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Logo 10.08.03

Ferragosto a BlogOltreBeach
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RIECCOMI! Tornato a Modena ma ancora in ferie. Per la prima volta passerò il ferragosto nella val padana (grazie a mia moglie).
Sono appena arrivato, datemi il tempo di svuotare la valige e dare un...calmante a mia figlia, e sarò TUTTO VOSTRO.
Intanto BlogOltreBeach può darsi una lustrata...

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11/08

Il logo è fatto. Il resto lo costruiremo insieme.

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IN ANTEPRIMA ASSOLUTA!!!
I venti anni li ho spesi a studiare, i trenta a lavorare. Per i quaranta ho deciso, sesso a volontà (mi tocca o no?). Fatevi avanti (over 18, under 81). Nessuna discriminazione di sesso o colore della pelle.
[da "Cazzo, ho quarant'anni!" di Pietro B., Ed. Mariemarion, pagg. 696, euro 15,00




Di quella pira l'orrendo focooo...



Questa foto la dedico alla Mori (Elisabetta)
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13/08
di CapaRezza: Il SECONDO SECONDO ME [E' una parata di immagini retoriche, un cabaret di frasi fatte in cerca di smentite. Il secondo album può essere il più difficile solo nel caso in cui sia contemporaneamente anche l'ultimo.]
RIT: IL SECONDO ALBUM ... È SEMPRE IL PIÙ DIFFICILE NELLA CARRIERA DI UN ARTISTA, IL SECONDO ALBUM ... È SEMPRE IL PIÙ DIFFICILE Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro. l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori, ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori. Inglesi, professori che non imparano altra lingua, inglesi, non dovranno mai cambiare moneta, inglesi, guideranno sempre dal lato sbagliato, per questo chi va a Londra so che ritorna un po' cambiato, i neri giocano bene a pallacanestro, hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande, i bianchi, su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, ogni bianco invidia il pisello grande. Dicono che gli arabi scrivono al contrario, Mohammed ha detto che io scrivo al contrario. dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario e se non sei daccordo mi dispiace per te. RIT. Le camicie rosse ricucirono il paese, le camicie nere lo portarono alla guerra, le camicie verdi vi si son pulite il culo. gli stilisti dello stivale sono quelli più apprezzati, quando c'era lui i treni partivano in orario, quando c'era lui ci deportavano in orario. quando c'era lui non c'eravamo noi. che se c'eravamo noi saremmo stati impallinati, allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, votami e vedrai, che non ti farai male. votami e vedrai, da domani ti vorrò bene. figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale. Vuoi fare il cantante? Ti servirà una spinta Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta Sull'orlo di un burrone avrò bisogno di una spinta RIT. Calciatori miliardari che rincorrono un pallone, musicisti miliardari che rincorrono il successo, industriali miliardari che rincorrono la gnocca. col superenalotto faccio il botto, mi tocca, non sono sposato, diciamo che convivo, non sono disoccupato, diciamo che sto studiando, non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio, diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate, non guardare Devilman diventi violento, non leggere Spiderman, diventi violento, non ascoltare Method Man, diventi violento, figurati cos'è restare un giorno in parlamento, i politici no no non sono più quelli di una volta, le donne no no no non sono più quelle di una volta, io no no no no non sono più quello di una volta, solo la retorica è rimasta la stessa. RIT. CapaRezza: voce. Triton, Rhodes. MPC. fogli di giornale strappati Giovanni Astorino: violoncello Alfredo Ferrerò: chitarre
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Commenti

Manilo, la conversazione si è poi spostata sopra...

Posted by: Pietro B. at 15.08.03 17:52

La legge imperscrutabile del ferragosto incombe anche su blogbeach: pochi suoni e convenzional. E io con il mio palmare; su e giù con per il display, sempre mal incline, ostinatamente a sbirciare dentro ció che per sua natura dovrebbe star fuori. Poi scherni, girotondi, sorrisi in serie: sempre lo stesso, sono io; qualcuno agiterá l'indice, vedrete.

Posted by: Manilo at 15.08.03 17:35

La felicità non consiste nell'acquistare e godere ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell'essere liberi.
Epitteto

Posted by: Pietro B. at 15.08.03 10:00

Giorgia, amche io non amo la scrittura della Tamaro, ma il titolo di quel libro è stato il più azzeccato tra quelli dei libri di facile lettura degli ultimi dieci anni. Va bene per tutto, per la politica, per gli amici indecisi, per un viaggio erotico sentimentale (il vaff... di Bea), etc etc.Allora diciamo: cogli l'attimo, svegliati, fatti coraggio....
Ciao dolcissima Emotioned , ciao Laura e a te Bea, quando sarà notte e l'alba di un vuovo giorno lontano da questa beach, un abbraccio e un evviva: sei sempre la migliore!
Buon Ferragosto.

Posted by: elisabetta at 15.08.03 07:28

Per Pietro:
"La felicità della vita umana è nella sua pienezza e nella misura che consente di viverla in tale pienezza, senza mortificarla e senza lasciarla all'inseguimento di mete irraggiungibili"
(Nicola Abbagnano)

Posted by: elisabetta at 15.08.03 07:20

AGOSTO: "VACANZE IMPERIALI"

"Sarà d'estate per le azzurre sere tra le spighe che pungono, i sottili fili calpesterò dell'erba sui sentieri..." (Arthur Rimbaud)
Ricordo la frase ricorrente della mia insegnante di latino ogni volta che le capitava di parlare di vacanze estive: "Feriae Augusti", diceva con imponenza e importanza, riferendosi evidentemente a se stessa. E poichè Augusto è stato quel grande imperatore che tutti conosciamo, da adoloscente sognavo di fare un giorno delle vacanze imperiali, naturalmente in Agosto. Le disillusioni di un'esistenza improntata invece alla normalità, almeno dal punto di vista economico, mi costringono da tempo e ormai adulta ad un Agosto da...bagnante pendolare.
Tranne quell'anno, dopo la maturità, quando per una svista della sfortuna mi fu data la possibilità di trascorre cinque giorni di questo regale mese, in uno dei più belli, esclusivi e confortevoli alberghi di un famoso posto di villeggiatura. Cinque giorni, contro i miei soliti venti trascorsi su spiagge proletarie, ma si sa: meglio un giorno da leone che cento da agnelli. Solo che quella volta, grazie appunto ad un svista della fortuna, mi toccarono ben cinque giorni da....Agnelli! Inoltre, colma di gioia, l'albergo si chiamava come il grande imperatore. L'eccitazione era grande: non sapevo cosa portarmi dietro e per non sbagliare misi in valigia tutto ciò...che non mi servì! Il premio vinto - perchè di questo si trattava - prevedeva il soggiorno non il viaggio. Così presi il treno della sera, seconda classe, che mi portò alla stazione del paese, poi di lì un taxi e quindi immersione nella vacanza imperiale. L'albergo era di quelli da togliere il fiato: piscine, campi da tennis, terrazze, sale e salette, tutto immerso in un verde fresco e lussureggiante. Per contrastare l'abilità innata dei portieri d'albergo a fiutare lontano un miglio l'odore dei poveri, tirai fuori dalla borsetta una bella banconota e gliela porsi insieme ai miei documenti. Il portiere si inchinò fino a spezzarsi la schiena e chiamò un fattorino che mi accompagnò nella mia stanza: vi era tutto, persino una deliziosa terrazza ombreggiata che prometteva magiche serate al chiaro di luna in compagnia di...già: in compagnia di chi? I miei amici erano rimasti laggiù nel profondo sud, qui non conoscevo nessuno e dubitavo che in cinque giorni avrei potuto fare conoscenze di quelle che lasciano il segno. Le ore trascorrevano veloci:la mattina in spiaggia o in piscina, colazione alle tredici, qualche partita di tennis con un maestro dalla tariffa stellare e la sera via... a cena con tutti i residenti dell'albergo, tra vestiti che facevano impallidire i mie home-made. C'era qualche accenno ad un timido sorriso da parte di uomini soli, per lo più anziani e non di mio gusto: tra i giovani per lo più i camerieri cercavano di abbordarmi, suscitando la mia ira. Al terzo giorno mi resi conto di essere sola e di essere nessuno. Avevo già imparato che la compagnia in circostanze simili o si compra (se sei una ereditiera) o te la devi portare con te da casa. Al quarto giorno mi accorsi che il mare era grigio e sporco e che non c'era nemmeno una scogliera: sulle chilometriche spiagge tutto un piattume di ombrelloni e lettini, lettini e ombrelloni che non lasciavano nessun godimento agli occhi e allo spirito. Alla mattina del quarto giorno cominciai a rimpiangere le bellissime spiagge intervallate da splendide scogliere, della mia città pugliese, il suo mare azzurro o verde a seconda del fondale e degli umori del cielo, i discorsi senza parole delle mie amiche, quel crogiolarsi al sole cocente quello dell'abbronzatura da creola, e mi sorse il dubbio che Augusto doveva essere stato poco felice durante le sue vacanze! Tornata nella mia città, telefonai alla mia zia contadina e le chiesi di ospitarmi per qualche giorno nella casa di campagna, tra fichi d'India e pergolati, dove il meriggio solitario e assolato mi avrebbe riconciliato con il mondo: "...ascoltar schiocchi di merli..e frusci di serpi", senza pensare più ad Augusto e alle sue poco imperiali vacanze"
(tratto da A QUATTRO MANI - LETTERE PER UN ANNO
pamphlet epistolare edito da Edizioni Pugliesi, settembre 2002)

Posted by: elisabetta at 15.08.03 07:18

sì, ma, capisc'ammé, io der carcio 'ncapisco 'na mazza!

Posted by: Pietro B. at 15.08.03 00:58

sì, ma, capisc'ammé, lei è interista, tu nun glie poi fà er logo d'a roma!!! :-D

Posted by: giorgia at 15.08.03 00:55

Mi era piaciuto cosi com'è venuto perché il rosso mi era sembrato rappresentasse bene la canicola di questa estate torrida. E il giallo il tormento di questo sole assassino.

Posted by: Pietro B. at 15.08.03 00:47

pietro, comunque, la prossima volta faglielo nerazzurro, il logo, a bea, vedrai che non protesterà... ;-P

Posted by: giorgia at 15.08.03 00:42

elisabetta - la tamaro, a dire il vero, m'è sempre stata un po' sulle scatole (un bel po', anzi, parecchio), proprio a pelle, non la sopporto...
invece, il tipo, lì, il professore, m'ha folgorato con le parole, nel senso che un giorno l'ho sentito parlare e *tilt*...eppoi, almeno secondo me, è pure caruccio, il che non guasta... :) boh, dovrò farmi venire in mente qualcosa, soffro di timidezza congenita, ma di brutto brutto brutto...

Posted by: giorgia at 15.08.03 00:38

occhei, allora fa niente.

Posted by: giorgia at 15.08.03 00:35

Per Giorgia: capisco che il logo non piace a Bea ma visto che tra poco meno di ventiquattro ore 'sto benedetto ferragosto finirà, perché sprecare tempo ed energie per una cosa che è giunta al suo epilogo?

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 23:43

Ci sono. Vi svelo un piccolo segreto. Quando inviate un commento mi viene automaticamente inviata una email con dentro quello che scrivete e contemporaneamente su un particolare cellulare mi arriva l'avviso di questa nuova e-mail.
Quindi è come se ci fossi sempre. Per rispondere è un po' più complicato perché devo accendere per forza un computer e se sono fuori casa la cosa non è semplicissima...

