza, la contraddizione, il confronto, la voglia di comunicare sono motori unici. Elisabetta mi ha dato la possibilità di scrivere queste parole, e di letiziarmi delle sue, e di questo le sono grato.
Mi spiace Pietro, Bea ha ragione, bisogna che creiamo quest'angolo permanente, per respirare e per pensare. Se hai poco tempo, male comune, faremo staffetta, ma dobbiamo realizzarlo, e con te.
Trovo Laura756 - posso chiamarti solo Laura? - umanissima, e questo mi mette a disagio. Non riuscirei mai a scrivere con altrettanta semplicità ed immediatezza di questioni così profonde e difficilmente dipanabili. Credo che la tua capacità parte dall'esigenza, arma che sfalda ogni barriera. Ti leggerò, come ho già fatto, e interpreterò il ruolo dello spettatore distratto, per far finta, come auto protezione, che certi problemi riguardano gli altri. Poi, con il tempo, lentamente, rifletterò, e sussurrerò tra me e me: eppure l'ho già letto da qualche parte!
Mi manca Giulio, perché ha un carattere a se anche nella scrittura, mi manca la sua sensibilità. Voi, che sapete come contattarlo, ditegli di venirci a trovare. A volte basta una parola, e si ritorna in "la".
Aspetto, anche te Riccio, e più non dico, aspetto altre parole.
"Tutti tra se e se pensano le stesse cose", e questo ci rende inesorabilmente simili, questo è quello che colgo da emotionated, ed ora vado ad esplorare il suo blog.
Per Tavor serve solo un appello, torna!
E, ora che sono riuscito a fare un post lungo come solo Bea sa fare ad arte, non ditemi che ho divagato.

Posted by: Manilo at 13.07.03 17:44

(...scusate, la sottoscritta è in piena crisi isterica...)

Posted by: giorgia at 13.07.03 17:42

Stamane ho pensato a ciò che Bea ha scritto questa notte. Ho provato una sensazione strana sapendo che Stella attraversa un momento di difficoltà. I libri, la scrittura, le parole forgiate, a volte portano ad idealizzare gli altri. A volte si legge e si scrive per evadere, per muoversi dalla realtà, ogni sogno, però, ci coinvolge pienamente solo se ha una pur minima possibilità che si avveri. Altrimenti sarebbe come vedere al cinema certi film d'azione e pseudo fantascienza: dall'inizio sappiamo che è pura fantasia, e neanche tanto originale. Sono vicino a Stella, più di prima, ora la sento più umana e raggiungibile. Dietro ogni parola ho, rileggendo mentalmente le righe, ho scoperto tracce di qualcuno che soffre, che lotta per la vita e per una nuova opportunità, fosse anche l'ultima. Avanti Stella, non ti arrendere, perché solo noi dobbiamo decidere quando, e se.
L'onniscienza è la più umana tra le presunzioni, ce ne siamo accorti io ed Elisabetta, e ci siamo scoperti vicini, perché fallibili. In fondo è lì, dall'errore, che spesso parte l'inspirazione. Dubito che un essere perfetto riuscirebbe a raggiungere quell'altezza d'espressione tipica di certi grandi dell'arte. La sofferenza, la contraddizione, il confronto, la voglia di comunicare sono motori unici. Elisabetta mi ha dato la possibilità di scrivere queste parole, e di letiziarmi delle sue, e di questo le sono grato.
Mi spiace Pietro, Bea ha ragione, bisogna che creiamo quest'angolo permanente, per respirare e per pensare. Se hai poco tempo, male comune, faremo staffetta, ma dobbiamo realizzarlo, e con te.
Trovo Laura756 - posso chiamarti solo Laura? - umanissima, e questo mi mette a disagio. Non riuscirei mai a scrivere con altrettanta semplicità ed immediatezza di questioni così profonde e difficilmente dipanabili. Credo che la tua capacità parte dall'esigenza, arma che sfalda ogni barriera. Ti leggerò, come ho già fatto, e interpreterò il ruolo dello spettatore distratto, per far finta, come auto protezione, che certi problemi riguardano gli altri. Poi, con il tempo, lentamente, rifletterò, e sussurrerò tra me e me: eppure l'ho già letto da qualche parte!
Mi manca Giulio, perché ha un carattere a se anche nella scrittura, mi manca la sua sensibilità. Voi, che sapete come contattarlo, ditegli di venirci a trovare. A volte basta una parola, e si ritorna in "la".
Aspetto, anche te Riccio, e più non dico, aspetto altre parole.
"Tutti tra se e se pensano le stesse cose", e questo ci rende inesorabilmente simili, questo è quello che colgo da emotionated, ed ora vado ad esplorare il suo blog.
Per Tavor serve solo un appello, torna!
E, ora che sono riuscito a fare un post lungo come solo Bea sa fare ad arte, non ditemi che ho divagato.

