I figli
-------------------------
Avevo posto agli amici del Club del Sabato una domanda riguardante l'amore verso i figli. Tra le risposte pervenute vi segnalo questa di emotioned.
Quand'ero piccola e mi chiedevano cosa volevo fare da grande, io rispondevo "la mamma".
Non so da dove veniva il mio desiderio così impellente di maternità. Ma so che c'era, che c'è sempre stato.
Quand'è nato mio figlio 7 anni fa, la prima cosa che ho pensato è stata che il legame di sangue non esiste.
Io lo guardavo e pensavo "Boh ! strano".
"Ci sono persone che dicono che i figli del loro sangue saprebbero riconoscerli fra mille.
Io l'ho tenuto per 9 mesi nella mia pancia e se non l'avessi visto uscire fuori, e se me ne avessero dato un altro, sarebbe stata la stessa cosa".
Poi all'improvviso mi sono ricordata di una frase ripetuta costantemente da mia madre : "l'amore per un figlio cresce con il tempo, mentre cresce lui stesso".
E con il trascorrere dei giorni e della vita insieme a quel cucciolo ho cominciato a capire.
Quell'amore cresce mentre gli si dà da mangiare, mentre gli si pulisce il sederino, mentre ci si alza di notte perchè piange.
Mentre lo si guarda sorridere per la prima volta, camminare per la prima volta, dire le sue prime paroline.
E quando lui soffre, ogni volta che soffre, senti una cosa dentro al centro del petto, come una lama.
E vorresti soffrire al suo posto.
E ogni volta che rischia di battere la testa da qualche parte vorresti tenerlo, pur di non vederlo con la testa rotta.
Perchè ogni volta che sta male lui, stai male anche tu.
Perchè lui ha bisogno di te. Ma anche tu hai bisogno di lui.
Ho provato in alcuni momenti bui a immaginare la mia vita senza mio figlio, se dovesse un giorno accadergli qualcosa.
E ho sentito che la mia vita non avrebbe piu' senso.
Che potrei sopportare qualsiasi altra perdita, ma non questa.
Potrei sopportare di perdere i miei genitori. Di perdere alcuni amici. Di perdere il lavoro. Di perdere la casa.
Di perdere persino il mio "angelo". E ne soffrirei come un cane, ma avrei sempre un motivo valido per vivere ancora : mio figlio.
Sono una donna forte. Non mi spaventa l'idea di morire. Mi spaventa soltanto l'idea che mio figlio possa avere bisogno di me e io possa un giorno prematuramente non esserci piu'.
Ma questi sono pensieri tragici... lo so.... pero' ogni tanto mi vengono :-)
Per tornare alla domanda di Pietro, non so perchè. So solo che per me è così. E che non esiste null'altro di paragonabile.
Posta|
Scusa Emotioned, invece di commentare qua t'ho commentato al Club.
Aggiungo che ritengo la possessione di un figlio il peggior modo per estrinsecare il proprio egoismo. Voglio dire: da una parte "il figlio è mio faccia ciò che dico io" e dall'altra "mio figlio è mio figlio difendo i suoi diritti guai chi li tocca".
Se questo è l'esser genitori, Em, sono fiera di NON esserlo stata mai.
Perché figli miei sono tutti i bambini del mondo, specie quelli che hanno le "mamme" a proteggerli, dio ce ne guardi. Figlio mio è tuo figlio così come vorrei che figlia tua fosse mia figlia, che ho scoperto che ci si ritrova meglio a parlar con i figli altrui perché si è più sereni, più distaccati, più obiettivi.
Credo, Em, che dalla privatizzazione del figlio nasca il casino di questa cosiddetta società civile. Per un figlio si ruba, si ammazza, tutto è lecito. Soprattutto rinchiuderlo dentro quattro mura e insegnargli a fregarsene del prossimo perché "fuori c'è il mondo cattivo". alleluia...
Che dirti? queste sono cose che a trent'anni dal Sessantotto e dal Femminismo ancora non puoi dire in giro. Le dico a te.
con affetto e solidarietà.
bea