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 23:16

E' difficile dare consigli in queste circostanze: segui il tuo istinto o come direbbe la Tamaro "Va dove ti porta il cuore". E' meglio avere sensi di colpa (se va male) che rimpianti.
Temo proprio che Pietro si sia dovuto concedere alla famiglia e lasciare blogoltrebeach: è stata una decisione saggia.
Se non ci sono altre considerazioni, io andrei a dormire:domani mi concedo la mostra su Leonardo Da vinci che si tiene qui a Taranto presso il museo archeologico nazionale fino alla fine di ottobre. Poi ritorno via mare in battello dal centro della città alla litoranea dove abito.
Ciao, buona permanenza a chi resta.

Posted by: elisabetta at 14.08.03 23:07

ciao elisabetta - no, non sei sola, pure io sto al piccì a ferragosto...se vi interessa, sul bloggherello mio ho appena postato 5 foto di Paestum e 1 del "panorama" notturno dalla finestra della cucina dei miei a Eboli...
p.s.: io c'ho sempre il problema del professore di storia dell'architettura per cui ho una cotta madornale, se qualcuno volesse darmi il suo parere mi farebbe molto piacere, dato che non so con chi parlarne (le unichhe 2 persone a cui l'ho detto hanno avuto 2 reazioni diverse: una [Sonia] ha iniziato a ridere come un'isterica, l'altro [Fabrizio] m'ha istigato a "delinquere"...di cui, boh, come direbbe Bea...)...

Posted by: giorgia at 14.08.03 22:28

Benvenuta Giorgia, pensavo veramente di essere sola oggi a dialogare con Pietro.
E tu Pietro, ci sei?

Posted by: elisabetta at 14.08.03 22:05

bea&pietro - se volete, ripeto, *se* *volete* posso provare a creare qualche logo che possa piacere di più a Bea, basta che mi diciate che colori vorreste usare, ne preparo qualcuno e ve lo spedisco e se ve ne piace uno è vostro. ma fatemelo sapere, ché, visti i precedenti, non mi muovo più senza autorizzazione scritta su carta bollata in triplice copia firmata pure da mick l'ufetto...
(bea, un'altra cosa, e spero che non la prendi male, ma, sul tuo blog hai scritto "I want to live without an hope" - è sbagliato, anche se l'acca non si sente, è comunque una consonante, quindi non ci vuole la enne, quindi "a hope". ecco, giusto per correttezza linguistica.)

Posted by: giorgia at 14.08.03 22:02

Bea, Pietro, mi ricordate i ladri di Pisa (è un detto toscano) che di giorno litigano e di notte si intendono alla perfezione, per rubare meglio credo. Ma voi non avete niente da rubare, in quanto a idee e capacità di inventarvi come ingannare questa permanenza sul pianeta senza che le stelle cadenti di mezza estate brucino senza pietà la nostra di coda. Parlo così perchè sto tentando da diverse notti, secondo quello che dicono gli astronomi, di vedere Marte con un potente binocolo, capire se si può emigrare con una silenziosa astronave alla "ricerca di una terra felice" (Platonov).
Ecco, se dovessi aprire un blog mio è lì che vorrei avere la mia stazione,in mezzo ai marziani e scrivere un weblog intitolato "Cronache Marziane" (oddio vado a vedere su internetbookshop se questo titolo esiste già, non vorrei scrivere una storia già letta). La nostra amata e odiata Terra è ormai troppo inzeppata di problemi, guerre, terremoti, esondazioni, buco nell'ozono, siccità effetto serra, e chi più ne più ne metta. Magari arrivo su Marte e trovo un clone di Mughini (con le orecchie a punta come quelle del dottore di Guerre Stellar) a ricevermi con un diario di una marzianella sedicenne tra le mani: "Aborro i terrestri, ma tu sei ben accetta se compri il diaretto" "Ma sa Signor Mughini, anzi eccel.mo prof dott grand'uffic sign scrittor giornalist, io sono qui proprio per scrivere un diario....ma che ha capito? No, non quel tipo, i mie ricordi di sedicenne sono troppo sbiaditi e soprattutto diversi.Si tratta di un weblog, un diario di bordo della mia prima esistenza, quella trascorsa sulla terra, ad uso del popolo di Marte e dei terrestri che hanno antenne potenti per ricevrmi, per far sapere quanto è stato difficile vivere sulla Terra, costretti a essere magri, belli e in carriera, ricchi e imbroglioni, fintoallegri e in tiro per ogni occasione: ecco, ha presente il Signor B. il personaggio del libro di quel giurista là, coso... come si chiama.... be' non importa. Bisognerebbe essere come il signo B. per avere una vita felice, ma ci sono due combinazioni di virtù che il Padreterno ha dato agli Italiani per stare a questo Mondo"...
"A sì? E quali"
"Intelligenti e famosi, oppure ricchi e onesti, ma ricchi intelligenti e onesti proprio non è contemplato! E in Italia di Signori B. ci sono solo quelli di un certo gruppo... come si chiama? Oddio, l'ho sulla punata della lingua... mi ricorda l'incitamento dei tifosi quando c'è una partita di pallone importante! Va be' non importa. Perciò, grand'uff, sig, scritt. giornal, mi lasci stare qui su Marte , dove non è necessario essere belli magri e ricchi per sopravvivere ma basta solo l'intelligenza e l'ironia, mi lasci aprire la mia stazione e scrivere il mio diario a modo mio, senza tutte quelle cose che sulla terra ti fanno essere out o in. Perchè se avevo un sogno da piccola era quello che da grande volevo essere uno scrittore."
Che dite, Mughini che, tra parentesi mi sta anche simpatico, accetterà?
Qui dalla terrazza di via.... della città dei due mari, in mezzo al mare Jonio, in attesa di partire per Marte, passo e chiudo.

Posted by: elisabetta at 14.08.03 16:53

Beatrice il banner di BloGoltreBeach è stato da me creato con un programma apposito che so usare pochissimo. I colori me li ha impostati il software. E visto il caldo e la poca voglia di passare ore davanti al computer è il meglio che sono riuscito a fare.
Se il tuo blog è il regno dell'arte mi compiaccio, ma purtroppo io artista non sono. In ogni caso il riferimento a BlogOltreBeach lo hai messo ugualmente in forma testuale e va più che bene.
Per quel che riguarda le altre proposte le valuterò ma già sai che sono contrario a trasformare BlogOltre in qualcosa di completamente diverso da ciò che è sempre stato. Ma come ti sarai accorta pure tu, essendone in modo diretto o indiretto anche l'artefice, il mio blog è in continuo divenire. Come me.

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 16:03

LIBRI.
E' a Elisabetta, Pietro, cge devi chiedere consigli e non a me.
Ti dico io che scriverei, oggi.
Inizierei con un vaffanculo sgrunt.
E poi lascerei fuoriuscire dal mio stomaco il meglio o il peggio alla rinfusa, senza un costrutto apparentemente logico, senza un trama che non sia quella dettata dal momento vissuto.
Ma allora... per questo c'è già il blog.
E io credo, con buona pace di chi ha ancora nel sangue la letteratura "vera" che il futo sia proprio in questi nostro quotidiano trascrivere sensazioni, emozioni, tragedie e gioie insopprimibili, poche ma buone. E al tempo stesso dire a se stessi: io non sono uno scrittore né voglio diventare un mito, ma semplicemente sfogare la rabbia e la delusione, la gioia e la follia, attraverso post che non se la fanno l'uno con l'altro ma di tutto e di niente parlano.
Questo Pietro per me è il futuro della letteratura.
Fatto salvo ciò che è già stato scritto e che è costato lacrime di sangue, lacrime che io davvero non ho più intenzione di versare.
E dunque viva Elisabetta che scrive poesie in tre minuti e accantona romanzi perché come dicono i Grandi scrivere è il mestiere più maledetto, onore a lei per essersene resa conto, e auguri a lei per ciò che continuerà suo malgrado a scrivere, costi quel che costi, scrittori si nasce, il sacro fuoco brucia dentro non c'è niente da fare.
Ma onore a noi se attraverso i nostri post riusciremo a dare un senso a questa vita sbandata, a questa follia collettiva, attraverso la terapia del blog che può diventare terapia di gruppo, condivisione di un malessere generale, quel male di vita che ci accoomuna tutti.
E perché ho scritto questo non me lo ricordo più, ancora non mi sono svegliata anzi, torno a dormire, buona notte, a stanotte.
Bea

Posted by: bea at 14.08.03 14:48

Ciao Elisabetta, cia0 Pietro, siamo rimasti in tre a quanto pare, come nella canzone di Modugno tre somari e tre briganti.
Caro Pietro mai riesci a capire quando scherzo: ma Tu credi veramente che qualcuno abbia pensto che quella foto su Perpietro appartenesse a tua moglie? Ma scherziamo???? Oddìo, da lì a definirla una foto d'arte ce ne passa sgrunt, stasera devo proprio ricordarmi di mandarti i sti pornografici così ti rifai l'occhi (e una cultura finalmente).
Penso che Perpietro non abbia retto perché voi uomini, e non è colpa vostra, non siete in grado per costruzione razional-cervellotica di sostenere un blog intimista. E perciò ti chiedevo, Pietro, perché non far sparire PerPietro definitivamente e aprire un blog permanente come questo, che tra qualche giorno dovrà cambiar nome ma che potrebbe chiamarsi che so "Detto fra noi..", a sostituire anche il Club del sabato perché man mano gli ospiti del Club confluirebbero automaticamente nel blog nuovo da tenere aperto tutto l'inverno e non solo il sabato. Mi pare che tra il sabato e BlogBeach l'esperimento sia riuscito perfettamente, anzi secondo me ha superato le aspettative, anche se devi tener conto che oggi è la vigilia di ferragosto e fino a lunedì se riusciremo a parlarci in tre sarà già un successo. Ma vedi Pietro, io non credo nell'apparente successo dei ventimila clic, e l'ho scritto più volte. Credo invece nel clic silenzioso di quel blogger solitario, magari un ragazzino o una ragazzina di vent'anni, che disperatamente cerca qualcuno con cui parlare. E noi siamo lì, faro in quest'inferno di solitudine e d'afa, a dimostrazione del nostro sapere e voler andare avanti, comunque, afa o non afa, ferragosto o non ferragosto. Un esempio insomma per chi (e me lo raccontano in tanti sai) si sente sempre ai margini del mondo perché come m'ha detto Federica ieri, vent'anni, bellissima, più è immersa tra la gente più si sente sola di una solitudine che non capisce. E allora spiegare a questi ragazzi che soli noi ci sentiamo ancora più di loro, parlo di me almeno, e che quando intorno tutti festeggiano a me viene soltanto da piangere dentro il Deutsche Requiem di Brahms, che è il pianto di tutte le umane genti desolate.
Far sapere a questi ragazzi che non solo soli, che ciò che provano loro noi l'abbiamo e lo proviamo da sempre, se non si vuole essre gregge beota, quello che ammassa le "sacre" inquinatissime spiagge in questi giorni d'inferno e che per ciò stesso crede d'aver appagato chissà quale suo sogno di mezza estate. Faro, esempio di inusuale dimenticata solidarietà dobbiamo essere per chiunque passi da queste parti, Pietro.
E ti dirò una cosa, se mi cambi quegli orridi colori gialloRosso romanist che fanno tanto aranciata Fanta al tuo logo lo rimetterò dalle mie parti. Ma così credimi, era proprio brutto e io non mi sbatto il culo la notte a cercare il meglio dell'arte mondiale per stuprarmi poi la vista con quegli orrendi colori. E' ovvio che parla l'image maker, se però ti ostini, come ti ostinerai, a mantenere quei colori sarà il solito muro contro muro tra noi, entrambi Marte in Toro, due che meglio tenersi a debita distanza quando si scontrano.
Entrambi abbiamo contribuito all'apertura di BlogOltreBeach credendoci nel fatto di restare un punto di forza nell'agosto solitario e devastante, io spero che anche se nemiciFratelliSgrunt, sia questa l'ottica che ci deve accompagnare in questo nostro cammino solitario. Questo il sogno, la speranza che possiamo far diventare realtà.
Ma quei colori non li sopporto, fa' come ti pare, anch'io puoi giurarci.
E un'altra tua scelta editoriale non condivido, te l'ho scritto via mail, ne riparlerò stanotte quando tutti starete dormendo e io insonne non saprò che cazzo fare d'altro se non rompere le scatole a te fratello mio.
Un abbraccio a entrambi e a chiunque passerà, se passerà.
Che sia il benvenuto nella spiaggia dal volto umano.
Bea

Posted by: bea at 14.08.03 14:36

Elisabetta il terremoto in Grecia lo avete sentito pure voi? Caspita, eppure nei siti d'informazione non si fa menzione di questo...