Posted by: Manilo at 13.07.03 17:42

Ragazzi, il bastardo s'è degnato di pubblicare, anche se ho dovuto rifare tutto.
Ve lo riporto per chi non avesse voglia di venirmi a trovare. E perché Pietro lo merita.
"Un BlogOltre per amico
Il Club del sabato
...ovvero un week end al blog.
Non siamo un salotto letterario, sottolinea Manilo.
E certo che no, ci mancherebbe, col cavolo che parteciperei.
Noi, i disadattati del fine settimana, siamo una specie di gente che nse sa.
Prima ci trovavi mezzo inciuccati in qualche sottobar di periferia, mai del centro, troppo ricco per noi.
Adesso ci ha racimolati Pietro con quell'idea geniale del Club del Sabato
E subito mi scappano dall'anima gli slogan per loro.
Pietro: un BlogOltre per amico.
Zu: il link dal volto umano.
Manco gli posso chiedere i diritti.
Pietro m'ha pagato questo sito fino al 2004 e Giulio m'accompagna pazientemente per la strada infesta dell'hardisk, la prossima settimana mi insegnerà a "scaricare" Acrobat.
E intanto, i dannati del sabato sera cominciano a riprender fiato.
M'è passata la sindrome del tranquillo week end di paura.
Ormai dal venerdì alla domenica sera ho da fare più che negli altri giorni.
Maravigliosamente maravigliata vado a leggere i commenti degli amici del Club, e tutti ci si ritrova lì, a parlar del più e del meno, lontani dalla nostalgia di mari lontani, vicini per sorta di sventura che Pietro ha trasformato in fortuna, come la magia della sua terra di Sicilia.
Manilo ci accompagna con le sue poesie, Laura756 vuol fare la dieta, ne parleremo.
Da qualche parte si parla d'amore, di rifuto all'amore per paura di soffrire.
Io rispondo non cerchiamo la felicità ma viviamo attimi di gioia fuggente, ché altro non c'è stato concesso.
Cominciamo a essere in parecchi, i disadattati del week end.
I manifesti disadattati del week end.
Se poco poco conosco l'animo umano, e non è poco, io lo so che nell'oscurità di squallide periferie o di bellissimi palazzi imperiali pulsa sempre più angosciosa la solitudine di chi non trova più nessuno con cui parlare.
Internet altro non è che la rappresentazione della vita reale.
Siamo tutti soli, e mi chiedo perché.
Mi chiedo come si possa continuare così.
Mi chiedo quando sarà che finiti noi, i futuri cittadini del mondo cominceranno a sparare, a scannarsi tra loro, perché nessuno s'è degnato di allevarli alla cultura dei sentimenti universali, primo fra tutti quello della solidarietà, iscritto nel DNA dell'Universo.
Alla curva Gauss dell'Occidente che va a scatafascio, lassù, dove la pioggia si fra grandine grossa come pietra, si salva solo chi s'aggrappa forte all'altro.
Noi al Club ci stringiamo gli uni agli altri.
E son tre settimane che ci sentiamo meno soli.
Mi auguro che Pietro si convinca ad aprire un blog dal nome Il Club del Sabato.
L'unico blog, forse, che avrebbe dignità di esistere.
Fermati Internet, ch'è giunta l'ora del pensare.
Del riflettere.
Del meditare.
Dell'azzittirci tutti.
E comunicare soltanto sentimenti scomparsi.
O non se ne uscirà fuori vivi.
UnaDonnaPerAmico"
A voi tutti con amore.
Sto al telefono, a dopo.
bea


Posted by: bea at 13.07.03 17:09

SGRUNT!
La mia domenica all'insegna di Blogger! anzi ai voleri di Blogger deimiei coglioni!
Vado a linkare il logo azzurro del club del sabato, ci metto sopra un altro slogan "Un BlogOltre per amico, mi sembra originale, scrivo due righe per dire che m'è passata la sindrome del venerdì sera grazie a Pietro, alla sua idea geniale e generosa, e ai tutti voi, faccio post, mi viene tutto bene, faccio publish....
LI MORTACCI SUA M'ESCE ERROR!!!!
Ma error de che l'animaccia tua sgangherata Bill Gheit dei miei coglionio o chiunque tu sia che ti fai chiamare BLOGEER!
Oooooooo! guarda imbecille che io ti metto le corna con Splinder vaffanculo a te.
E cristo, l'altra settimana due nottate perché il signor Edit in persona m'ha cancellato un post intero su di voi, oggi uguale...
guarda Blogger, te lo dico ringhiando come a un vecchio amico, io ciò il suicidio facile, ma stavolta TI SPARO prima.
Sgrunt, arivado a riscrivere tutto, ricominciamo da capo, grazie amici miei diletti, grazie a te Elisabetta dolcissima, Laura poi parliamo ANCHE di diete, e vedi di starmi ad ascoltare che non m'ascolta nessuno poi le doooonne mi guardano con l'occhilino tra il malviagio, l'invidioso spinto, il perché non crepi? e MAI una volta stessero ad ascoltare i miei consigli, vaffanculo a loro. Torno dopo per una lezione de beauté, che giusto va bene a sdramatizzare un po' sopra. Una lezione da povero Laura, non preoccuparti, ti insegnerò trucchi che vedrai.
Baci a tutti, sgrunt, annamo a litigà co quel pezzente di Blogger.
Ciao Manilo, ciao Stella....
oh, Zu è fuori per l'week end dai suoceri ma Tavor, qualcuno gli ha scritto? l'ha ricercato? Vedete di farlo per me che non ho il tempo.
Non lasciamolo solo.
cia a dopo (se mi telefona qualcuno dite che nce sto, che so' morta, che m'hanno mbalsamato ieri. Se invece vi serve qualcosa sto sullo stesso pianerottolo ormai lo sapete, bussate alla porta di lato, oppure prendetela a calci, vi risponderò.
sgrunt, annamo vaffanculo edit dei miei coglioni!
b

