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Il Club del Sabato - I figli
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Invito tutti gli amici del Club del Sabato a riflettere su una domanda e, possibilmente a rispondere... con il cuore.

La domanda è questa...

Perché l'amore verso un figlio (o una figlia ovviamente) è così speciale? E perché è impossibile da paragonare a qualsiasi altro tipo di affetto?

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Commenti

Un figlio, signori miei, è colui che eredita il tuo messaggio spirituale, e non il dna.
Tutto il resto è egoismo mascherato da senso di protezione.
Chi ama il proprio figlio ama i figli di tutti gli uomini.
Io questo legame di sangue non lo sento, Pietro.
Il legame tra me e mia figlia è stato costruito lacrima dopo lacrima, parola dopo parola in trentaquattro anni di un crescere insieme, insegnando e imparando entrambe.
E' un legame spirituale.
Il resto non mi interessa, m'assomiglia ai nazionalismi, all'essere fieri di appartenere a un niente. Figli miei sono tutti i ragazzini abbandonati e non capiti del pianeta.
bea

Posted by: bea at 20.07.03 02:56

L'amore è il motore della vita, bilanciato dall'istinto di conservazione che è in ognuno di noi. L'amore per un figlio, invece, è l'unico tipo di amore che ti spinge al sacrificio estremo, all'annullamento di te stesso, che annienta l'istinto primordiale, se la vita lo richiede. L'amore per il padre o per la madre non ha quasi mai nei figli la stessa valenza. Un genitore può morire da solo, un figlio, a meno di imprevisti del destino, no. Quando è morta mia madre io ero lontana da lei, lei ha sentito l'attimo ma non mi ha chiamato per non disturbare. Se fosse toccato a me io avrei invocato "mamma" e lei sarebbe corsa a tenermi per mano urlando al cielo di essere al mio posto. Non è retorica è legge di natura. Non è menzogna ne sortilegio, è la vita che si proietta, che si prolunga attraverso le nostre parti che ci sopravvivono e che noi per convenzione chiamiamo figli.
MENZOGNA E SORTILEGIO
In quel piccolo angolo
dove il silenzio è l'Eden
al calar delle ombre
torna il sortilegio.
Ecco mia madre seduta
con un rosario nella scarna mano
scandire litanie incerte
e rimestar nell'ombra
con il suo icòre e il suo profilo
niveo.
Un canto lento, una nenia
col suo andare spento
intona
Mi viene incontro
- a un tratto -
sorrisi e lacrime del mio dolor
mi acquieta.
Figlio
perchè non eri dove io ero
il giorno che mi accolse
l'ailanto?
Madre
non chieder al mio dolor
di rinnovarsi antico
Figlio
son qui
per consolar
il tuo pianto.
(Elisabetta Mori dalla raccolta Portraits)

Posted by: elisabetta mori at 17.07.03 22:43

Per spiegare l'amore verso un figlio/figlia mi piace ricordare alcune battute di una commedia di Eduardo"Mia famiglia" .... Egli rievoca l'emozione della nascita del figlio ...e dice che in quel momento ha penstao "NUN MORE CHIU'" (non morirò) Un figlio ti da il senso di continuazione di te stesso.... E' una parte di te .... che rinasce ....

Posted by: Raffaele at 16.07.03 01:45

Scelgo, per una volta, frammenti di parole in libertà. Uccidere è degenerazione. Non importa se il proprio figlio od altro essere umano. Generare/degenerare... Si, si potrebbe senz'altro parlare della proiezione di se stessi nel futuro, dell'istinto di sopravvivenza, della brama di immortalità. Si, si, certo che si potrebbe. Ma ciò che è irrinuciabile, non permette scelte, non richiede spiegazioni. E', semplicemente è. Gli altri amori, non è così.

Posted by: Libero Pensiero at 16.07.03 01:07

I poli opposti della stessa questione, punti cruciali e convergenti del sentimento per eccellenza. Amore e odio. Non sono convinto che un che genitore possa uccidere un figlio solo per patologia degenerata. E' facile confinare tutto ciò che sfugge il nostro umano comprendonio nella sfera delle patologie. Si può uccidere per senso della protezione, eccessivo penserete, ma qual'è l'unità di misura? L'amore sconfina di sovente, è questa la realtà, sborda da ogni definizione, ci acceca, ci annichilisce ed esalta. Si può uccidere per amore, nel tentativo estremo di salvare l'altro, di non vederlo dannato. E' un'azione ultima e inconsulta, d'accordo.
Tu, Stella, parti dalle parole di Pietro per farvi poi ritorno, perchè l'odio è un motore che spinge lontano. Si odia un figlio, si può, magari perché sta rovinando la sua vita, certo, ma si può arrivare ad ucciderlo per redimerlo, per amore. Ogni uomo deve godere del principio della autodeterminazione, deve poter correre, cadere, sbagliare. Deve potersi rialzare quando, e se vuole, nessuno, neanche il suo genitore, ha il diritto di farlo per lui, ma quanto è semplice giudicare seduti a scrivere.
I figli imprimono una direzione, che sta nel mutamento e nell'istinto a perpetuarsi del suo genitore, e in ciò è racchiuso il senso del tempo. Procreare ed amare sono il tentativo leggittimo di cogliere la mela, di divenire immortali, perché siamo umani e nel peccato d'onniscienza è racchiuso il senso della vita.