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 09:47

Mi fa piacere Beatrice che ti sia piaciuta l'idea del libro.
Per scriverlo ho però bisogno di un poco di esperienza, di vita vissuta insomma.
Hai qualche suggerimento da darmi a tal proposito?

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 09:46

Oh, Beatrice sono del '64 ho "quasi" quarant'anni. Non ci confondiamo. Poi chi ti ha mai detto che sono del 1971 (magari)? Mi avrai confuso con qualcuno dei tuoi amichetti petulanti...
Ti volevo informare che PerPietro come blog a se è stato ammazzato un mese e mezzo fa. E che, pur nella sua follia non conteneva una foto del pube di mia moglie (siamo matti?) bensì una foto stilizzata e resa artistica (quindi pura arte) del mio.
Perché ho chiuso PerPietro? Mi stava causando molti problemi in famiglia e sul lavoro. E come sanno tutti quelli che mi frequentano io non riesco a portare rancore. Dopo un po' mi passa e invece il blog con i suoi sfoghi era sempre lì a ricordarmi quello che invece preferisco dimenticare.
E magari attendere tempi migliori che arriveranno, si, Beatrice, arriveranno.

Posted by: Pietro B. at 14.08.03 09:44

A svegliarmi stamattina è ststa una bella scossa di terremoto durata un bel po'. Abito all'ottavo piano e sto quasi in pieno mare Jonio, ma poichè non ho sentito nulla in radio subito dopo è possibile che l'epicento sia stato proprio in mare.
Erano le 7 e 11 minuti, ho sentito un bel po' di movimento del mio lettone e ho pensato: "Dai L.(miomarito) non rompere lasciami dormire che stanotte ho fatto le due e mezzo per vedere uno scadentissimo film dell'orrore su rete 4. L'ho fatto perchè in questo periodo, per problemi diciamo così professionali sto visitando molto la leteratura fantastica, quella doc e quella del sottoprodotto. Mi sono ritrovata di fronte a un sacco di figliole morte accoltellate per mano di serial-killer undicenne, figlio adottivo di un medico pazzoide e allevato in incubatrice. Un vero schifo, altro che pulp magazine, ma sono rimasta inchiodata fino alla fine con lo stomaco che faceva su e giù.
Buongiorno a tutti.

Posted by: elisabetta at 14.08.03 08:16

ULTIMORA!!!!!
Ho "letto tutto" Pietro, scusa, non me n'ero accorta.
CAZZO HAI QUARANT'ANNI???!!!
Ecco perché non ti ritrovavo sulle effemeridi al 31 maggio del 71, ma chi me l'ha detto il 71 mica me lo sarò inventata qualcuno me l'ha detto...
sgrunt! Pieeeeeeeetro? dove stai scappando?
Com'è che all'improvviso ci'ai un casino di cose da fare? Ah, vai pure a prendere le sigarette, ma non mi dire, vai vai prendine anche cinque o sei pacchetti per me che non mi ricordavo, è già 14 domani finisce questo fottuto rito del ferragosto.
Dunque dicevamo? Edizioni Mariemarion mi piace, suona bene, ti pubblico il libro. Con foto se vuoi (oddìo... mumble mumble... non possiamo addivenire a un compromesso? magari ci metto Paul Newman, mica per niente, questione di strategie editoriali, sono cose che gli artisti non conoscono io sì purtroppo). Cheeeeeeeeee?
Quel culo nudo in copertinaaaaaaaaaaaaaaa?
Ma sarai matto!!!? E poi la tua signora????
Io lo dico per te a me che mi frega.
Senti signor Quarantenne Voglioso facciamo una cosa, domani ti mando un paio di siti di pornografia artistica che tu neanche te l'immagini. Così scegli la foto di copertina.
Cosaaaaaaa?
NOOOOOOOO! NON SE NE PARLA PER NIENTE!!!!!!
La foto del pube di tua moglie che sta su Perpietro neanche se t'ammazzi, volgarone!
Ho deciso, tu scrivi questo libro del cazzo e io mi scelgo le foto.
A mio INsindacabile, INdemocratico giudizio, of course.
Sìììììì? sì sì il titolo è ok, va più che bene.
I preti? e che ci frega, anzi, appena leggono cazzo ci si buttano a pesce (tanto a te nte legge la città stato vaticano chettefrega).
Casomai il problema è per quei rincoglioniti dei Sinischesi. Vagli a fa' capi' la prima parola, mica se la ricordano più loro. E manco sticchio se è per questo, che nessuno sa cos'è ma tu ed io sì. Com'ho fatto a saperlo? ho preso lezioni private di parolacce dalla mia centralinista siciliana Vincenza. Il resto te lo dico a voce.
Senti, ma tu in compenso mi pubblichi il mio capolavoro nel cassetto dal titolo "FacckYou, my darling"? (che però lo dobbiamo chiedere a Zu come si scrive in inglese, io mica l'ho mai scritto, l'ho soltanto urlato.
Do ut des, come sempre, da buoni fratelli.
VOLGARONE!
Se non avessi ics anni più di te ti direi pure vecchio!
Sigh, lassamo perde va che l'aria è doooooooooooce.
Passa domani a firmare il contratto, niente sghei però, qua s'è pagato sempre in natura.
Sincelery yours.
LEDITORE

Posted by: bea at 14.08.03 03:34

Al di là delle boutade.
Ci cascate sempre, però.
Io non perdono, non dimentico, non sclicco, non so proprio che fare quando mi feriscono. Non conosco l'offesa, quella la riconosce il mio orgoglio, ogni tanto, ma subito se ne dimentica.
Mi feriscono, e allora sclicco per un po' il mondo intero e m'acquatto da qualche parte ad aspettare che la ferita si rimargini.
Poi una mattina mi sveglio e non c'è bisogno di perdonare o di non dimenticare, tutti porto nel cuore anche quella persona che m'ha appena ferito e vorrei tornare soltanto a ridere con lei, qualunque cosa m'abbia fatto... io dopo due giorni non me la ricordo più.
A volte quando la ferita è reiterata, cattiva, inferta con la più conclamata malafede, devo impormi di eliminare per sempre quella persona dalla mia vita. Devo impormelo però, con il bisturi della Ragion Pura.
Perché se fosse per me mi terrei la cattiveria più assurda, pur di non perdere un sorriso, un affetto, un ricordo.
E chiamatela se volete... maledizione.
Si vive male così, ma uno scemo ci nasce, purtroppo.
(oh! mo' nfate che ve n'approfittate però!)

Posted by: bea at 14.08.03 03:09

Io anche se non mi vedi ci sono. E a giudicare dalle visite qualche altro che viene a farci visita c'è.
Per quanto riguarda il superenalotto sono d'accordo con te. Andrebbe eliminato.
Ciao Elisabetta. Grazie per esserci (insieme a tutti gli altri).

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 22:25

Fine di un sogno, o meglio di molti sogni, di una notte di mezza estate: TG2 ha appena detto che il sei strafortunatissimo è stato realizzato in provincia di Milano. Spero tanto che si tratti di un grosso sistema a cui ha partecipato l'intero paese. A pensarci bene, sapere di avere vinto da solo una simile somma c'è il rischio di stramazzare al suolo preda di un bell'infarto.
E' un gioco perverso quello del superenalotto e chi lo inventato dovrebbe essere ipiccato seduta stante, senza processi e riti abbreviati. Da domani niente più schedine, i due euro che spendo a settimana li metterò in un bel salvadanaio così a fine anno avrò vinto ben 116 euro senza rischi per la salute.
Ma dove siete finiti tutti? Da circa tre ore sto bla-bla blaterando solo io su questa spiaggia. Forse dovrei staccare la spina e aspettare che qualcuno si tuffi.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 21:35

Per Manilo
"...ma qualche volta la vita da sola non basta a colmare i sogni. E allora si comincia a leggere e poi a scrivere"

Niente di più vero. Alterno periodi in cui leggere mi è vitale come l'ossigeno ed altri in cui anche lo scrivere non basta a colmare i miei sogni. Che non sono quelli dello scrittore desideroso di arrivare, ma di quello desideroso di raccontare storie che possano piacere, storie universali e storie di realismo vero, quello della vita di tutti i giorni delle persone che lottano per una vita decente. Ma spesso la penna non mi segue e cado nel timore che il banale possa prendere il sopravvento e allora mi fermo. E ritorno a leggere e leggendo si rimettono in moto i sogni. Ho iniziato a leggere in questi giorni VITA, vicende reali di comuni mortali, e intanto penso "ecco, voglio scrivere anche io una storia così" In questo momento le uniche cose che riesco a scrivere sono questi post: ho almeno tre progetti (iniziati) nel cassetto che non riescono a prendere il volo e passo il tempo ad aspettare che il cervello si rimetta in moto. E intanto continuo a sognare perchè come dice Shakspeare "Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni".
Per la poesia è un'altra cosa: tutto deve bruciare in un solo momento ed è per questo che a scrivere una poesia ci metti meno di cinque minuti. E scopri anche che piace a molti e ti meravigli se qualcuno te la premia: ma come? ci ho messo solo cinque minuti ed un romanzo che ho impiegato anni a partorire allora... Ma in quei cinque minuti la tua mente ha vissuto come in un cammino lungo cent'anni, un'arco di vita racchiuso in un fuoco che brucia tutte le tue energie mentali, sensazioni e sogni che si condensano in poche frasi, in una decina di righe al massimo.
Leggere per scrivere e scrivere per leggere.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 18:44

Ah, maledetta ignoranza! Io sono rimasta a Gino Latilla e al Quartetto Cetra.
Comunque il testo non è male, purchè non si ripeta nel secondo album come dici tu.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 17:56

E' di un cantante di nome CapaRezza. Conosciuto l'altroieri su MTv ho acquistato l'album ieri. E' cantata in rap e mi piace molto.

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 17:49

Pietro scusa la mia plateale ignoranza , ma da dove proviene l'ultima filastrocca o canzone che sta in coda alle bellisisme foto, suppongo, di Pozzallo?