Posted by: bea at 13.07.03 15:58

Il secondo dei due, Ben, il cane basso e barcollante, era legato. Una sfida per lui, dall'età avanzata ma dalla vitalità frenetica. Oltre il viottolo mi ero preparato, avevo risparmiato le forze e stavo ritrovando il passo proficuo. Intravista la masseria, ho svoltato; nessun segno premonitore, il cortile solitario e silenzioso, le auto inesistenti, il crepitio sommesso e surreale. Sono ingannato, quasi, penso che Ben non c'è, ma è li, i suoi anni e l'esperienza gli hanno insegnato che bisogna cogliere l'attimo. Dapprima non s'è mosso, ha dissimulato il respiro, ha intuito, però, che ero io, forse dall'ondeggiamento, o dal sole calante che lasciava posto alla sera. Mi sono mosso guardingo, fino all'arco, poi ho incrociato uno sguardo, era lui. D'impeto, dimentico del vincolo, ha lanciato un balzo e ha sfiorato raggi e ruota. Con il suo muso ringhiante, il solito, e la tenacia che si concede all'ultimo duello, ha sfiorato la mia caviglia sinistra tra ruota e raggi; ho accellerato sui pedali e mi sono accorto della sua prigionia. Non c'è stato agonismo, ieri, e mi dispiace, la lotta era impari, lui lo sapeva ed è ricorso, da giocatore consumato, alla sua unica possibilità.
Ho attraversato il ponticello di legno, da un argine all'altro, quello con il divieto in transito, mi sono voltato e gli ho riconosciuto l'onore delle armi. Alla prossima Ben, perché ce ne sarà ancora una, contaci.

Posted by: Manilo at 13.07.03 15:55

Per te Elisabetta questo "interludio 5 bis". Per quanto riguarda gli altri, ditemi quanto vi avrò stancato di interludi, e ritrarrò mano e rigo.


Onnisciente

Quest'argine scuro
riapro e rivedo,
l'idea che torna
indoma e foriera
libera il campo
da l'attacco e l'avvio.
Schiudi le dune
ingoia il presente
innalza il gerundio
d'un sarà assente,
é qui, e qui
m'alletta da lontano,
mai onnisciente
mai pago
fondo corte e prigioni
in quest'animo greve.
Segrete reiette
e sbarre zavorre,
basta!
Fardello spazzi,
cogli, ricrei,
io recupero
tutto!
E ancora, e ancora.

Manilo

Posted by: Manilo at 13.07.03 13:12

comunicazione di servizio per Pietro: perchè excite offre una scelta di 9 template...gli altri non sono granchè, questo è l'unico che mi piaceva, e io non sono cosi' brava da crearmi un template da sola....ma posso provare a scrivere in altri colori...ti abbraccio forte

Posted by: laura756 at 13.07.03 12:49

Chi non è capace di riconoscere i propri errori
non può far parte di un contesto civile. Sono qui per chiedervi scusa.
Mi preme farvi sapere che ho chiesto a Pietro un po' di tempo per tornare tra Voi. Apriremo una caccia al tesoro: chi indovinerà dove si cela Elisabetta, vincerà una tessera-punti del vicino supermercato. Regalo: un frullino per il crevello quando prende strade come quella che ho preso io
ieri sera.
Grazie a Bea,a Pietro, a Riccio, a tutti insomma:
non mi sono mai sentita così commossa come ora, leggendo le vostre parole. Tornerò presto.
A te Manilo, va il mio grazie più sincero perchè mi hai fatto capire che peccare di onniscienza è solo prerogativa del Padreterno! Bellissima domenica a tutti.
Elisabetta Mori

Posted by: elisabetta mori at 13.07.03 11:00

Anch'io all'inizio della mia avventura in terra emiliana ho sofferto di vertigini. Quindi capisco come sta Stella Magni.
Quando mi prendevano questi attacchi, mi sentivo risucchiato in un fantasmagorico vortice che mi costringeva ad attaccarmi saldamente a qualcosa (sedia, letto, pavimento) per cercare di fermare la discesa negli abissi.
Mi sono durati un anno e mezzo. Poi, le vertigini, come sono venute se ne sono andate.
Stella, ti sono vicina. Se proprio devi metterti nelle mani dei medici vedi di consultarne un paio e di metterlia a confronto, qualche volta serve.

Per Laura756: Il tuo blog è interessante perché devi costringermi ad una visita oculistica con quello sfondo rosso e le scritte in nero?

Per tutti: raccontatemi la vostra domenica...

