Logo di Italia BlogOltre

Logo 24.10.03

Il sesto continente
-------------------------

di Pino Scaccia

[da In questo mondo di squali]

La Terra si fa stretta. Duecento anni fa eravamo un miliardo, oggi siamo piu' di cinque miliardi e mezzo, nel 2050 saremo il doppio, fra un secolo, al ritmo attuale di crescita, su questo pianeta saremo addirittura trenta miliardi di persone.

Ci avviamo dunque verso un pianeta senza frontiere. A fronte di ogni posto-lavoro disponibile in Europa ci sono piu’ di settanta persone in lista d'attesa nella sola fascia dell'Africa mediterranea.

Un movimento di dimensioni bibliche, un'autentica marea nera, e c'e' chi parla addirittura di un "sesto continente" che dal cosidetto terzo mondo si sposta, in cerca di rifugio, verso i paesi industrializzati dove esiste il lavoro ma soprattutto dove ancora valgono certi diritti dell'uomo, la liberta' innanzitutto.

"La societa' di domani - mi ha detto il sociologo Franco Ferrarotti - sara' multietnica e quindi anche multirazziale. Dobbiamo ormai capire che il mondo e' diventato unitario e che l'umanita' e' toccata nello stesso momento da tutto cio' che accade. Dobbiamo ormai capire che il mondo e' diventato unitario. Dobbiamo capire che i gruppi sociali, etnici, gli Stati sono troppo piccoli e devono aprirsi verso gli altri. Soltanto in questa accettazione dell'altro potremo arricchire noi stessi".

Il mondo tuttavia probabilmente non e' ancora pronto a questa idea di universalita'. Ecco perche' avvengono episodi vergognosi come la storia della giovane donna eritrea costretta a lasciare il posto su un autobus a Roma a un bianco.

Quell'autobus e' una metafora: la Terra somiglia sempre piu' a quell'autobus, gremito, soffocante, dove ci si sbrana per quei pochi posti a sedere, dove c'e' la paura che gli altri ci tolgano spazio. Questo e' il nuovo razzismo, non piu' ideologico, ma un razzismo diverso, legato alla lotta per la vita, alla sopravvivenza. Eppure bisogna abituarsi all'idea di vivere insieme.

Mi diceva una volta Kpan Teabbev Simpice, un giovane ingegnere proveniente dalla Costa d'Avorio: "Di solito siamo abituati a vedere le nostre differenze. E le differenze esistono. Ma cerchiamo d'ora in poi di vedere cio' che ci unisce, che ci mette insieme".

Posta| 0 commenti
Commenti
ItaliaBlogOltre è un'iniziative de:
 Vai nelle Terre di Pietro B.
(Vecchio contatore: 149192)