Posted by: elisabetta at 13.08.03 17:45

Forse questa persona ti vede troppo comprensivo, nel senso che ti preoccupi del suo stato mentale e vorresti cavarla fuori dal tunnel di ossessioni dove si è rifugiata. Se ti vede così, lei o lui non farà che scaricare, sempre, su di te le "sue" ragioni,i suoi punti di vista, la verità acquisita per opera dello Spirito Santo

Si le cose stanno così. Grazie, Elisabetta.

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 17:39

Pietro, devi proprio essere allo stremo con questa persona per aver avuto uno sfogo così. Di solito ti conosco come una persona misurata, che ho sempre creduto in qeuilibrio con se stesso, in armonia con il mondo e che dal mondo sa trarre le cose giuste senza farsi condizionare.
Forse questa persona ti vede troppo comprensivo, nel senso che ti preoccupi del suo stato mentale e vorresti cavarla fuori dal tunnel di ossessioni dove si è rifugiata. Se ti vede così, lei o lui non farà che scaricare, sempre, su di te le "sue"
ragioni,i suoi punti di vista, la verità acquisita per opera dello Spirito Santo. Anche io ne ho conosciuto questa fase di assoluta percezione della verità ed è stato un brutto perriodo per la persona che mi stava accanto, che si vedeva riversare addosso i suoi errori continuamente e senza scampo fino al momento in cui questa persona mi ha detto: "Sono consapevole dei miei errori ora non hai che due strade da prendere: o mi ripaghi con la stessa moneta (quella degli errori) o ognuno va per la sua via libero e felicie di sbagliare senza che qualcuno gli rompa i ..santissimi appena si sveglia al mattino" Perchè siamo fatti di carne e sputi come dici tu, perchè nessuno di noi può sentirsi autorizzato ad essere il carceriere dell'altro, perchè errare è umano (altrimenti saremmo tutti degli dei o dei semidei), perchè abbiamo una sola vita e non ce la dobbiamo lasciare sfuggire prima di diventare pazzi.
Che cosa ho scelto io non te lo posso dire, ma ti posso dire che non oso più mettere in discussione gli errori e soprattutto non permetto che gli altri mettano in discussione la mia vita.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 17:34

Conosco una persona che non conosce il perdono. Almeno così come lo intendiamo comunemente, un lasciarsi alle spalle qualcosa o qualcuno e seppellirlo nei meandri della memoria remota. No questa persona vive con tutti i suoi ricordi, pronta a ricordarti dove hai sbagliato e quando. L'impossibilità di dimenticare le procura l'impossibilità di perdonare. Si può infatti disgiungere il perdono dall'oblio? Potresti perdonare uno schiaffo se non dimentichi il dolore che ti ha procurato?
Il problema è che questi ricordi, il vivere nel presente con tutto il fardello emotivo del proprio passato la sta lacerando, creando dei fili di congiunzione dove non ce ne sono e non ve ne possono essere. Imputando volontà mai espresse. Rinfacciandoti situazioni a cui non avevi neanche pensato.

Diciamo che questa persona rischia la pazzia.

Dio solo sa quanto mi costa dire questo. E tutto solo perché non sa perdonare, perché del ricordo ha fatto la sua arma più temibile. Perché non accetta ormai la buona fede di nessuno.
Ed io, che la conosco bene, non riesco ad aiutarla senza impazzire anch'io, se non facendomi travolgere dalla brutalità sfacciata di chi pensa di avere scoperto l'ipocrisia nel mondo e del mondo. Che magari, prima, non c'era.

Dio, come puoi punire una persona così brutalmente?

Come fargli capire che l'uomo è fatto di sangue e di merda (per dirla con la Fallaci)? Da sempre, che il male esiste perché esiste il bene, che non potrebbe esistere il bianco se non ci fosse il nero. Come fargli capire che una persona da sola non può combattere contro tutto il male esistente e che il male è anche dentro di lei, come dentro ognumo di noi.
E come fargli capire che a forza di intrecciare fatti, spunti, frasi e sentito dire ci si crea una realtà fasulla e vera nello stesso tempo ma SOLO nella propria testa.
Come farle capire che le vuoi bene e che mai le faresti del male, ma che hai anche tu una vita da vivere piena di errori ed omissioni. Come farle capire che il prossimo passo a questo punto è l'autoannnientamento. Non puoi pensare di combattere in eterno battaglie perse in partenza.

E' difficile sapete parlare con qualcuno, quando questi ha già raggiunto le proprie conclusioni. E ci ha messo una pietra sopra.
Scusatemi.
FINE

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 17:13

Bea, il perdono umano, secondo me, è così fatto: quando di quello lì o quella lì non mi importa più niente, allora perdono e dimentico e sclicco. Se mi importa posso perdonare, forse sclicco, ma non dimentico. Se il male che ne ho ricevuto è tale da procurarmi anche a distanza di tempo sofferenze non perdono perchè non riesco a dimenticare, ma proprio qui, incomprensibilmente, non riesco a scliccare. Apparteniamo al mondo animale e viviamo grazie ai cinque sensi, ai quali aggiungerei un sesto: la memoria. Solo Dio, per chi ci crede, può perdonare perchè la sua sostanza è spirito e non conosce le debolezze del nostro mixer di elementi chimici che muta continuamente a seconda dei sentimenti che proviamo. Una cattiveria, un affronto, uno sgarbo, fanno mutare nel nostro organismo la concentrazione delle combinazioni chimiche preposte alla felicità o al dolore e alla rabbia. E se quel dolore, quella rabbia continuano a ripresentarsi attraverso la memoria, ecco che il meccanismo riparte e noi non sapremo mai cos'è il perdono.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 13:40

Dopo aver letto il pezzo giornalistico L'Inquieta Melissa" di Mughini, mandarvi un passo dal libro "Rosa sospirosa" di Annalucia Lomunno mi sembrerebbe inviare una pagina del corrierino dei piccoli. Anche qui si raccontano i tentativi, (peraltro maldestri ma diveretenti), di adolescenti (maschi e femmine) per arrivare a conoscere il sesso, ma è un libro molto più di costume che non di tecnica come mi pare di capire per "I cento colpi di spazzola ecc". Comunque Rosa sospirosa è un libro divertente che racconta terra terra e quindi molto realistico, la gioventù di un piccolo paese della provincia pugliese. Ha venduto moltissimo ed è piaciuto specialmente ai giovani. E'edito da Piemme.

Posted by: elisabetta at 13.08.03 12:51

Sono di passaggio, come al solito, ma una risposta al test sul perdono vorrei darla.
Non so come verrò classificata, Bea... però io...
Perdono ma non dimentico.

Che, se ci pensi bene, un po' è come non perdonare... il perdono dovrebbe lavare la colpa, cancellare il tutto, ma la mia mente non ce la fa proprio, a dimenticare. E così, a volte, riemergono cose che sono sepolte, e la memoria mi riporta episodi passati che aggiungono tessere al puzzle.

Perchè, cara Bea, non si può perdonare sempre. E se Gesù risponde a chi gli chiede quante volte si deve perdonare: "70 volte 7" per intendere un numero infinito di volte, io sono umana, ed ho un "numero finito" di perdoni.

Ricordo che mia nonna diceva "la prima si perdona, la seconda si condona, la terza si bastona". Magari arrivo oltre la terza, magari cerco di trovare delle attenuanti, ma se il comportamento rimane negativo, alla fine quella persona la depenno.

Come dici tu.... la sclicco.

Posted by: riccionascosto at 13.08.03 10:42

Bea, sognare non costa nulla. Anzi, per una come me (e come te forse) smettere di sognare è la morte. E poi chi mi dice che io fra 10 o 20 anni senza bisogno nemmeno di vincere all'Enalotto, magari sarò in grado di comprarmi non dico una villa, ma almeno un appartamentino sul lago d'Orta. Oppure in alternativa mi rimane sempre affittarlo. Non è la stessa cosa, ma chissà che affittando per un mese un appartamentino su quella splendida vista io non mi risvegli una mattina scoprendo di essere un altra donna... :-)
E comunque il lago d'Orta piu' che un lago romantico viene spesso definito un lago triste.
Quel paesaggio magico, pieno di silenzi, porta facilmente all'introspezione.
Non per niente Nietzsche andava là a trarrre ispirazione per i suoi scritti.

Pietro, forse sei tornato il 10 perchè tua moglie è una rompicoglioni e non voleva tornare prima da sola? o magari è una tipa gelosa e non si fidava a lasciarti là per la paura che qualcuna ti portasse via? :-)

Posted by: emotioned at 13.08.03 10:14

Secondo voi Beatrice ha visto le mie due foto? (Beatrice devi cliccare su ...leggi tutto...). Perché è veramente strano che non le abbia commentate...

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 09:37

E' proprio vero che non c'è nulla di più rivoluzionario della verità.
Beatrice cosa vuoi che vi racconti di più di quello che ti ho già detto?
Le mie ferie sono fino al 17 Agosto, quelle di mia moglie fino al 10.
Potremmo aprire un dibattito sul perché io non sia ritornato il 17 insieme a mia figlia lascianmdo che mia moglie si arrostisse da sola nel caldo padano.
Vediamo, secondo voi perché?

Posted by: Pietro B. at 13.08.03 09:23

Parole in transito; mistero da svelare. Arriva il momento in cui da un confuso scaffale emerge un libro, riposto sino ad allora a dividere polvere e veli d'aria sottile. La mano, mossa dal caso, che tra noi é il fato, carpisce una lama di luce e si orienta; sottrae righi tra le pagine, ed esse fra le tante. E' presto la sera in cui l'intelletto s'attarda; muove un silenzio che la penna sottende, fatuo argine alla punta che stride e rincorre il movente. Ore tra le tante, sospese, roventi, volte a scherno dell'ego latente. Cupi, ci chiniamo sofferenti al sentire; sbeffeggiati, ci adombriamo del non poter dire. Sono umile e forte come a tal livrea si conviene, per cui solo tra i tanti, a rinnovare certune pene.

Sostiene Maxence Fermine: "L'importante è vivere e non scrivere. Ma qualche volta la vita non basta a colmare i sogni e allora si comincia a leggere e poi a scrivere."

La prima cosa che ho pensato, é che difetta d'interpunzione questo pensiero - scherzo, ma é vero. Poi ho vagato; e ricordo Pessoa che diceva che potremmo essere sogni di qualcuno, e affrancabili sognando il nostro sognatore. Infine, che non v'è traccia di sogno oltre la scrittura. Bisogna leggere, e poi scrivere; per conservare traccia dei nostri pensieri.

Posted by: Manilo at 13.08.03 09:15

AVVERTENZA DALL'IMAGE MAKER!

Ragazze cominciamo a parlar d'altro, a divertirci, a dire cazzate, a buttarla lì alla come ci pare.
Stiamo diventando... seriose.
Se qualche UOMO di passaggio s'affaccia qua scappa come un ladro, la psicanalisi lo spaventa, le poesie potrebbero metterlo in difficoltà a meno che non si chiami Manilo o B.Georg, le ville sul lago ... dovrebbe essere uno speciale a sognare il lago d'Orta.
Che facciamo, vogliamo restare solo tra donne?
E il povero Pietro?
Per esempio potrebbe raccontarci per quale cacchio di motivo è tornato nella grigia Modena proprio in concomitanza del ferragosto.
Lasciando alle spalle quel bendiddìo lì delle foto.
Ehi Pietro, ma che è successo, ce lo vuoi dire?
Oh! adesso non mi rispondete che solo tra donne si sta bene perché sarà pur vero che tra donne si chiacchiera bene ma...
scusate eh?!
E poi dov'è Manilo, ieri c'era e però era già partito quindi ha un plalmare, suppongo...
Ehi Manilo! se ci senti batti un colpo!!!!!