Posted by: Pietro B. at 13.07.03 09:55

Bea, cazzo, possibile che ogni volta che ti leggo riesco a malapena ad arrivare all sesta riga e poi comincio a lacrimare? Hai fatto un sunto magnifico ( oddio sunto proprio no, parli solo te!) delle sensazioni che si vivono quando si è soli e pure un po' ( un po'?) sfortunati.
Prima di avere il pc passavo le notti a desiderare comunicazione, mi sentivo sola nel termine piu' doloroso del termine.
Sola contro tutti i casini ben noti, la paura del domani, dei creditori che ti si avvinghiano come sanguisughe, del ricordo devastante di mia madre, sola terribilmente.
Ora questo mondo mi ha chetata, mi ha fatto aprire il cuore a confessioni che non osavo fare nemmeno a me stessa, dire cose di cui mi vergognavo ( ho dei debiti, dovrei dimagrire 10 kili) , a cambiare totlamente atteggiamente soprattutto nella vita reale.
Sono piu' allegra, sono positiva, SO che ho certezze, so che ho condivisione, Amore.
So che esisti tu, Pietro, Zu e tanti altri che mi vogliono bene ( ed è cosi', nonostante chi non conosca questo mondo puo' arricciare il naso), so che vi voglio profondamente bene.
Cosi' tanto da stare in ansia per Stella, che, anche se conosco da poco, per me è Stella, ne parlo come di un'amica, è una mia amica.
E se l'avessi qui ora , la stringerei forte, e le direi " coraggio, andiamo, spacchiamo il culo al mondo, non sei sola!!!"
E te Bea che sento vicina al mio cuore come se ti conoscessi da sempre.
E Pietro, che ci ha dato opportunità rare, avvicinarci tutti, che cosa meravigliosa!
Grazie, siete nel mio cuore!

Posted by: laura756 at 13.07.03 09:22

che dire?....le vertigini sono una gran brutta cosa, devo solo capire perchè arrivano! grazie bea, manilo, elisabetta...per le vostre attenzioni, anche se non vi lascio grandi commenti mi fa stare bene il pensiero che ci siete.
a presto
stella

Posted by: stella m. at 13.07.03 08:33

Ciao Ricciolina!!!
E' un piacere trovarti qui, grazie per esserti affacciata, qui la porta è sempre aperta lo sai.
Sono le 3,17 del mattino, non ho sonno per niente, credo d'aver inflazionato di chiacchiere tutto il CLUB DEL SABATO, vado un attimo di là da me (siamo sullo stesso pianerottolo) a rispondere alle ultime meil e ripasso.
A più tardi.
Ah! dimenticavo, EMOTIONED. Benvenuta!
Quelle tue parole stupende sulla solitudine fisica o interiore penso che le userò per una riflessione comune.
Ma tu intanto viviti alla come ti pare, da' retta a me.
Vi voglio bene.
bea

Posted by: bea at 13.07.03 03:28

Rectius.
è statto agghicciante immaginare di ricoverare Stella in un ospedale romano. In un LAGER romano!!!
Quando dico a mio marito: penso che dovremo andare al Pronto Soccorso, Pino per poco stramazza al suolo. Pupa, per telefono, mi risponde: maaaaammmmaaa!!! ma poi la ricoverano!!!! lo sai che non ci capiscono un cazzo!!!!
Ospedali dove se vai con una colica renale (al top della classifica del dolore) ti viene detto brutalmente: si accomodi allo sportelo per riempire il modulo. Con una colica renale!!!!
Il resto un giorno o l'altro ve lo racconto, ché fa sempre bene alla salute sapere come siamo combinati noi nella "magica" Roma.
Avevo solo un'arma Stella, il reiki. Che t'ha portato lontana dai lager di questo schifo di capitale, che t'ha riportato a casa tua.
Questa è storia vera ragazzi miei. E' storia vera.
bea

Posted by: bea at 13.07.03 03:19

Stella non sta bene ragazzi, e forse non le va di dirlo. Lo dico io. La sua toccata e fuga a Roma è stato un disastro. L'afa, alcuni suoi problemi di salute, io stessa tra un collasso e un altro, due giorni nei quali siamo riuscite a parlarci quasi solo con gli occhi, pochissime parole, neanche la forza di metterci al computer a scrivere insieme agli amici, forse una sola riga a Pietro mi pare. A mare tutti i progetti, non si riusciva a stare in piedi. Dovevamo anche parlare di lavoro, di interviste da rilasciare (è sempre il mio vecchio mestiere) macché. La presentazione del libro, per carità, la via dei Fienaroli a Roma in Trastevere è sempre magica, ma... Oh Stellina, io te lo devo dire in pubblico. A me quella gente lì tutta paludata di cultura con la C maiuscola mica m'è piaciuta sai?! E quel tizio, lo scrittore che ha parlato quasi sempre lui prendendo spunto "casualmente" sempre dai SUOI libri senza quasi nominare il tuo!!! manco mi voglio ricordare chi era, hai capito Stella perché quella volta scrissi che NON leggo gli italiani? E' vero, sbagliai nei tuoi confronti per pregiudizio, ma cavolo, l'hai visto con i tuoi occhi adesso quello che io per lavoro avevo vissuto sulla mia pelle, mi capisci adesso? Comunque, forse anche per quel testa di cazzo lì, a un certo punto Stella ha cominciato a sentire la testa girare. Le vertigini si fanno sempre più forti e arrivano i conati di vomito. E' stato agghicciante il non sapere che fare. Abbiamo provato a farla dormire sperando nel sonno, il grande padre guaritore. La mattina dopo è stato peggio. Adesso Stella m'ha promesso di farsi tutte le analisi sennò le tolgo il saluto e la sclicco. Voi però statele vicini. Non è brutta la malattia quanto la paura della malattia, e ancor di più (io che non ho paura di niente) la SOLITUDINE PER MALATTIA!
Quella l'ho provata per anni figli miei, e non farò agli altri ciò che è stato fatto a me.
Vorrei poter lanciare da questo angoletto di tenerezza il sentimento antico di una solidarietà dimenticata. Verso i malati, prima di tutto. Avessi avuto allora la possibilità di ricevere mail! Voi non potete immaginare cosa sia essere soli nella malattia. Chi non l'ha passato non può.
Ciao Stellina, fammi sapere della risonanza sennò ti sclicco, chiedi a Pietro se questo non è un diktat!
IlGrandeDittatore

