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ENEL: il peggio (del privato) che avanza
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di liberopensiero

da Salto del canale

Lunedì 27 ottobre mi sveglio e mi accorgo che la casa è senza elettricità. Con tutta probabilità, come ho avuto modo di verificare, mancava già dalla notte prima. Capisco in fretta che non dipende da un corto circuito interno, ma dal nuovo contatore elettronico fornito dall’ENEL: per una qualche ragione non funziona più ed impedisce di erogare normalmente energia (i contatori dei vicini, invece, funzionano).

A questo punto (erano le 7.30 di mattina) chiamo il numero verde 800900800 per segnalare il guasto. Mi risponde un messaggio automatico, alla fine del quale, dopo aver seguito le indicazioni, mi viene chiesto di attendere in linea. Attendo, fino al punto in cui, un altro messaggio mi suggerisce, per “motivi tecnici”, di riprovare più tardi. Ne approfitto per sfruttare il mio portatile alimentato a batteria e spedisco un messaggio dal sito www.prontoenel.it. Alle 08.00 circa mi telefona un funzionario dell’Enel, al quale spiego il problema e mi dice che provvederà lui a segnalare il guasto. Dopo circa 10 minuti, lo stesso funzionario mi richiama dicendomi che dovevo in ogni caso segnalare al numero verde il guasto perché, in sostanza, lui non poteva garantire il buon esito della segnalazione. Ma non ha detto di essere un funzionario dell’Enel?!? Perplesso, per tutta la mattina ed il pomeriggio provo senza sosta a contattare l’operatore, senza riuscirvi.

Solo alle 17.00 circa riesco finalmente a parlare con un innervosito operatore che mi lascia, tanto per cambiare, in attesa e sento in sottofondo tutta una lunga discussione di questo signore con altre persone. Finalmente si degna di riservarmi qualche minuto e gli spiego il problema, con calma ed educazione. Mi chiede, come prima cosa, se avevo provato a staccare i fili sotto il contatore. Gli rispondo che avevo staccato l’interruttore generale, ma mi dice che non basta. Senza farla lunga, chiudo la conversazione e, armato di cacciaviti, esco di casa per fare anche questo tentativo. Risultato: come già previsto, è il contatore elettronico ad essere guasto, senza dubbi.

Riprovo allora a contattare l’operatore e, dopo altri 30 minuti, dal call center mi risponde la stessa persona di prima e penso che alla fine o è una coincidenza incredibile o quel call center è formato da una sola persona (o al massimo due). Questa volta mi innervosisco perché quel signore, mi spiega che dovevo digitare il numero “1” sul telefono: ma se era dalle 7.30 di mattina che pigiavo su quel dannato numero “1”! Dopo avergli dato indirizzo e numero di telefono, chiudo la telefonata e nel giro di 15 minuti arrivano due operai dell’Enel che mi sostituiscono il contatore.

Prima della privatizzazione avrei chiamato direttamente il punto operativo più vicino alla mia residenza e con tutta probabilità mi avrebbero sostituito il contatore in mattinata. Logico, semplice ed efficace. Ora, invece, non potendo fare altro, sono stato costretto a chiamare un numero verde che non risponde mai, senza avere alcuna alternativa, essendo solo gli operai dell’Enel autorizzati a sostituire il contatore in questione. Mi domando: ma l’elettricità è o non è un servizio essenziale? Ed il pronto intervento è un diritto o una concessione legata alla buona sorte che si deve sperare di avere chiamando un inefficiente (eufemismo) numero verde?

Dall’Enel nemmeno un segno di rammarico o scuse, ovviamente. Ecco, se si privatizzano così i servizi che funzionano questo è il risultato che dobbiamo attenderci. E, se penso ad al diritto alla salute o a quello all’istruzione, non è certo un bel futuro. Anche questa esperienza personale lo dimostra pienamente.

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