Posted by: bea at 13.08.03 03:09

Ciao Emotioned ben ritrovata!
Leggo che abbiamo un sogno in comune, una casa sul lago d'Orta!
Be', fino a poche ore fa non sapevo neanche esistesse il lago d'Orta. Poi guarda il caso (ma io non credo nel caso) m'ha telefonato Emanuela di Puntoeacapo che sta partendo per il lago d'Orta. Le chiedo che roba sia, lei è il mio Virgilio di internet e subito mi fa cliccare su un sito che si occupa di vendere le case in quel posto meraviglioso.
Ho visto ville da favola, talmente buone per noi romantici che ci sarebbe da andare lì a prendersele con le "buone maniere".
Peraltro costano pochissimo (si fa per dire) ma se penso che uno squallido monolocale romano neanche in centro ormai s'aggira sul mezzo miliardo una villa con terrazzo coperto sul lago, cinquemila metri di giardino piantato e 245 metri quadri di casa posta su due livelli (la mia preferita) a solo 20mila euro mi sembra un regalo.
Per fortuna noi si riesce a sorridere sempre e così dopo aver sognato per un paio d'ore con Emanuela le ho dato ampio mandato di comprarmi quella villa o cosa similare però magari nel centro del paesino visti certi istinti suicidi che una solitaria villa sul lago potrebbe riesumare.
Però debbo riconoscere che hai buon gusto Laura, veramente sono orgogliosa di te. Peraltro quel posto lì lo conoscevo bene perché il Monte Rosa era un po' casa mia quando ero ricca, una decina di ere geologiche or sono.
E adesso che facciamo? Sognamo il superenalotto? ci spariamo?
Direi invece che il bellissimo gioco che alla fine m'ha rallegrato la serata potremo continuarlo qua dentro.
Io per esempio potrei mettere in vendita casa mia che è del padrone di casa ma lui non lo sa che la metto in vendita. Dunque: 80 metri quadri più 100 diterrazza a 3milioni al metro quadro fanno 500 milioni circa(boh!), un po' di soldi (per i mobili) per fine agosto li tirano su Mick, ir Zingaro e Otello, noti latri della capitale nonché miei pelusce preferiti... direi che per settembre IO me la posso comprare, la villa al lago d'Orta.
Mi dispiace per voi ma non ve la prendete troppo. Posso ospitarvi, sono una persona generosa.
Come vedete l'aver sposato un romano figlio del popolo nonché Grande Sognatore m'è servito a qualcosa.
E voi? Qualcuno saprebbe come rimediare i soldi per la villa sul lago più romantico d'Italia?

Posted by: bea at 13.08.03 02:56

Il TEST di BlogBeach.

Il Perdono intelligente

C'è chi non perdona e non dimentica. -
C'è chi perdona e dimentica. -
C'è chi perdona, ma non dimentica."

Inventato da uno psichiatra americano per catalogare chi risponde nelle seguenti tre categorie (alla rinfusa per non orientare la risposta): saggio, sciocco, ingenuo.
Cioè a seconda di come si risponde si appartiene a una delle tre categorie.

... mumble mumble... non ha messo la quarta risposta, ovvero la mia:
bea perdona, dimentica e... sclicca.
Clic, quella persona non è mai esistita.
E voi?

Posted by: bea at 13.08.03 02:31

Gironzolando tra i blog me ne torno con questa cosa trovata su Comedonchisciotte:

"L'importante dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce solo una immagine parziale del cambiamento climatico; oltre al devastante impatto delle emissioni di gas-serra nello strato d'ozono, il clima mondiale può ora essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate "armi non letali" (non-lethal-weapons). Sia gli americani che i russi hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima del mondo.
Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata all'interno del programma "High-frequency Active Aural Research" (HAARP) come parte della Iniziativa di Difesa Strategica. Recenti prove scientifiche suggeriscono che HAARP è pienamente funzionante ed ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti."

Qualcuno ne vuole parlare? Tu Pietro che ne pensi?

Posted by: bea at 13.08.03 02:24

Ciao ragazzi, grazie per la casa con piscina Elisabetta ma se proprio insisti gradirei un attico a Sperlonga, odio la campagna e vorrei poter contemplare il mare in ogni momento della giornata, della nottata e in ogni suo cambiar colore, soprattutto quando si fa tempesta... be' lo sapete meglio di me. Costo sui 10 miliardi, te l'avverto prima perché è l'attico superattico di un mio amico che sta lì come sulla prua di una nave, è bellissimo. E' sottinteso che puoi venire quando vuoi portando cani e bambini malfamati e affamati, quelli di lusso esclusi.
Ha ragione Pietro ragazzi.
Il denaro corrompe, altro che il povero Berlusca ridotto a semplice mitomane di se stesso.
Il denaro, a vincere un semplice miliardo da strapazzo ti farebbe svegliare al mattino con lo sgrunt! del Cervello Razionale che subito chiederebbe: ma in definitiva perché dovresti toglierti 100 milioni? e per chi? ma tu pensi che quello là ti sia veramente amico? non ricordi quella volta che? e via discorrendo.
Poi comincerebbero i falsi alibi e i falsi bisogni in un rotolare osceno dentro un vortice di follia che toccherebbe certamente in sorte specie a coloro i quali non hanno mai visto una lira. Credo che il danaro vada lasciato a chi ce l'ha da sempre, quello che secondo Ezra Pound "ha camerieri e non aici", augurandogli che di quel suo gran danaro egli sappia fare di meglio che andare a Covtina a fav salotto da scemi.
C'è gente che il danaro sa usarlo, ma è abituata a maneggiarlo da sempre.
Io per fortuna no, non ho il senso del possesso, se potessi vivrei con la filosofia del baratto e senza andare a sognare sogni inverosimili mi basterebbe che qualcuno credesse a ciò in cui credo io, che è la vecchia conceziona marxista della "COMUNE", e cioè: da ciascuno secondo le proprie possibilità. Voglio dire che la mia casa romana è aperta a tutti, anche se piccola e poco appariscente perché i rubinetti d'oro zecchino ho dovuto ricoprirli con dell'orrido acciaio inox per paura dei ladri. Ma al tempo stesso mi piacerebbe poter telefonare a un blogger qualsiasi e dirgli: mi sento a pezzi, posso venir su un paio di giorni, non ho nessuno al mondo, non so dove andare e non ho neanche i soldi per l'albergo. Allo stesso modo una volta scambiavo i vestiti con sorelle ed amiche, io m'annoio sempre di tutto ed era una felicità farci questi ooooooooooooooh che meraviglia! da parte dell'una o dell'altra per cose che a noi avevano semplicemente stufato.
Credo, sì, che abbia ragione Pietro.
Ma forse, fratello mio, sognamo un mondo che non esiste.
Manilo mi mette a disposizione la sua casa nel caso a settembre fossimo ancora vivi per andare nel Veneto, tu ci metti a disposizione questo angolo di paradiso perduto, io metto a disposizione la mia casa e la mia cassa di risonanza per quegli artisti sconosciuti che tali non devono restare, alcuni veri amici mi telefonano o scrivono tutte le sere nel timore che mi prenda la sindrome del ferragosto...
E tutti gli altri dove sono Pietro?
Poi non dite che sono cattiva, se a settembre quando ricominceranno le manifestazioni di piazza mi... dissocierò alla mia maniera.


Posted by: bea at 12.08.03 21:31

Si Elisabetta, tirato un po' il fiato vedrò di riportare qualche pagina...(sempre che lo scanner funzioni ancora). Ciao a tutti o devo dire a tutte?

Posted by: Pietro B. at 12.08.03 20:53

Pietro dove sei? Mandaci qualche altra pagina dai Cento colpi di spazzola, dovrebbe essere una lettura divertente. Io sto cercando un passo di un libro di una giovane scrittrice pugliese che forse avre te letto. Si intitola Rosa Sospirosa.
Aspettando Bea.

Posted by: elisabetta at 12.08.03 19:35

Ci sono anch'io a Ferragosto Beach. Non conosco dialetti. Non ho piu' un blog. Ma ho un sogno ricorrente negli ultimi tempi : comprarmi una casa sul lago d'Orta. Ecco perchè sarebbe bello vincere all'Enalotto. O trovare un lavoro che mi permetta di guadagnare molto di piu' di quanto guadagno ora.
Farei un mutuo.
Costruirei quella casa con le mie mani mattone per mattone, se solo ne fossi capace. Poi me ne andrei in giro per mercatini, alla ricerca di oggetti curiosi con cui arredarla. La mia casa avrà una stanza tutta per me, con vista sul lago, un piccolo PC portatile per scrivere un romanzo, lunghi tendoni e un divano.
E poi avrà stanze per ospitare gli amici piu' cari. Pochi ma buoni. Una stanza per mio figlio.
Una grande cucina.
E ci saranno giorni in cui nella casa ci saremo solo io e i miei silenzi. Perchè non vorro' nessun altro vicino.
Altri giorni invece, in cui ...chissà....oltre agli amici, magari un uomo speciale potrà venire a trovarmi.
Un uomo desideroso e capace di aprirmi la sua anima. Spero di incontrarlo un giorno.

Posted by: emotioned at 12.08.03 19:02

La Versilia? No, io abito in provincia di Genova, a Rapallo.
Oddio, mi sembra che tu abbia dei poteri magici, in quanto la Versilia ce l'ho nel cuore...eccome...perchè il Mio Grande Amore, quello di cui ho raccontato nei primi giorni di blog, abita li.
Adoro la Toscana tutta in effetti. Dalla prima volta che ci sono stata,Firenze e Pisa, di sfuggita una giornata , mi sono sentita a casa mia.
Nelle mie fantasie impossibili da realizzare ci sarebbe proprio quella di andarci a vivere...per il paesaggio, per il verde e il mare, per la solarità della gente, per quell'accento che mi fa mori'.
Qualche anno fa, avevo persino identificato un paesino dove volevo andare "Fivizzano" , chissà poi perchè, mi ispirava.
Non ci sono mai stata, solo solo fantasie di una sognatrice. Ogni tanto sogno anche io.

Posted by: laura756 at 12.08.03 17:44

Laura tu hai parlato di Versilia, poi posti una poesia in dialetto genovese: ma sei ligure o toscana? Io sono tarantina di adozione toscana e sentendo mominare la Versilia (che conosco come le mie tasche) ti ho immaginata passeggiare per i Viali a mare di Viareggio o in qualche stabilimento balneare del Forte o seduta alla Versiliana ad ascoltare qualche vip che parla.

Posted by: elisabetta at 12.08.03 17:18

Che bella questa idea...io ho trovato il testo in genovese di "Ma se ghe pensu", che tutti certo conoscerete; è stata cantata anche da Mina. il testo è molto commovente, tratta la nostalgia della propria Genova, con i suoi scorci splendidi.
E' la canzone della nostalgia degli emigranti. per non dimenticare mai, che lo siamo stati anche noi.

U l'êa partîu sensa 'na palanca,
êa za trent'anni, forse anche ciy.
U l'aja lutòu pe mette i dinæ aa banca
e puéisene in giurnu vegnî in zy
e fâse a palasinn-a e u giardinettu,
cuu ranpicante cua cantinn-a e u vin,
a branda atacaa ai èrbui á yzu lettu,
pe dâghe 'na schenaa seja e matin.
Ma u figgiu u ghe dixêa: "Nu ghe pensâ
á Zena cose ti ghe vœ turnâ?!"