Posted by: bea at 13.07.03 03:11

UN BLOG COLLETTIVO!
Come la Tavolata di Zu. Hai capito Pietro?! Il Club del Sabato NON dovresti curarlo tu ma chi volesse accedervi avrebbe la sua pass e scriverebbe i post che gli pare. Un blog che si fa da solo, non c'è bisogno di un "conduttore" o di un "curatore". Il blog ncamminerebbe da solo perché chiunque avesse la voglia di passarvi qualche ora lascerebbe scritta una piccola traccia di sé. Colloquiando tranquillo col viandante che per un po' sosta davanti al camino (camino? sgrunt, con quest'afa???? lascia perde la poesia bea, nsei né Manilo né Elisabetta, peffavore!).
Dimenticavo che anche LunaSolitaria non ha un blog. E dunque, mentre le auguro di aprirlo con questo bellissimo nome, già m'avvedo che si è in quattro o cinque a non avere un diario telematico. E allora perché non un diario collettivo? Sapete una cosa ragazzi? anche in un blog personale ci si può sentire maledettamente soli quando qua e là si comincia a leggere: buon week end o, come nel caso di Ricciolina, parto per le vacanze.Anzi, dirò di più. Se si è un minimo coscienti del proprio male di vivere ci si costringe a non scrivere, per evitare il vittimismo, o peggio ancora per evitare di trasmettere ad altri figli di questa inutile tragedia che si chiama vita un pensiero negativo.
Allora il blog personale non è più terapeutico.
Ma rischia di trasformarsi nel senso stesso della solitudine. Io mi salvo andando a cercare le cose belle che hanno scritto gli altri. E mi passa la malinconia, ma non la solitudine.
Il blog collettivo, Pietro, è un po' come sono io, posso fare a meno di mangiare, di respirare, mai di COMUNICARE!
Allora, ci pensi?
(sgrunt, mica lo so ch'ho scritto... pensavo ad altro, ai colori del nuovo blog IL CLUB DEL SABATO, alla sua veste grafica, a chi potrebbe darci una mano come web desaign... allora chi ha scritto... boh... dev'esse ir cervello razionale, quello ndorme mai limortaccisua, ndorme mai e s'impiccia sempre de li cavoli dell'artri, povera me son schizoide, vado ar psichiatrico sgrunt!).

Posted by: bea at 13.07.03 02:47

Ciao!
Adesso è un problema ricordarsi tutti i commenti a memoria. Hai capito Pietro perché questo angolino deve diventare un blog? Con calma, adesso fa troppo caldo, intanto ci pensiamo.
Dunque:
CIAO LUNASOLITARIA!!!!! t'ho ritrovato meno male!!! Ho perso la tua mail indovina perché? ammé ir compiuter mi odia! sgrunt. E mentre scliccavo la posta eliminata s'è mangiata anche la tua alla quale dovevo ancora rispondere. Stavo per mettere un annuncio sul mariemarion per cercarti. Ed invece eccoti qui. Perciò ne approfitto per dirti: rimandami la tua meil ti prego, e scusalo quel maledetto rozzo ignorante, che ci vuoi fare, chi l'ha inventato è un cafone, mica una contessa plebea come me. Aspetto.
Ciao Laura756! A te e alla nuova amica (PIETRO!!! nse po' fa' così, io nme ricordo ncazzo! ciò le sinapsi staccate dall'afa porcaccia boia!) insomma: qualcuno ha deciso di negarsi all'amore? be', nce parlate più con me. Non so da voi, a Roma si dice: chi non risica non rosica. La vita è rischio ragazze, piaccia o no. Volete evitare di turbare l'equilibrio? accomodatevi, mi ricordate l'amico lontano che sogna una vita che non vivrà mai per paura di soffrire.
Che vi devo dire, la mia filosofia la conoscete, stupra la vita prima che sia lei a stuprare te. I sogni non si realizzano, ma provare almeno a renderli reali per cinque minuti, una notte, due mesi, un anno, è un obbligo verso la vita stessa. Partendo da un teorema semplice semplice: la felicità è un falso storico. La felicità non esiste. La vita è una specie di temporale che brontola, a volte diventa tornado, a volte s'abbassa sui tetti come un incubo che non finisce mai. Ma... qua e là... all'improvviso il lampo che illumina, e tu lo guardi e dici dio che meraviglia...
Quei lampi sono gli sprazzi di gioia, quello solo possiamo chiedere, di più non è concesso se non ai beoti. Ma per vedere quel lampo, per vivere quel solo momento, vale la pena di morire.
Sempre secondo me, per carità.
Forse, ragazze mie, stiamo cominciando a percorrere una brutta china, quella di pensare troppo e vivere sempre meno.
Viviamo, step by step.
Afferriamo l'attimo fuggente. Cogliamo la meraviglia del lampo.
E chi se ne frega del domani.
Qualcuno ha un domani sicuro su questo maledetto pianeta?
Non è uno sprazzo di gioia il parlare insieme qui al Club del Sabato?
Da tre settimane non ho più la sindrome del venerdì sera.
A volte i miracoli accadono.
E i sogni si avverano.
E noi siamo qui.
UnaDonnaPerAmico

