Semplificazioni
-------------------------
di Lizaveta
[da Cut&Paste]
La società deve garantire non il benessere o la felicità, ma le condizioni in cui egli riesca a conquistarsi la felicità . (Manent)
Tutto intero il mio paese vive e pensa dentro di me. (Verhaeren)
Da una parte ci si attende tutto dallo Stato: assistenza, sanità, istruzione, case, incentivi per questo e per quello. Dall’altro lo si combatte.
Tutta quello che promana dalla Stato come insieme di regole da rispettare ed istituzioni, viene guardato con occhio sospettoso e guardingo.
E ci si interroga ancora sul vero significato di Patria.
E si ha paura persino a nominarla questa parola; vengono in mente solo
una testa pelata, la mascella volitiva, due occhi ardenti, parole dal balcone.
Sembra quasi che il tutto sia congelato in questi anni, che nulla abbia camminato in avanti: immagini fotografate in un istante che sembra non
voler sparire mai.
Ci si è impegnati a costruire valori che hanno giocato uno strano ruolo
doppiogiochista: io mi impegno a dare ma tu impegnati a non rispettare.
Il nostro contratto sociale ha sempre funzionato solo da una parte.
E’ un contratto incompleto, direi nullo, l’altra parte non ha rispettato l’accordo.
Qual è il valore su cui si fonda il nostro contratto?
Quale può essere la base sulla quale fondare il nostro vivere civile?
Io ho sempre pensato che potesse incarnarsi, in primis, in quello di Patria.
Patria assume per me un valore aperto, non chiuso ed ostile.
Patria è per me vivere assieme ai miei connazionali e nel contempo saper ricevere l’Alì o il Mustafà, cercando di farlo vivere al meglio, sforzandomi di fare per lui tutto il possibile.
Patria per me è un territorio su cui le libertà di tutti possono essere esercitate in toto, con il solo limite della libertà dell’altro, terra di compromessi per un vivere civile.
Un processo in continuo sviluppo.
Non ho paura di parlare di Patria perché essa non mi evoca nessun fantasma nazionalista.
Mi pare che di passi avanti se ne siano fatti in questi ultimi anni, tanto da potermi scrollare di dosso antichi tabù, visioni ingiallite ed ormai anacronistiche.
Non giudico la mia Patria migliore di quella degli altri, la vedo solamente esistente accanto a quella degli altri.
Ma a parlar di Patria si è ancora guardati storti, non avendo ancora capito che patrioti e non, possono convivere in piena armonia su uno stesso territorio; purtroppo siamo ancora nella fase in cui è più facile insultare che riuscire a capire.
E di insulti in giro ne ho letti veramente tanti ultimamente.
Posta|