Ma se ghe pensu alûa mi veddu u mâ,
veddu i mæ munti e a ciassa d'Anunsiaa,
riveddu u Righi e me s'astrenze u cœ,
veddu a lanterna, a cava, lazý u mœ,
riveddu a seja Zena ilyminaa,
veddu la a fuxe e sentu franze u mâ
e alûa mi pensu ancun de riturnâ
á pösâ e osse duv'ho mæ madunaa.

E l'êa pasòu d'u tenpu, forse troppu,
u figgiu u l'inscistéiva: "Stemmu ben,
duve t'œ anâ, papá, pensiêmu doppu,
u viâgiu, u mâ, t'ee vegiu, nu cunven!" -
"Oh nu, oh nu me sentu ancun in ganba,
sun styffu nu ne possu pròppiu ciy,
sun stancu de sentî señor caramba,
mi vœggiu riturnâmene ancu'in zy:
ti t'ee nasciŷu e t'æ parlòu spagnollu,
mi sun nasciŷu zeneize, e nu me mollu!"

Ma se ghe pensu alûa mi veddu u mâ,
veddu i mæ munti e a ciassa d'Anunsiaa,
riveddu u Righi e me s'astrenze u cœ,
veddu a lanterna, a cava, lazý u mœ,
riveddu a seja Zena ilyminaa,
veddu la a fuxe e sentu franze u mâ
e alûa mi pensu ancun de riturnâ
á pösâ e osse duv'ho mæ madunaa.

E sensa tante cose u l'é partîu
e á Zena u g'ha furmòu turna u so nîu.


Posted by: laura756 at 12.08.03 16:49

Bellissina idea Pietro! perchè non proponiamo, ciasuno di noi, una poesia in dialetto della propria città? Sarebbe divertente,specie, come nel caso del tarantino, l'ermetismo è assicurato.
Vi propongo la poesia

"LA PROMOZZIONE DU CIUCCIE"
Nu ciucce fernequave jind a stadde:
"Sò stufe de la vite ca fazz'ì, ciucce nascjebbe e ciucce agghia murì, ci almene me facèssere cavadde!"
Sop'a stu fatte tande s'affessò ca cjende conoscenze aggemendò e a vì de spende suse e sotte
fu promosse cavadde e bona notte.
Ma l'ambizzione jè pesce de na tasse c'acciaff' a june e manghe muerte u lasse:
u ciucce s'allesciò nu Senatore e devendò
cavadde trottatore. Trottatore de nome solamende
ma u ciucce, essenco ciucce, ere cundende.
Da tanne se sendì nu pjezze gruesse, u'attane de la scjenze e no benzò a fa progresse,
badave sule a l'apparenze.
E mbatte tanda volte nnanz'o specchie
s'attermendave a tremendà le recchie
percè -penzave - jerne sole chidde
la differenza fra u cavadde e jidde.
M'acquanne a fa na corse se mettì
c'u fiore de la razza cavaddine
a differenza vere s'accapescì
percè fu fatte com'a na mappine:
currì ducjende metre appena appene
po scunecchiò de muse jind o terrene.
Amiche ciucce mì, c'uè scì nnanze
non vale u nome e manghe l'apparenze
quidde ca conde o munne iè a sustanze.

Posted by: elisabetta at 12.08.03 14:52

Cara Laura, tutte le volte che penso alla remota possibilità di vincere una cifra considerevole, la prima cosa che mi viene in mente è "come la posso spendere?" E subito mi rendo conto che chi è stato sempre povero non può avere altro pensiero che quello di spenderli i soldi. Anche io metto al primo posto la possibilità di aiutare chi ne ha veramente bisogno, penserei ai bambini dell'Africa, e ambirei di togliere dalla strada quelli nostri (della serie piccoli delinquenti crescono). Anche io costruirei un villagio per gli animali abbandonati, comprerei un allevamento per mio figlio che potrebbe fare il veterinario di allevamenti a tempo pieno (quello che li fa crescere gli animali e non quello che li cura) regalerei una casa alla moglie di mio fratello, una casa con giardino-ariacondizionata-piscina a Bea, un nuovo capannone con la filodiffusione e aria condizionata e computer ovunque a Pietro, una biblioteca e una casa editrice a Manilo, e ancora a voi tutti del blogoltrebeach un "pensiero consistente" che non riesco a concretizzare perchè non vi conosco bene.
A me basterebbe una grande masseria tutta bianca di quelle tipiche pugliesi, con due gigantesche bouganvillee e palme e gelsomini, a metà strada tra il mare e la città, da dove non mi muoverei più e dove vorrei ospitare tutti gli amici e le persone che mi vogliono bene. CONCLUSIONE:
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE!

Posted by: elisabetta at 12.08.03 14:03

Io faccio di tutto per non vincere, non giocando a nessun gioco e non comprando nessun biglietto. Dio stramaledica i soldi e chi ne possiede troppi. Se li avessi impazzirei di sicuro e diventerei più merdoso di Berlusca. I soldi mi fanno schifo e ribrezzo.
Forse li userei per non essere più schiavo del mio lavoro. Ecco forse per quello apprezzerei un po' i soldi ma solo quel che basta non certo le cifre assurde di cui si parla.

Posted by: Pietro B. at 12.08.03 14:01

Ho trovato il libro giusto per questa settimana di caldo padano: "100 colpi si spazzola prima di andare a dormire" di Melissa P., Fazi Editore, euro 9,50.

Da cui traggo questa nenia:

Passiannu 'pa via Etnea
Chi sfarzu di luci
chi fudda 'ca c'è.
Viri tanti picciotti'che jeans
si mettunu'nomostra
davanti'e cafè
Com'è bella Catania di sira,
sutta i raggi splinnenti di luna
a muntagna ca è russa di focu,
all'innamuratu l'arduri ci runa.


Ma il libro non è non di poesie in rima, è invece il diario di una sedicenne siciliana in cui annota la scoperta del sesso in tutte le sue varianti.

Se troverò qualche pagina interessante ve la riporterò...

Posted by: Pietro B. at 12.08.03 13:47

Laura, ti risponderò a breve.
Ora trascrivo il passo del Manzoni che voleva Bea a proposito del perdono di Dio: è Padre Cristoforo che parla rispondendo a Renzo che vuole vendetta.
"Ardiresti tu di pretendere ch'io rubassi il tempo a questi afflitti, i quali aspettano ch'io parli del perdono di Dio, per ascoltar le tue voci di rabbia, i tuoi proponimenti di vendetta?
T'ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto, ho lasciato la carità per la carità, ma ora tu hai la vendetta nel cuore: che vuoi da me? vattene! Ne ho visti morire qui degli offesi che perdonavano, degli offensori che gemevano di non potersi umiliare davanti all'offeso: ho pianto con gli uni e con gli altri, ma con te che ho da fare?"
Grande Padre Cristoforo! L'unico personaggio amato dei Promessi Sposi, ancora più grande quando lascia intravedere a Don Rodrigo la spada della giustizia divina sul suo capo:
"Ho compassione di questa casa, la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre e suggestione di quattro sgherri.....Verrà un giorno..."
Questa oscura minaccia di castigo non sarà più dimenticata da Don Rodrigo.

Posted by: elisabetta at 12.08.03 13:43

Bella domanda...se vincessi quei soldi, prima di tutto sbatterei 50 milioni ( di lire) in faccia al direttore di banca che mi sta tormentando da anni ormai...stamattina l'ultima novità...sono andata in banca per versare la mia rata mensile...e no no,,,signorina...la banca cambia gestione, che cazzo ne so...bisogna ricontrattare tutto...vedremo se si puo'...e se non si puo' che si fa??? Sono sola al mondo, non posseggo un 'emerita mazza...cosa vuole da me il sangue??
Dio che schifo! Rovinare la vita alla gente per i soldi. Intanto quella cara personcina che mi ha messo in questi guai dorme sonni tranquilli...
Per il resto dopo aver andato affanculo tutto la staff della banca...aiuterei una persona che amo e che naviga in acque pessime come le mie...farei un centro per gli animali malati e abbandonati...non darei NULLA alla chiesa!!! Ma solo, verificando, a chi davvero ha bisogno.
Farei dei regali alle persone che amo di piu'...
forse mi comprerei la casa dove vivo o una simile...piccolina, raccolta, un nido dove sentirmi sicura e protetta.
E poi..e poi..chissà...non sono mai stata ricca..magari divento na stronza pure io!!:-)))

Posted by: laura756 at 12.08.03 10:50

Bimbe e bimbi, che ne dite se smettiamo di pensare alle mamme e alle madri e volgiamo la nostra attenzione a cose più futili e quindi più godibili? Per esempio: come spenderesti i 110 miliardi di vecchie lire che vincerai al superenalotto?
Bea, il brano manzoniano del perdono non me lo ricordo, dorse perchè Manzoni l'ho sempre odiato e l'ho rimosso per una esame andato non proprio bene a causa del suo stramaledettissimo secondo coro degli Adelchi "Sparse le trecce morbide sull'affannoso petto,,," Comunque posso cercare e postarlo entro oggi.
Mi ricordo bene invece il titolo di un film(forse un western?) DIO PERDONA IO NO. Non potremmo una volta tanto farlo nostro questo motto e mandare a quel paese tutti qielli che ci hanno fatto soffrire, mamme, amici, parenti serpenti, vicini di casa, cugini e compari, e via dicendo?
Cia Manilo, si legge dai tuoi "versi" l'amore per la tua terra e per le....siciliane.Goditi il mare che non c'è ne di più belli del nostro.
Elisabetta

