11.09.03
11 Settembre 2003
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di Pietro B.
Inizio a scrivere mentre l'11 Settembre sta per dare il cambio al 10. Questa sera mia figlia mi ha impedito di stare più tempo su BlogOltre.
Voleva stare in braccio con me, aveva bisogno del mio calore. Siamo stati tutta la sera abbracciati in poltrona a guardare un film.
Questa sera l'ho fatta anche piangere mentre volevo leggere almeno la posta, rispondere a qualche e-mail, fammi fare una cosa almeno le dicevo, dannazione. Niente lei voleva solo me e le mie braccia e non sentiva ragioni.
L'ho abbracciata e lei mi ha sorriso felice e mi stringeva forte forte.
Ecco, signori miei una buona ragione per vivere, per superare tutti gli 11 settembre di questo mondo e tutte le maledizioni che ci piombano giornalmente sulle nostre teste.
Eccovi una ragione per combattere tutte le guerre che ci costringono a fare e sopravvivere una volta di più.
Eccovi una ragione per non perderla la ragione rincitrulliti da un finto benessere che ci è stato imposto come modello assoluto di vita.
L'amore per i vostri figli. Si, signori, la cosa più banale di questo mondo. L'amore per i nostri figli. Lo ripeto ancora, l'amore per i figli.
Questo sentimento potente e unico che infonde la forza e il coraggio anche ai più codardi tra di noi e che ci fa superare tutte le avversità.
Amici questo forse è il segreto che i potenti della terra non potranno mai capire così occupati nelle loro guerre di tutti contro tutti. Nei loro reciproci e sporchi 11 Settembre.
Esiste il bene signori, esiste eccome. Ed è giusto affermarlo anche ricordando quello che successe a New York due anni fa. Non tutto è marcio, non tutto è denaro e finzione non tutto è perduto.
Mi chiedete dove? Guardate dentro gli occhi dei vostri figli ve ne accorgerete subito.
Posta|
I potenti o meno della terra Pietro mio guardano al proprio figlio come l'erede delle loro macroscopiche ruberie OBBLIGATORIE se viste dal LORO punto di vista. Che è quello di tutelare, privilegiare e mandare avanti nella vita SOLO il proprio figlio.
E' per questo che dico: i figli degli altri sono anche figli miei.
Per evitare che ognuno di noi si sclerotizzi sul futuro privilegio da concretizzare per il PROPRIO figlio, dimenticando che tutti i bambini del mondo rappresentano TUTTI la nostra coscienza civile.
Per evitare che il POSSESSO cominci proprio da quel microcosmo che si chiama famiglia all'interno della quale, al di là delle chiacchiere e delle dichiarazioni di intenti, si tutelano solo i diritti dei suoi componenti.
Un modo di ragionare questo che ha portato al fallimento di tutte le rivoluzioni.
Forse non lo capirai Pietro, ma io così ho ragionato anche quando mia figlia era piccola.
E' un rifiuto ancestrale al possesso, ce l'ho dentro, che ci devo fare.
Ma vedila dall'altra parte. E' l'assicurazione sulla vita della tua piccola Ada.
Se così non ragionassi e lei un giorno, con tutti i doverosi taesticulis tactis dovesse restare sola, tu sai che Sragionando io in questa maniera saprò proteggerla sempre.
Come tutti gli altri.
AffettuosaMenteBea
Grazie a Bea, Manilo ed Elisabetta per i loro commenti.
A Manilo volevo ricordare che il mio intervento non vuole significare che i potenti non amano i loro figli. E che hanno dimenticato che basterebbe distrarsi un'attimo dalla scacchiera del mondo per scoprire che nonostante tutto il bene esiste anche se è lecito dubitare sul suo trionfo. Guardando negli occhi mia figlia capisco che i miei valori sono diversi dai loto. E che ci sono cose per cui vale la pena combattere e che danno un senso a tutto. Tutto qui.
Questo è tutto, e questo è niente, Pietro. I potenti della terra sono stati un giorno bambini; occhi vivaci, i loro, brillanti di fantasia e speranze, come chi ingenuo muove i primi passi. Ogni feroce criminale, solitamente, è un padre tenue e premuroso o un amico fedele. Riposte le armi rosse di sangue, adagiata al tavolo dell’ultimo segno penne indifferenti e sordide, il “mostro” sa essere umano. Capiscono, loro, cos’è l’amore per un figlio, Pietro. Non è questo che ci rende diversi, non sono i valori basilari ed ancestrali, è quello che ruota attorno, sono le scelte di vita e di coerenza, è la voglia di osservare, con l’intento di comprendere oltre il proprio e immediato interesse.
Soffro per “l’undici Settembre”, come chiunque ha un minimo di coscienza e ritiene che una sola vita le vale tutte. Purtroppo il lato non visibile delle torri gemelle è crollato assieme alle facciate; non riesco a scorgere motivi e ad apostrofare eventi. Non so cosa piangere Pietro, se non vite fagocitate a migliaia da chi, nella penombra di casa, stava curando premuroso e solerte il ginocchio sanguinante della prima caduta del figlio appena nato.
Una TV che stride, e noi, come loro, eravamo su di una poltrona ad osservare il dramma.
ADA, PAOLO, PUPA, LIDIA, GABRIELLA, FEDERICA E GIORGINA, E TUTTI GLI ALTRI DI CUI NON CONOSCO IL NOME: CHE NON DOBBIATE MAI CONOSCERE LA VIOLENZA DISPERATA E INCOMPRENSILE DI UN 11 SETTEMBRE, CHE NON DOBBIATE MAI CONDIVIDERE COME FATTO INELUTTABILE LE SCELTE DELLE FORMICHE CIECHE CHE CI GOVERNANO E STABILISCONO COSA E' BENE E COSA E' MALE, CHE POSSIATE VIVERE IN UN MONDO CHE NOI, VOSTRI GENITORI, STIAMO TENTANDO DI FAR DIVENTARE MIGLIORE, CHE POSSIATE TROVARE NELLE COSE SEMPLICI, CHE CI VOGLIONO RUBARE, LA VERà ESSENZA DELLA VITA.
Ada.
Io non lo so perché t'hanno chiamato con un nome così adulto, quasi vecchio direi.
Forse per via di qualche nonna o zia o parente alla lontana che bisognava ricordare.
So che ti sto guardando, Ada.
I tuoi occhietti intelligenti e pieni di curiosità mi stanno guardando proprio da dietro questo monitor.
E vorrei regalarti la luna.
Anche se non sei mia figlia.
Proprio perché NON sei mia figlia.
Io sogno anche per te, soprattutto per te un mondo migliore.
E sono qui, a notte fonda, a cercare di costruirlo alla bell'e meglio.
Con due parole striminzite.
Con tutto l'amore che posso.
Con negli occhi il tuo sguardo trasparente e un sorrisetto beffardo come a volermi dire... tra poco arrivo.
Vorrei che quel tra poco fosse già qui, Ada.
Ed abbracciarti forte e sussurrarti non piangere, lo vedi? il sole sta per tornare...
Perché tuo padre è una persona onesta.
zia bea