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Sangue chiama solo altro sangue
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[da bombay]

Nel giro di 24 ore Israele ha effettuato 5 raid aerei sulla striscia di Gaza, uccidendo 14 palestinesi e ferendone 100.
Si tratta delle solite azioni che vengono definite “mirate”. Mirate a colpire esponenti della Jihad, di Hamas e delle Brigate di Al-Aqsa. Esecuzioni capitali di persone in quanto mandanti e coordinatori delle sciagurate incursioni kamikaze in territorio israeliano. A parte che la condanna a morte di una persona senza un processo non è proprio quello che si può definire un fiore all’occhiello di una moderna “democrazia” quale Israele si vanta d’essere agli occhi del mondo, io a Gaza ci sono stato e ho assistito a queste incursioni aeree “mirate” e assicuro che NON funzionano.
E i motivi sono molto semplici:
- raramente gli obiettivi vengono centrati
- ci sono sempre delle vittime innocenti
- ne consegue un inasprimento dell’odio nei confronti di Israele
- ne consegue tanta nuova mano d’opera per gli organizzatori di nuovi attentati

Per spiegarmi.
Primo caso
Sono un obiettivo di Israele. E so di esserlo. Sono nella mia casetta in piena Gaza City. Sento gli elicotteri apache in cielo (perché, assicuro, il loro rumore si sente anche quando sono molto lontani)... bè, non continuo a mangiare nel salotto di casa mia guardandomi le immagini al tg su cosa hanno combinato i miei bravi kamikaze... me la do semplicemente a gambe. Perché ho il tempo di farlo. Intanto gli elicotteri arrivano, distruggono la mia casa (senza me dentro!) e inevitabilmente fanno saltare qualche gamba (se non qualche testa) a qualche mio vicino. Obiettivo fallito. Cresce l’odio.

Secondo caso
Sono un obiettivo di Israele. E so di esserlo. Sento gli elicotteri in cielo. Fuggo da casa e prendo la macchina. Il buon satellite con la stella di David segue ogni mio movimento. Chiamano i caccia F16 che arrivano sul posto per colpirmi dentro la mia bella macchinina con uno dei loro missili. Qui le probabilità di beccarmi aumentano (ma ne rimangono comunque troppe di sbagliare...). Il fatto è che non sto facendo la Parigi-Dakar in mezzo al deserto, sto circolando nel pieno centro di una città che bene o male continua a fare la vita di tutti i giorni. In mezzo a tantissime altre macchine e tantissime altre persone. E un missile di un F16 non è esattamente una pallottola vagante. Risultato: magari obiettivo colpito. Sicuramente molti altri feriti innocenti se non anche morti. Cresce l’odio.

Insomma la strategia israeliana dei raid aerei non porterà mai a niente di buono. Non è destinata a risolvere niente. Solo a creare vittime innocenti (www.tuttiibambini.splinder.it) da una parte prima e anche dall’altra dopo. Perché da quelle parti sangue chiama sangue, e dovrebbero averlo capito ormai da anni... A riprova dell’inefficacia di questa strategia ci sono le crescenti critiche da parte di chi nell’esercito israeliano ci lavora, così come aumentano i rifiuti a prestare servizio militare o ad andare a bombardare obiettivi civili da parte dei piloti dell’aviazione (www.refusniks.splinder.it).
Io non ho una soluzione a portata di mano. So solamente che le immagini viste ieri al telegiornale non rappresentano certo un cammino verso la pace. E che ci sono sempre troppe vittime innocenti... e mi girano i coglioni, parecchio...

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