Posted by: bea at 13.07.03 02:28

Ciao Elisabetta. Riccionascosto NON ha un blog, StellaMagni ancora NON mi risulta avere un blog, tu non hai un blog. E questo NON è un salotto letterario. Scusami Elisabetta, ma io ho linkato proprio dal Club del Sabato alcune storie di vita vera, vita disperata. Perché io non sto meglio di loro. E dunque non capisco.
Ci ritroviamo qui, il sabato, alcuni maledettamente soli, ed è subito famiglia. Né potrebbe essere il contrario, visto che il padrone di casa e suo fratello sono di Sicilia.
Penso Elisabetta che tu abbia frainteso le parole a volte criptiche di Manilo, non sempre è facile decodificare la poesia, e non necessariamente Manilo deve per forza essere decodificato. A volte, quando l'afa distacca le sinapsi, io me lo vivo così, alla come mi viene, lasciando le sue parole fluire direttamente al cuore senza farle passare per i ragionamenti e le analisi che a cervello stanco non sempre riescono.
Manilo voleva solamente dire che questo non è un salotto letterario, per fortuna, aggiungo io. Senza la presunzione, e ci mancherebbe, non sarebbe LUI, di emarginare nessuno ma proprio con l'intento di dire ecchece qua, semo noi, semo soli, se volemo bene, checcefrega chi semo. SIAMO!
Quelli che il sabato tengono aperto il cuore ad altri passanti proprio perché provano un senso di riconoscenza verso chi ha aperto il proprio cuore e il proprio sito alla loro disperazione.
SEMO NOI Elisabetta, chi se ne frega chi. Belli, brutti, grassi, magri, colti, incolti, pezzenti...
Non so tu Elisabetta, ma io mi definisco da sempre la canaglia pezzente.
Quella che non si vergogna di certa sua disperazione, soprattutto da tranquillo week end di paura.
E neanche si vergogna di esibire nei confronti di Pietro un sentimento di riconoscenza infinita per questo Club del Sabato.
E allora che fa, una parola mal capita, una di troppo, una di meno...
Dai, ritorna Elisabetta. Siamo vivi, non siamo più soli, non lasciarci soli.
Bea

Posted by: bea at 13.07.03 02:08

Ci sono giornate che tutto va storto ed anche peggio. Oggi è stata una di quelle.
Non mi lamento troppo. E' solo uno sfogo.

Posted by: Pietro B. at 12.07.03 23:11

Ho cancellato i due doppioni. Anche questo è il mio compito.
Per quanto riguarda la proposta di Manilo, ma in precedenza anche di Bea di rendere il Club un blog a se io non sarei tendenzialmente contrario solo che non posso occuparmene direttamente io per assoluta mancanza di tempo.
Quindi per adesso resteremo qui.
Ah, un caro saluto ad...emotioned.

Posted by: Pietro B. at 12.07.03 22:58

Come inizio è disastroso, non c'è che dire! Ho
postato tre volte lo stesso messaggio: si può essere più imbranati di così? ...Sì? si può?
Non me lo diteeee!

Posted by: luna solitaria at 12.07.03 22:38

Manilo, se conosco bene Elisabetta, in questo momento sarà più dispiaciuta di te. Lasciamole un
po' di tempo e ringraziamola perchè senza la sua
richiesta non avremmo potuto leggere questa sera stessa "AREALE".
Anche io non ho un diario di bordo, ma lungi da voi il tentativo di cacciarmi da questa sede!!!
Scherzo, naturalmente. Anzi, appena gli impegni in corso me lo consentiranno, voglio proprio costruire un blog ( che chiamerò luna solitaria)il cui filo conduttore sarà il contenuto di una poesia di Confucio "NON CHIEDO ALTRO AL CIELO CHE UN GIARDINO PIENO DI FIORI E UNA CASA
PIENA DI LIBRI" Io, che poeta non sono, aggiungo.." e un blog pieno di amici". Ciao Manilo, sei un grande e le tua parole non sono
rinsecchite, lo sai bene.

Posted by: luna solitaria at 12.07.03 22:30

Succede che le mie parole rinsecchite cerchino di esternare un sentimento, ed il risultato, invece, e tutt'altro. Succede che trovo il "club del sabato" uno dei punti di maggiore interesse che il blog hanno apportato, e proprio quelle parole sembrano esprimere l'esatto l'opposto. Lungi da me la volontà di innalzare steccati, di porre dei confini all'accesso a questo spazio. Nel mio precedente intervento, implicitamente, consideravo eccezionale la partecipazione di persone così lontane, apparentemente, quanto vicine per propensione e voglia di mettersi in ascolto. Considero una vera fortuna il potere sfiorare persone come Bea, dall'impeto inarrivabile, Stella, dalla sensibilità disarmante, te, Elisabetta, dal fraseggio tenue e limpido, dalla musicale eleganza. Per questo ho scritto che siamo "belli", perché nessuno ce lo chiede, perché siamo così e nessuno si è imposto all'altro. Per questo ribadisco che questo non é un caffè letterario, perché non ha regole rigide e presentazioni condizionanti, perché un pugno di persone può fare della letteratura o, semplicemente, inclinare un pensiero. Il palese, l'ovvio, a cui mi riferivo, è quello di cui sono attorniati tutti senza, però, la capacità di vederlo, perché sono distratti e propensi al futile.
Nel mio prossimo post avrei voluto lanciare una proposta: vorrei che il club del sabato diventasse qualcosa di stabile, non occasionale, senza snaturarne, però, il carattere originale. Lo volevo, e lo voglio, proporre a te, Elisabetta, a Stella, a Bea, a Pietro e a chiunque ne abbia voglia.
Non chiudere, Elisabetta, perché stavo proprio aprendo.