Posted by: elisabetta at 12.08.03 10:30

Eh Bea, fosse cosi' facile. Forse non mi sono spiegata. O forse ci vorrebbe un secolo per spiegare tutto. Mia madre non era la bigotta di un tempo . Anzi, Lei era una ribelle, una che davvero aveva mollato la famiglia ricca e nobile per seguire un Amore non accettato. Che forse per questo era stata pure diseredata ; non me lo confesso' mai, ma ne ebbi sempre il sospetto. Da miliardari alla normalità di uno stipendio, ce ne passa...mia madre da bambina aveva 2 donne di servizio ( che amava e ricordava volentieri) e giocava con le monete d'oro del nonno.
Si innamoro' di mio padre e mando' tutti a fanculo, o forse loro mandarono a fanculo lei.
Fattostà che avrebbe potuto tornare con la coda tra le gambe, magari rinunciando a me...abortendo, ne aveva la possibilità. Non lo fece. Mi amo' piu' della stessa vita.
Questa è mia madre.
Sembra una cosa bellissima. Invece no. Perchè lei era ( o sembrava) forte, almeno con me. Troppo forte, con me. Troppo, protettiva, con me. Troppo imponitiva, con me.
Mi regalava il mondo in oggetti e in amore certo. Non mi lascio' MAI in mani estranee, mi fece andare fino alle medie alle scuole private, facendo i salti mortali( ora me ne rendo conto per pagarle). E allora di che cazzo ti lamenti Laura???
Di non aver potuto andare alle gite, o a casa dei compagni di scuola, o alla festa della scuola a cantare perchè girava la febbre e non potevo mica ammalarmi come tutti i comuni mortali???
Di non aver potuto prendere parte alle recite, di essere stata additata perchè a 12 anni non potevo andare manca o messa da sola, a 100 metri da casa.
E poi piu' grande, di non aver mai potuto dire di ad un invito che andasse oltre a quegli orari imposti. Di aver dovuto correre sempre correre, per cercare un telefono, perchè se non mi sentiva almeno 1 volta all'ora non viveva. Ma mille altre mille cose...
E non sono daccordo con te, per il fatto di sepellire.
Io non odio mia madre, la temo ancora sai???
In questo senso intendeva M.D.
Finchè DENTRO DI ME non la giudichero' morta, non avro' pace.
Finchè ne parlero' praticamente al presente, o paragonero' lei a tutto, finchè non mi passeranno questi brividi quando parlo di lei come adesso.
Perchè lo so che è morta, ma , come disse una volta un caro amico medico, solo fisicamente!
Vive dentro di me, con le sue imposizioni, facendomi sentire in colpa ogni volta , che me ne renda conto o no, che amo qualcuno piu' di quanto abbia amato lei. E succede BEA. Non ci si puo' imporre di amare tua madre piu' di ogni altra cosa al mondo.
La rispetti, le vuoi bene, certo. Faresti qualunque cosa per lei. Ma puoi, nella vita, conoscere amori non imposti, scelti, che sono piu' grandi.
E allora lei è la' col suo cipiglio. Mia madre sapeva essere tanto complice e affettuosa, quanto spietata, senza toccarti con un dito. Bastava il suo sguardo, fortissimo, penetrante.
Ne avevano tutti timore e rispetto. Nonostante non facesse nulla di particolare. Era una donna molto bella, snella, di grandissima classe, curatissima.
Io ogni tanto diventavo il brutto anatroccolo ..."come eri carina in queste foto, altro che adesso", quando ingrassavo di qualche chilo, " com'è volgare tutto quel seno".
E poi gli uomini...ah si..io chissà perchè avevo una innata predisposizione ad innamorarmi e ad essere cercata da uomini di ceto medio basso .
A a me non me ne puo' fregar di meno, perchè io non sono e non mi sento piu' di un cameriere o un muratore, anzi...
Ma per lei, colta e nobile, era un po' uno schiaffo morale.
"Purchè sia una brava persona puoi uscire con chi vuoi...si pero' cara figiola a me il piu' disgraziato che veniva dietro era un avvocato o un medico..."
E che cazzo Bea...e giu' bocconi amari...sei una tettona volgare e ti vengono dietro dei morti di fame...ammazza che culo.
Ma con questo ripeto, non la odio, Mi dispiace immensamente per lei e per me, per il nostro rapporto. Che lei definiva meraviglioso. Mamma - amica si definiva...perchè con lei potevi parlar di tutto...
E' vero...parlare...ma prendere per una volta quella maledetta porta e dire "mamma parto e torno tra una sttimana" , quello proprio no, non potevi dirlo.
Sono le 6.....alla faccia dell'insonnia...
un abbraccio!

Posted by: laura756 at 12.08.03 06:24

Laura mia, le madri si ammazzano da vive non da morte.
Non sono d'accordo con MD, mi dispiace. E non parlo per psicologismo ma per esperienza vissuta. La mia, quand'è morta, non la vedevo da due anni se non in Tribunale. E m'ha fatto tanto di quel male che ancora lo sto pagando.
POI?
Che ci fai con un cadavere Laura, gli sputi addosso come a piazzale Loreto?
No. Ti sfondi le meningi e cerchi di capire.
Mettendoti nei SUOIpanni.
Quando si uccide la "mamma", strappando cioè definitivamente il cordone ombelicale per imporre finalmente la propria identità di adulto diverso da lei, passano periodi burrascosi ma fisiologicamente sani, è legge di vita che un ragazzo a un certo punto punti i piedi per terra e dica basta.
Poi gli anni passano, la mamma comincia a capire, il figlio comincia a capire... ci si ritrova a metà strada, adulti entrambi se la "mamma" ha smesso di fare la mamma ed è diventata MADRE:
Ma noi Laura?
Tutto questo processo non abbiamo avuto la fortuna di percorrerlo. E a un certo punto ci siamo ritrovate davanti un cadavere, clic, the end. Mai più un momento per dire: ho sbagliato io hai sbagliato tu forse abbiamo sbagliato entrambe vediamo di ricostruire il nostro rapporto su basi più mature.
Allora, Laura, tra un pianto e un neanche so più cosa ho cercato di ricostruire dentro di me la psicologia di mia madre. Di CONTESTUALIZZARLA all'interno di uno spaccato di vita che non era il mio.Di un carattere, di una psicologia che NON erano i miei. Prendendo spunto dalla lezione del grande critico De Sanctis che diceva sempre: se vogliamo essere obiettivi bisogna contestualizzare l'artista che andiamo a criticare. Ovvero porlo al centro del SUO periodo vitale e non del nostro.
Cerca, Laura, di rivivere la vita di tua madre dentro di te, cerca di immaginarti lei non so dove, quand'era ragazza, che genitori e che "mala" educazione ha avuto e che princìpi biblici le avevano inculcato, se era troppo religiosa (la religione è l'oppio dei popoli), se avrebbe voluto essere ma NON DOVEVA essere qualcos'altro perché è già difficile oggi per me che sono una pazza far capire certe cose a voi giovani del Duemila figuriamoci a lei. Cerca di capirla. E dentro di te, nel momento in cui ne avrai capito il percorso vitale, ti sentirai di averla perdonata. C'è un momento nei Promessi Sposi in cui non ricordo più chi dice quella bellissima frase: Dio perdona... e chi se la ricorda più, so che odiavo Manzoni ma quella roba lì mi affascinava. Elisabetta tu la ricordi per caso? Me la mandi? la scrivi qua sopra?
Be', Laura, a noi ci tocca la parte di quel Dio manzoniano.
Ma seppellire mai.
Seppellire no Laura, l'inconscio non seppellisce mai niente e niente dimentica. Ti riproporrebbe la questione attraverso fantasmi dei quali non riusciresti più a liberarti.
Noi non abbiamo pottuto urlare: vaffanculo mamma levati dai piedi.
Certe volte, quando guardo il progresso che m'affascina tanto e che avrebbe affascinato anche lei penso: è stato un morir duro senza conoscere il cellulare, il computer, o semplicemente poter ascoltare la sua adorata V Sinfonia a duemila watt come l'ascolto io... E la BMW! lei, come me pirata della strada...
La morte è già il prezzo che hanno dovuto pagare.
Seppellirle perché...
Io parlavo di "mamme" vive e soprattutto moderne, queste di oggi Laura. Non di quelle che la pensavano all'antica perché figlie della loro epoca.
Pensavo a queste mamme invadenti che, io le osservo e cristo se le osservo da trent'anni, dicono vieni qui amoooooooore con gli occhi freddi,assassini, senza uno slancio di pietà, senza AMORE. E intanto invadono la vita di questi giovani e s'impicciano di ogni minuto della loro vita sol per discolparsi di non saperli... AMARE.
Che è tutto un altro discorso.
Prendi la sua foto e immaginala nel suo piccolo mondo antico, Laura.
Piangerai tanto lo so.
Ma vi riappacificherete.
Tua bea

Posted by: bea at 12.08.03 03:25

CIAO PIETRO basta coi saluti per carità, potrebbero pensare che tra te e me c'è del losco!
VAFFANCULO PIETRO!
Neanche un ciao stronza come stai?
Io mi sbatto il culo per te e tu neanche ciao bea.
Sei proprio un rozzo Pietro, te lo devo dire.
Come si chiamerà il suo libro, Elisabetta?
Si chiamerà: "Quello che nessuna gliela dà perché è un bifolco!" Ecco come si chiamerà vaffanculo!
E tu Manilo che ci fai qua dentro!
Ma non stavi in Sicilia a Pozzallo?
Mi fa male la testa. Mi viene da vomitare. Forse mi sta venendo un ictus e voi neanche un ciao bea prima di morire.
Ragazze mie andiamocene, questa è l'umana riconoscenza.
E poi scrivi anche al Grande Carceriere che sei SOLIDALE CON LUI???!!
TU quoque, PIETRO!
Quell'altro, Quadro, se mette a guardà pure se ciavemo la cellulite...
Me vado ammazzà.
UOMINI, NON CI MERITATE!
UnaDonnaPerCesso

Posted by: bea at 12.08.03 02:57

Leggere, scrivere, non mi danno tregua; parole, righe, emergono scomposte; nell'uno il richiamo dell'altro. Non c'é via di fuga tra echi riflessi. Prigioniero di virgole e punti, avverto simboli distorti da frequenti disturbi. Osservo, e lì inchiodo il pensiero, dove vorrei essere; e di continuo altrove. In cerchio, tutti immobili al riso ad attendere il condono delle stelle, nella spavalda figura che al centro ripone e il ghigo sollazza. Gialli e pinti nelle maglie i grifoni, scarpe unte del dì di festa e mani verse su spalle a dondolo. Trecce tra i ma ho scorto, e fuochi antichi negli occhi accesi; ci fu un tempo diverso, e i corpi stretti non erano gli stessi. Nel grigio il cerone cela, ma pallido di solchi s'intona il guitto e canta quel po' di vivere e quel tanto d'amaro.

Pozzallo, e le prime ore trascorse. C'é tensione nell'aria, ed il mare spesso confonde. Disperso, vorrei infine indulgere al pensiero.

Posted by: Manilo at 12.08.03 01:33

Per Elisabetta...sai quante volte M.D., la mia migliore amica, quella che davvero mi sono scelta come madre, amica, sorella maggiore e chi piu' ne ha ne metta, negli ultimi 5 anni, mi ha detto le stesse cose?
Una volta mi disse: "devi seppellirla" , se no non avrai mai la tua libertà, non basta che sia morta...deve essere "morta" per te...e non è facile sai?
Io la avverto sempre...e spesso non condivide le mie scelte...

Posted by: laura756 at 11.08.03 22:38

Caro Pietro...il problema è proprio forse che io colpe a mia madre non sono riuscita mai a darne.
E anche ora, penso che colpe non ne abbia. Ha solo amato in modo sbagliato. O forse sono io che avrei voluto una madre diversa.
Fatto sta che ora devo comunque vivere con questo retaggio. E' difficile , ma ce la faro'.
Felicissima di riaverti qui, Pietro!!!

Posted by: laura756 at 11.08.03 22:33

Pietro, perchè non mandi anche una tua foto con la bocca chiusa? Potremo così vedere che faccia hai.

Posted by: elisabetta at 11.08.03 20:49

Per laura756: Quello che hai scritto qui sotto è una storia vissuta sulla propria pelle e per questo ogni giudizio rischia di essere solo inutilmente retorico. Anche io ho incominciato a scrivere il "libro" dei miei primi quarant'anni. E tante cose non tornano. Proprio non tornano i conti, da qui il "titolo" "Cazzo, ho quarant'anni". Solo che non riesco a dare tutta la colpa a mia madre.
Intanto la vita continua e BlogOltreBeach lo voglio tingere di rosso, il colore della passione, del sangue e di un un pizzico di insana follia...

