Logo di Italia BlogOltre

Logo 18.11.03

Quello che non si chiede
-------------------------

di Maria Luisa Onida

[da Rigabianca]

In queste ore di bandiere a mezz'asta, minuti di silenzio, lutto nazionale e funerali di stato avrei voluto che, da una delle tante vetrine di retorica patriottica delle reti televisive, qualcuno avesse avuto il coraggio di chiedersi e di chiederci:"E se quegli uomini, a Nassiriya, fossero morti per niente?". Ci pensate? La prima pagina dei maggiori quotidiani nazionali con su stampata a lettere cubitali solo questa domanda? Roba forte, mica uno scherzo! Cose che l'Italia della libertà e della democrazia non può certo permettersi. E' una vecchia storia di ideali nobili e di ingenuità tradita, che qui da noi rende tutti i morti eroi e rinfocola i sentimenti nazionali. Già durante la prima guerra mondiale, i soldati della Brigata Sassari che si facevano ammazzare a migliaia erano "i valorosi sardi", prima ancora che i "diavoli rossi". I morti americani durante la guerra del Vietnam che tornavano in patria chiusi dentro sacchi di plastica hanno prodotto altri effetti. Ma noi siamo patrioti, non traditori.

Ma non è questo che volevo dire, quindi torno alla domanda centrale: "E se fossero morti per niente?". Consentitemi una breve divagazione cinematografica.

Domenica tra la programmazione vuota e desolante del pomeriggio, è andato di nuovo in onda su Raidue il colossal "Lawrence d'Arabia" che avevo visto visto parecchi anni fa e che mi sembra assumere in questo momento un significato di grande attualità.

Tratto dalla sua autobiografia, "I sette pilastri della saggezza" (pubblicata per la prima volta, privatamente, nel 1926 e poi riedita, in versione integrale, nel 1936), il film inizia nel 1916 quando Lawrence, ufficiale addetto al comando inglese del Cairo, chiede di poter fare qualcosa di più "avventuroso". Viene allora mandato in Arabia dove deve fomentare, a vantaggio degli inglesi, la rivolta degli arabi contro il dominio turco. Egli li guida alla conquista di Aqaba, all'assalto dei treni carichi di munizioni e infine, dopo essere stato catturato dal nemico, seviziato e poi liberato, attacca e prende Damasco, sconvolgendo però i piani del governo di Sua Maestà Britannica, che lo liquida. Nella scena prima del ritorno in Inghilterra, Lawrence viene chiamato a colloquio dal generale alla presenza di re Feisal (capo di una delle tribù arabe) che ha deciso di accettare il dominio inglese per trarne profitto sacrificando la libertà del suo popolo. In questa occasione Lawrence, che aveva sognato uno stato arabo siriano indipendente, viene a conoscenza degli accordi tra Francia e Inghilterra per la spartizione dell'ex-impero turco. Sono significative le parole che gli rivolge re Feisal: "Non c'è più bisogno di combattenti, adesso si tratta di amministrare; e l'amministrazione, si sa, è una cosa da vecchi. I giovani combattono, poi i vecchi fanno la pace. E i vizi della pace sono i vizi di tutti i vecchi: la sfiducia ed il sospetto". E a questo punto il cinema lascia il posto alla storia, alla realtà che ci insegna come quelle terre (e tra esse la Palestina, il Libano e la Siria) siano passate dalla "pace" degli amministratori inglesi e francesi ad altri decenni di violenza e disordine.

Alla domanda sul perchè dei morti in Iraq, quasi tutti in Italia hanno risposto:"Per la pace". E se fossero morti per questo genere di pace? Se fossero morti per niente?

Posta| 0 commenti | TrackBack
ItaliaBlogOltre è un'iniziative de:
 Vai nelle Terre di Pietro B.
(Vecchio contatore: 149192)