Posted by: Manilo at 15.07.03 19:49

Pietro, non ha senso dire ..."non diamo certe cose per scontato, altrimenti non si capirebbero certi omicidi...etc...", quando si parla di amore irrinunciabile per un figlio si prescinde da quelle che sono le patologie di cui tutti possiamo soffrire. Io no so se chi non ha figli riesce a cogliere fino in fondo il senso di questo amore, questo amore che ti porta a sentire dolore fisico se una figlia sta male, che pone la felicità, il benessere, la serenità di una figlia/o al di sopra di ogni altra questione al mondo, così, semplicemente.
L'amore irrinunciabile, è una bella e vera definizione.
Pietro, ti riporto solo due righe del romanzo nel quale faccio riferimento appunto all'amore materno ( me lo devi consentire, l'argomento mi sta molto a cuore e poichè sono parole che ho scritto io...)
Viola parla alla figlia, ma è a se stessa che si rivolge:......" Clio...bello questo amarti senza avere una ragione, se non quella che esisti che sei viva, bello questo amore che viene prima dell'amare me stessa, bello questo amore verso te che non ho scelto ma che sei parte di me, comunque e per sempre...."

Però tutte queste belle parole non devono confondere le idee: essere madre non implica la schiavitù degli affetti, i ricatti morali, l'annullamento dei propri desideri; essere madre significa saper dire NO. Una madre davvero Grande è quella che rende il figlio LIBERO dal proprio amore. Una Grande Madre osserva il proprio figlio libero nel mondo e lo percepisce altro da sè. L'amore irrinunciabile è l'amore materno che esiste anche quando arrivi ad odiare un figlio. Non sono in antitesi le due cose. No.
qualcuno mi può aiutare a spiegare meglio, con più efficacia, quest'ultimo pensiero?
ciao, Stella

Posted by: stella m. at 15.07.03 15:53

Quand'ero piccola e mi chiedevano cosa volevo fare da grande, io rispondevo "la mamma".
Non so da dove veniva il mio desiderio così impellente di maternità. Ma so che c'era, che c'è sempre stato.
Quand'è nato mio figlio 7 anni fa, la prima cosa che ho pensato è stata che il legame di sangue non esiste.
Io lo guardavo e pensavo "Boh ! strano".
"Ci sono persone che dicono che i figli del loro sangue saprebbero riconoscerli fra mille.
Io l'ho tenuto per 9 mesi nella mia pancia e se non l'avessi visto uscire fuori, e se me ne avessero dato un altro, sarebbe stata la stessa cosa".
Poi all'improvviso mi sono ricordata di una frase ripetuta costantemente da mia madre : "l'amore per un figlio cresce con il tempo, mentre cresce lui stesso".
E con il trascorrere dei giorni e della vita insieme a quel cucciolo ho cominciato a capire.
Quell'amore cresce mentre gli si dà da mangiare, mentre gli si pulisce il sederino, mentre ci si alza di notte perchè piange.
Mentre lo si guarda sorridere per la prima volta, camminare per la prima volta, dire le sue prime paroline.
E quando lui soffre, ogni volta che soffre, senti una cosa dentro al centro del petto, come una lama.
E vorresti soffrire al suo posto.
E ogni volta che rischia di battere la testa da qualche parte vorresti tenerlo, pur di non vederlo con la testa rotta.
Perchè ogni volta che sta male lui, stai male anche tu.
Perchè lui ha bisogno di te. Ma anche tu hai bisogno di lui.
Ho provato in alcuni momenti bui a immaginare la mia vita senza mio figlio, se dovesse un giorno accadergli qualcosa.
E ho sentito che la mia vita non avrebbe piu' senso.
Che potrei sopportare qualsiasi altra perdita, ma non questa.
Potrei sopportare di perdere i miei genitori. Di perdere alcuni amici. Di perdere il lavoro. Di perdere la casa.
Di perdere persino il mio "angelo". E ne soffrirei come un cane, ma avrei sempre un motivo valido per vivere ancora : mio figlio.
Sono una donna forte. Non mi spaventa l'idea di morire. Mi spaventa soltanto l'idea che mio figlio possa avere bisogno di me e io possa un giorno prematuramente non esserci piu'.
Ma questi sono pensieri tragici... lo so.... pero' ogni tanto mi vengono :-)
Per tornare alla domanda di Pietro, non so perchè. So solo che per me è così. E che non esiste null'altro di paragonabile.

Posted by: emotioned at 15.07.03 15:49

Non diamo certe cose per scontate. Altrimenti non si capirebbero certi omicidi consumati in ambiente domestico. Mi piacerebbe sondare il mistero di un amore così speciale ed unico. Insomma perché questo amore è "irrinunciabile"?

Posted by: Pietro B. at 15.07.03 15:25

Rispondo come ho già detto a Stella: a differenza degli altri amori, l'amore nei confronti di un figlio è irrinunciabile.

Posted by: Libero Pensiero at 15.07.03 13:21

Lo stile non è sferzante ed io non mi sento finto ingenuo. La domanda che ho posto mi è venuta dal cuore. E con il cuore va risposto (se ne hai voglia, ovviamente.

Posted by: Pietro B. at 15.07.03 12:05

Lo stile sferzante dell'intervistatore fintoingenuo, come scriverebbe Bea, non lo perdi mai, eh Pietro? Avessi chiesto di commentarti l'epistolario, se ne aveva uno, di Ramsette II, sarebbe stato più semplice. L'amore è una parola in cerca di musica, è intangibile affinche non la si possa catturare.

Posted by: Manilo at 14.07.03 23:34
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