Posted by: Manilo at 12.07.03 22:04

Per Elisabetta: mi sembra che Manilo non volesse dire quello che hai inteso tu. Il Club del Sabato si occupa di tutto quello di cui i suoi avventori vogliono occuparsi. Quindi tu Elisabetta sei benvenuta sia che tu abbia un blog sia che no. Anzi il fatto di non avere un blog ti rende più "interessante"...

Posted by: Pietro B. at 12.07.03 19:42

Caro Manilo, perdona la mia intrusione. Hai ragio ne tu, non è un caffè letterario e soprattutto, forse, non sono ammesse persone che non abbiano un blog. Intelligenti pauca. Chiedo scusa a Pietro e passo e chiudo. Definitivamente.

Posted by: elisabetta mori at 12.07.03 18:57

Non è un caffé letterario, il club del sabato è nel contempo più e meno. Siamo belli perché nessuno ci chiede di esserlo, sogniamo per sopravvivere, varchiamo l'arco della consuetudine perché crediamo in qualcosa, e abbiamo il pudore di non chiederci ad ogni costo cosa; sappiamo aspettare. Cinti, tratteniamo zavorra e ci liberiamo del carico, collusi con la vita, abbandoniamo viali per riscoprire sentieri d'erba. Cadiamo, e sappiamo rialzarci, ipercinetici godiamo dell'enensima frenesia, e siamo pronti all'arresto. Parliamo sorpresi del palese e dell'ovvio, perché nessuno sa scorgerlo e capirlo, dato che dell'evidente e dell'invisibile non ha mai scorto una traccia. Apriamo finestre e dischiudiamo porte, torniamo a scrivere e leggiamo risposte, tra un pensiero ed uno sguardo distratto speriamo che possa non esserci confine, e finiamo per crederci. Restiamo in costante contatto, e non abbiamo bisogno di palmari e portatili, ci basta sapere che c'è un sabato e un club perennemente in ascolto.

Posted by: Manilo at 12.07.03 14:32

Per Elisabetta Mori: appena riuscirò a mettere un po' di ordine sul mio tavolo e nella mia posta riprenderò con gli interludi e tutto il resto. Vi chiedo solo un poco di pazienza...

Posted by: Pietro B. at 12.07.03 12:41

Pietro, per rendere ancora più piacevole il vostro angolo del sabato sera, perchè non ci regali un interludio dedicato ad una delle poesie di Manilo? Ci hai abituato a leggerlo ed ora è un tuo preciso dovere provvedere alla mancanza!
Che ne pensi?
Ciao Stella, chi l'avrebbe mai detto che ci saremmo salutate attraverso un blog? Quello di Pietro è un po' come il salotto degli amici che ti accolgono in ogni occasione.
Auguri e fatti valere.

Posted by: elisabetta mori at 12.07.03 11:47

E' da quando ho letto sul blog di Bea del Club del Sabato che pensavo di passare... ed ora, eccomi qui. Non ho molto da dire, oggi, vado di corsa chè mi preparo per le vacanze, ma volevo dire a Pietro che l'idea mi sembra belissima... un posto dove parlare di ciò che si vuole, dove fermarsi a riposare dopo aver cercato inutili aggiornamenti nei "soliti blog", dove magari tornare indietro a vedere ciò che ci siamo persi nella settimana (io, per esempio, mi ero persa la risposta di Leonardo) perchè si va di fretta... dove incontrare vecchi amici o trovarne di nuovi... insomma, grazie. Riccio

Posted by: riccionascosto at 12.07.03 11:24

Ieri sera ero alla cena aziendale, un classico che si consuma due volte l'anno nelle annate in cui il capo è in armonia con se stesso e sente il bisogno di adagiarci la sua ala protettrice, e una volta, o niente, in quelli in cui siamo stati discoli e meritiamo di essere redarguiti. Tutto fila liscio senza traumi, non ci sono inviti, tantomeno adesioni, veniamo iscritti d'uffucio e coinvolti alla sfilata delle apparenze mal celate. Tra un sorriso, una gomitata, il vocio degli uomini a gruppi riverso alle donne, la ritrosia presunta delle donne, pensavo vagamente infastidito che il club del sabato, terzo appuntamento, non aveva avuto ancora inizio. Ero lì e a tratti pensavo ad oggi, all'essere qua, con voi, in un selezionato gruppo, perchè nessuno ha mai selezionato alcunché, di avventori della parola. A cinquanta metri da tavoli e brusio, c'è la casa del capo; in fila ci accoglie con la sua barba maculata tra grigio e bianco, rasata e composta come il prato e l'apparente quiete. Ho parlato, anch'io, con battute studiate, nel gioco del rendermi simpatico. E' trascorso quel tempo, e di tutto è rimasto qualche istante indistinto e parole non dette. L'inadeguatezza ci unisce, non certo i fasti, quando sguardi dismessi catturano ricordi.

