21.09.03
L'uomo nel quadro
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Posta|
Mi permetto di fare una tertia conferentia nternationale su ir tema: di cui.
Anzi, la rinvio a domani nquantoché so' le cinque nme n'ero accorto.
Di cui... buona notte, sgrunt!
(vistosi che qua cianno tutti le madonne cell'ho puranco io).
Mick
Rectius:
o Costei?
o Costoro?
o CostEssi?
....
perché la vita dopo dio & altro non pertiene all'umana fragilità.
Di cui se non fosse stato per, punto.
Imperocché a volte capita che, punto.
E vistosi che la vita fu cosa seria e improbabile... punto.
di cui... boh....
(fine della tertia conferentia internationale sul tema: Della vita e d'altro).
Relatore: MumbleMumbleChiEraCostui?
Pietro come mi piace questa ridda di commenti su un blogger peraltro abbastanza conosciuto.
Non ci si sta per quanta folla c'è.
Cos'è, un'epidemia di silenzio da invidiuccia che gratta gratta la trovi financo nella blogosfera?
Comincio a chiedermi se non abbia sbagliato mestiere a fare l'ufficio stampa editore spiantato dei blogger.
Comincio a chiedermi se oggi valga più la pena niente.
Comincio a chiedermi se una volta partito un post e tenute ben sotto controllo le "magiche" torri di shinystat invece di andare a ficcare il naso in casa d'altri per imparare lezioni di vita non si stia lì, immoti e immemori, a sentirsi tronfi di un chissà quale successo.
E tanto sono nauseata di questi commenti deserti che sai che ti dico Pietro?
Ho da finire un post, non me ne frega un cazzo.
Se sapessi farlo chiuderei il blog stanotte stessa.
Ma intanto mi nausea lo scrivere, mi nausea questo silenzio.
Mi nauseano le centinaia di blogger marchettari che affollano i blog da vetrina.
Il mio regno per un link, parafrasando quello lì, forse Enrico Quarto?
Comincio a pensare che ha ragione Quintostato, ci sarà una selezione naturale dei blogger.
La marchetta non ha mai pagato.
La riflessione, il confronto, il saper esporre le proprie idee, il coraggio di esporle quali che siano anche andando contro, il rispetto per il lavoro altrui, questo ha sempre pagato.
Si chiama dignità.
Roba vecchia diranno.
Vedremo, la vita è lunga e attende al varco.
Io guardo alla vita e alla morte occhi ficcati negli occhi, a muso duro io affronto e mai fuggo.
Coraggio?
Non so.
Forse è soltanto una sorta di strana follia che sa irridere la vita prima che sia lei a stuprarti.
Non capisco chi resta ad osservare, provo un fastidio fisico nel sentirmi osservata senza che mi si chieda.
Sarà che sono una womanAger, io decido, io faccio, il destino io l'aggredisco e lo sbatto sotto i piedi.
E credo nel dialogo, il mio istinto superiore è comunicare.
Senza comunicazione... non potrei far altro che eliminare le persone dalla mia vita come fossero mai esistite.
Questione di incompatibilità caratteriale, credo.
Peccato, Quadro sa essere un grande, grandissimo amico, nessuno lo immaginerebbe così.
Ma forse ho sempre dimenticato di dirgli che ho odiato Sartre e tutti i filosofi dell'incomunicabilità.
Non ci riesco, mi fa orrore il silenzio.
Perché se non ho volto il sentimento non pubblico giornali, non ereggo mura, non sbircio a lato la TV. Perché se non traspare quello che potremmo essere, è vana lega il rigo o lo sguardo. Perché se potessi resterei ad osservare. Senza chiedere. Perché non ce ne sarebbe bisogno.