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Masturbazione e censura
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di Giuseppe Marino

[da il Nuovo di ieri]

Da anni Gary Trudeau dissacra il potere e i costumi Usa, compreso il Sexgate di Clinton. Ma una vignetta in cui si parla di masturbazione viene respinta da 400 editori.

WASHINGTON – E’ il Paese in cui giudici e giornalisti passano ai raggi X l'attività sessuale di un Capo di Stato. E il tutto diventa oggetto di discussione pubblica, audizioni in Parlamento, interrogatori trasmessi online. Ma se sotto le lenzuola, anziché una coppia, c’è una persona sola ad agire, allora l’America insorge. E censura. E’ ciò che è capitato a uno tra i più famosi fumettisti d’Oltreoceano, Gary Trudeau, incappato in una severissima censura sul tema della masturbazione.

Il maestro incontrastato delle strip di satira politica e sociale negli Usa, in attività da oltre vent’anni, pubblica le sue vignette della serie “Doonesbury” ormai su centinaia di giornali e riviste negli Usa e nel mondo. Ma qualche settimana fa si è visto rispedire al mittente la propria striscia quotidiana da ben 400 dei 700 editori che normalmente pubblicano le decennali avventure di Mike Doonesbury, un uomo comune, passato attraverso le esperienze del ’68 al college, e poi catapultato nella New Economy. Un vero specchio di tutti i principali eventi che hanno segnato la vita degli Stati Uniti, dall’Aids all’attacco alle Torri Gemelle, passando per l’avvento di Microsoft. Il tutto condito da irriverenti attacchi al potere, spesso molto documentati e circostanziati.

Molti i tentativi di censura avvenuti in passato, e gli scontri che Trudeau ha dovuto sostenere con il pubblico e con gli editori. Su Monica Lewinsky e il Sexgate che ha investito Bill Clinton Doonesbury è tornato decine di volte, senza però mai essere "oscurato". A mandare in fibrillazione l’America puritana è bastata invece una vignetta dello scorso 7 settembre in cui uno dei protagonisti legge su un giornale: “C’è un nuovo studio secondo il quale la masturbazione regolare previene il cancro alla prostata”. Apriti cielo.

La prima reazione viene dai quotidiani: l’80% degli habituè di Doonesbury chiede una striscia sostitutiva. Tra i pochi che decide comunque di pubblicare la striscia c’è il Washington Post. Ma lo fa a suo rischio e pericolo, basta guardare le mail arrivate a un altro organo di stampa che ha dato l’ok alla pubblicazione: “Vorrei che foste in quell’80% di giornali che ha redattori coscienziosi”. Trudeau non fa una piega e commenta da par suo: “Ho imparato la lezione: d'ora in poi tornerò a parlare solo di sesso orale”

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Posted by: Pietro B. at 12.10.03 22:39
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