Posted by: Manilo at 12.07.03 11:08

Anche io sono spesso qui nei w.e.
Ho trovato questo piccolo angolino e vi leggo e mi sento meno sola.
Laura, ti comprendo e ti assomiglio.
Ma decidere di non turbare i propri equilibri significa anche non darsi la possibilità di vivere nuove e intense emozioni, e non poter conoscere strade nuove da percorrere.
So bene cosa vuoi dire.
Ci sono giorni in cui vorrei solo la calma piatta, nel mio cuore e nella mia testa. Al punto che mi sembra di impazzire. Al punto che vorrei non alzarmi dal letto e non affrontare un nuovo giorno. Non chiedetemi se sono felice. La risposta già la so.
Ma non voglio continuare ad essere triste. Non è questa la vita che voglio.
Quando sono serena, quando riesco a vedere tutto da un altra prospettiva (piu' ampia), e quando mi guardo allo specchio, so che non è questa la vita che voglio. Non la calma piatta, non l'equilibrio perenne, non l'assenza di emozioni nuove.
Pero' a volte mi manca il coraggio di cambiare.
Perchè mantenere i propri equilibri, in molti istanti puo' sembrare rassicurante.
Perchè mollare tutto quando arriva l'uragano, la tempesta di emozioni..... puo' sembrare piu' semplice. Ma di certo meno costruttivo e gratificante.
Eppure a volte ho davvero una gran voglia di mollare tutto e fuggire solo via.
E provare a vivere un altra vita.
Fra poco vado in piscina.
Oggi ho scelto la solitudine interiore. Non quella fisica.
Quella fisica, in giornate come questa, rischierebbe solo di farmi impazzire.
E oggi ho un gran bisogno di calore umano.
E lo vado a cercare laddove mi è stato offerto.
Laddove, non vorrei ma se vuoi.
Laddove, non è un angolo di paradiso.
Ma forse, spero, almeno un momento di serenità su questa triste terra.
Buon weekend anche a voi.

Posted by: emotioned at 12.07.03 10:37

Puntuale come sempre,sabato mattina, sono qui!
Ciao Stella, che piacere ritrovarti! Certo che non devi privarci del piacere di leggerti, scherzi?
Fregatene di cio' che dicono, fai cio' che senti giusto per te.
Un saluto anche a Pietro e alla mia adorata Bea...
è bello accendere il pc e sapere che ci siete.
Stasera tornero' tardi, come ogni week...e anche sullo sfinito andante, ma di certo passerò a trovarvi, come sempre.
Stanotte ho un'inquietudine dentro, piu' forte, più prorompente del solito.
L'ha scatenata un discorso fatto eri sera con M.D.
Si parlava di amore e di sesso e delle mie scelte, drastiche.
Io sono una che non ha toni di grigio, diceva sempre mia madre.
Sono bianco o nero.
Vivere le emozioni , lasciarsi andare o imbalsamarsi il cuore?
Io da parecchio tempo ho scelto la seconda ipotesi.
Per non soffrire, per non turbare i miei equilibri. Ma qualche volta sento dentro di me un bisogno di amore e, lo ammetto, non solo, che fa vacillare tutte le mie scelte.
Ma perchè soffrire ancora? Buttarsi via? Dio, che nottata!!!
Vi stringo forte!!!

Posted by: laura756 at 12.07.03 05:36

caro Pietro, ti scrivo sul tuo blog e non uma mail privata per ringraziarti pubblicamente. Sono stata a Roma da Bea.
Bea, che dire? bisogna solo conoscerla e poi anche le parole diventano di troppo.
Noi ci siamo incontrate grazie alla tua onestà intellettuale, come Bea l'ha giustamente definita, ed è stato bello scoprire di avere un amico in comune. Perchè tu sei nostro amico, vero? io sto cominciando a superare il blocco che avevo nel lasciare i miei commenti, mi sembrava sempre di avere qualcuno difronte pronto ad accusarmi di cercare solo pubblicità. Le parole di Bea, la sua intelligenza mi hanno portato a pensare che stavo sbagliando, perchè è giusto scrivere quello che penso se le vostre parole mi trasmettono qualcosa.
Le parole di Manilo,per esempio. E di tanti che nel tuo blog o altrove distillano piccole grandi emozioni parlando della propria vita, delle gioie dei dolori, delle piccole banalità che riempiono il nostro vivere.
La presentazione alla Bibli è stata una bella esperienza, ma mi ha lasciato addosso un pizzico di delusione. Un'altra volta te la racconto.
poi, ho avuto problemi di salute, vertigini!!!!
fastidiose e....vabbè, cambiamo discorso, tanto purtroppo c'è sempre chi sta peggio e mi sento stupida a parlarti in questi termini.
mancano poche ore al famigerato week-end, ti saluto con l'augurio di ore serene, a te e a tutti coloro che leggeranno queste righe.
un bacio a Bea.
a presto
Stella

Posted by: stella at 11.07.03 21:35
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