Posted by: Pietro B. at 11.08.03 20:42

Bea, hai già fatto il condensato del blog di Pietro? E' il titolo definitivo? E quel di dietro lì è la copertina? Con queste premesse credo che Pietro avrà un buon futuro come scrittore!
E la moglie di Pietro cosa ne pensa?
Elisabetta

Posted by: elisabetta at 11.08.03 20:05

Laura, il tuo post è sconvolgente e tenero nello stesso tempo. L'amore delle e per le madri è una cosa che ci segna per tutta la vita, specialmente noi donne. "Sono presenti anche quando sono assenti" è la tua frase e penso che tu abbia letto il mio libro, scusa se mi propongo in questa veste, ma ciò che tu affermi è così universale che ognuno di noi potrebbe pronunciare questa frase o scriverla. Dici ancora che avresti preferito una madre con un amante piuttosto che fedele alla memoria di un marito morto o perso. E io rispondo che molte di noi lo avrebbero voluto, perchè, forse, solo così queste madri avrebbero potuto dare il meglio di sestesse.
Si può essere una cattiva madre anche per troppo amore (che poi è espressione egoismo, per non dover soffrire)specie se questo amore è basato sul ricatto morale e sulla menzogna.
Il tuo percorso sarebbe quello di trasportare tua madre fuori di te, pensare che la sua è stata una inconscia "incapacità" di amare che niente e nessuno avrebbero potuto correggere. Assolversi sempre per l'odio che si nutre, perchè in certi casi l'odio è la migliore medicina per imparare a sopravvivere.
Elisabetta

Posted by: elisabetta at 11.08.03 20:01

MERAVIGLIOSI PERDENTI....
siamo, noi qui, desolati nella desolazione, eppure insieme, ancora.
Annasan mi manda "La soffitta" di Ezra Pound che dice tra l'altro:
ricorda che i ricchi hanno domestici e non amici
"E noi abbiamo amici e non domestici.
Su compiangiamo coloro che stanno meglio di noi"
Perchè la vita non ha nulla di meglio
di quest'ora di chiara freschezza........."
Sembra dedicata a noi, i meravigliosi perdenti di questo solitario, desolante ferragosto all'insegna dello sterminio globale.
Resistere, resistere resistere, la nostra parola d'ordine.
Perché niente al mondo vale un post come quello di Laura756, e, ancora, ciò che ci siamo raccontati o che stiamo per raccontarci.
Noi, i meravigliosi perdenti che non siamo soli.
Grazie a Quadro che anche se non lo sa gli ho fregato il logo di "meravigliosi perdenti" con cui ha titolato uno dei suoi post più belli.
Grazie Annasan per le parole di Pound.
Grazie Pietro per questo ferragosto a BlogOltreBeach.
Grazie Laura per il tuo coraggio che ci onora tutti.
Grazie Elisabetta se vorrai essere ancora dei nostri.
Grazie a chiunque vorrà soffermarsi in questo angoletto sperduto della blogosfera a raccontarci un soffio di vita o semplicemente ad ascoltare il nostro.
Vi amo.
bea


Posted by: bea at 11.08.03 13:12

Ciao Pietro,
Ciao Bea...
sono le 6 del mattino...sono in piedi da ore...
sono riuscita a postare su mia madre...
volevo comunicarlo a voi, prima di ogni altro.
Bea già sa, conosce un po' della storia.
il blog mi ha aiutato a sviscerarla.
mi sento un po' piu' libera ora. Ci tenevo a dirvelo, perchè alle persone a cui si vuole bene, si raccontano le proprie vittorie.
Ecco il post, scusatemi è lungo, ma è imporatante per me!

Qualcuno mi ha chiesto, via mail, il perchè di un post tanto anomalo come "Amore e Odio".
Volutamente maiuscoli tutti e due.
L'Alfieri scrisse una volta: Per molte ore mi era trattenuto nel palco dell'odiosamata Signora.
L'odiosamata!


Esistono amori che non sono amori. Che sanno di costrizione, ricatto morale, prevaricazione.
Ma, nonostante cio', tu AMI quesa persona.

Vi trascrivo stralcio di una mail che ho scritto ad una cara amica:

"Queste mamme che sanno distruggerti la vita, col troppo amore.
Io ho avuto un rapporto terrificante con la mia; la vorrei ancora in vita, sana, ma lontano da me quanto basta per farmi vivere la mia vita.
E quando lo dici la gente si scandalizza.
Ma come? Tua madre ti adorava...
Certo mi adorava, non mi lasciava fiato, non mi lasciava vivere.
"Vai pure in gita se vuoi andare, ma io muoio" , prova a dire una frase simile ad una ragazzina di 15 anni...
E questa povera disgraziata crescerà con la consapevolezza che la sua felicità significa la tua sofferenza....e , se è cretina, come lo ero io, rinuncerà a tutto pur di non farti soffrire.
Io ancora oggi tremo a nominare mia madre.
Mia madre non picchiava, mia madre aveva la forza del carattere, ti sottometteva, ti soffocava, e poi ti diceva che se non avevi la forza di ribellarti, mica era colpa sua.
E dove non arrivava con l'imposizione, perchè a 18/20 anni a ribellarmi ci ho provato, arrivava col ricatto morale.
"Io ti amo piu' di me stessa, darei la vita per te, e tu preferisci tizio , caio...ecc....brutti stronzi che non ti amano come me"
" Certo sposati pure, ma in ogni caso verrete a vivere qui, se mi lasci sola io muoio"
Non ho avuto giovinezza, spensieratezza. Non potevo vivere se non con lei accanto; non me lo permetteva. Odiava ogni persona che potesse conquistarsi un posto nel mio cuore.
Non ho mai avuto amicizie vere prima della sua morte, non mi permetteva di coltivarle; temeva potessero portarmi via da lei.

Ancora adesso, dopo 7 anni, la sensazione che mia madre non gradisca che io viva, NONOSTANTE la sua assenza?
Una volta me lo fece capire, che se fosse morta, avrei dovuto seguirla;
il brutto è che alle volte penso che sia davvero cosi', perchè quando hai vissuto un rapporto simile, ti senti in colpa per ogni giorno della tua vita "dopo" e , in fondo, è come se fossi morta un po'.
Io che avrei voluto una di quelle mamme che hanno la LORO vita, magari anche l'amante, chissà, magari le odi, ma sono umane, e quando cresci le comprendi, da donna a donna.
Mia madre non aveva piu' interesse per nessuno...esistevo solo io, il centro del suo mondo!
E io ancora oggi mi porto dietro nell'animo la devastazione di questo amore infinito e malato.
Con i miei corsi e ricorsi di bulimia nervosa, con la scelta che ho fatto di non sposarmi, di non avere figli, perchè non sopporterei un'altra prigione dorata.
Ci sono stata fino a 28 anni in prigione , piangendo tutte le lacrime che avevo, cercando di farla ragionare, spiegandole che se anche fossi andata un giorno via con amici o con un eventuale uomo, no le avrei tolto amore.
Mi ha negato la carriera che desideravo; perchè a 20 anni non ci vai a lavorare in una grande città. Oppure ci vai e io vengo con te!
Ho fatto scelte sbagliate in amore. Per non contrariarla.

Mi sono "fidanzata in casa" con un uomo che non amavo, a 19 anni, ma che , essendo piu' grande di me, aveva la sua stima, solo per poter uscire qualche volta e avere ( che vigliacchi che siamo quando siamo troppo giovani) un capro espiatorio su cui riversare la colpa se ritardavo mezzora.
E anche con lui ho avuto un rapporto devastante, una sorta di sottomissione.
Mi ero anche innamorata, ma davvero, quando stavo con lui, sotto la sua ala quasi paterna ; di un ragazzo meraviglioso, aveva la mia età, era dolce , spensierato, allegro come solo a 20 anni sai essere. Lo amavo tanto!
Lo vedevo ( di nascosto si fa per dire) al bar a fare colazione la mattina , prima del lavoro...una volta mi segui' sotto casa...mi diede un bacio, bellissimo, vero. un bacio d'amore.
Mi prego' di lasciare l'altro...mi telefonava pechè voleva vedermi, mi invitata ad uscire ad andare in Versilia a ballare, come facevano tutti i ragazzi della nostra età.
Io non potevo. L'ho amato disperatamente e ho continuato a stare con l'altro, per compiacere LEI.
M. era un ventenne, che sicurezze puo' darti? E poi cosa pensa? Che io lasci andare la mia bambina in Versilia, o chissa' dove altro?
M. conobbe una ragazza, ne divenne amico, le raccontò la sofferenza dell'amore che provava per me, delle ore passate sotto le finestre di casa mia ad aspettare che "l'altro" uscisse la sera, dopo aver visto la tv sul divano come vecchi coniugi, per potermi solo vedere 10 minuti sulle scale di casa...lei lo consolo', così tanto che lo sposo'.
Quella fu l'unica volta in cui corsi alle 7 del mattino per vederlo, per parlargli, piangendo disperatamente, pregandolo di non sposarla.
Mi rispose" Sai che ti amo, ma con lei ho passato piu' tempo in un mese che con te in questo anno di tormento. Tanto non lo lascerai mai!"
Si sposò, mi sentii male quella mattina, quasi svenni. E ancora oggi sono convinta che sarebbe stato un uomo fantastico, fedele, amoroso con i suoi figli, maturo.
LUI sapeva, mi disse solo dopo che M. si sposo', che lo aveva persino affrontato faccia a faccia. Me lo tenne nascosto fino al fatto compiuto.
Cosi' il risultato fu ancora peggiore. Non provai piu' indifferenza per lui, ma odio.
Ero incappata in un'altra persona che pur di non perderti , ti teneva con se' con le menzogne. Riuscii a lasciarlo, dopo due anni da allora.
Mia madre me lo rinfaccio' fino alla morte, con liti che avvelenarono il nostro rapporto, proprio in quel momento in cui io speravo che si potesse provare a capirsi.
Dato che eravamo rimaste sole, mio padre era mancato; ci tenevo cosi' tanto a recuperare il rapporto con lei, a farle capire che ero grande , che l'amavo, che non l'avrei abbandonata, ma che doveva trattarmi come un'adulta ormai...
Nulla, anzi le cose peggiorarano.
Non l'ho mai abbandonata; sono stata al suo fianco fino all'ultimo giorno della sua vita.
Gli ultimi anni sono stati terribili. non mi perdono' mai di aver lasciato lui, nel terrore che potessi innamorarmi di un uomo che potesse portarmi via.
Non lo feci mai, non lo avrei mai fatto, non le fei mai mancare affetto, vicinanza, in salute e in malattia, come si dice.
Ma quando manco', mi trovai a 28 anni, lacerata a dover cominciare a vivere .

Vorrei che mia madre fosse ancora in vita, felice, sana, magari con un nuovo amore accanto; che mi telefonasse e mi chiedesse come sto, come va il mio nuovo lavoro, la mia nuova casa, la mia vita, per una volta: la mia vita in cui avrebbe sempre avuto un posto, se solo mi avesse permesso di viverla.

Dio che male mi ha fatto scrivere questo post...

Posted by: laura756 at 11.08.03 06:08

Bea, stella mia. ti avevo risposto negli altri post...ma ora che Pietruccio nostro è qui...non ci perdiamo piu' nei meandri del web :-)
A domani!!

Posted by: laura756 at 11.08.03 00:54

Alleluia fratello!
Però niente fuochi d'artificio purtroppo.
Stasera la salute va per storto, a domani.
(Mi fai la testatina di Ferragosto a BlogOltreBeach come quella del Club del sabato?, così la metto da me).
Ciao Laura, ciao fratello....finalmente qualcuno!

Posted by: bea at 11.08.03 00:17

Bentornato!!!!!Che bella sorpresa!!!La notte di San Lorenzo!!!

Posted by: laura756 at 10.08.03 23:49
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