Viaggio a Mosca
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di Cinderella
da Bloggy
Sono appena tornata da un viaggio per lavoro in Russia e devo dire che ne sono rimasta innamorata.
Sono stata a Mosca per una fiera, poi a Yekaterinburg e Tavda per affari.
Mosca non è come te la puoi immaginare, anzi non puoi proprio immaginartela, se prima non ci vai a far un salto. E’ una città fuori da ogni portata, non la puoi fantasticare nella tua mente!!E’ grande in tutto: nelle sue dimensioni, nel suo splendore, nella sua storia antica, nei suoi palazzi reali e regali, nella sua estensione territoriale, nel numero di abitanti, nella sua luminosità, nei suoi divertimenti, nella sua meraviglia. Ti entra dentro come un proiettile: inizialmente ti lascia a terra ferita e spaventata per la sua confusione, per il suo traffico, per i suoi cittadini brutali come orsi (nel senso affettuoso del termine), per la sua lingua violenta e cruda, ma quando riesci a rialzarti, ne rimani cicatrizzato dentro e fuori fino alla morte. [...]
E’ vitale, è viva.
E’ giovane per i giovani, storica per i turisti affamati di storia.
E’ culturale e acculturata: i teatri pullulano e le statue in onore di scrittori e politici la contornano/adornano.
E’ pratica, è stressante: la metropolitana raggiunge tutti e tutto, il traffico è frenetico ed esagerato.
E’ economica, è costosa: non ha mezze misure. I poveri sono davvero poveri, i ricchi sono davvero ricchi. Una corsa della metro costa solo 7 rubli ovvero € 0,21.
E’ spaziosa: i palazzi per la gran parte crescono in larghezza, per la minor parte in altezza. Il cielo è incredibilmente grande a Mosca. Lo puoi ammirare interamente.
E’ industriale, è inquinata: le fabbriche sono situate a ridosso dei palazzi al centro della città.
Yekaterinburg invece è una cittadina sugli Urali in espansione, principalmente universitaria (Boris Yelstin si laureò in una delle sue tante università), ma ricca anche di teatri. In questa deliziosa cittadina, all’interno di un palazzo, dove ora sorge una chiesa in onore del massacro, furono giustiziati il 16 luglio del 1918 la dinastia dei Romanov: lo Zar Nicola II e tutta la famiglia imperiale, di cui si narra si sia salvata la figlia Anastacia.
Tavda, situata anch’essa negli Urali a pochi Km dal Polo nord, è un paesino di contadini, sospeso e fermo nel tempo a circa 100 anni fa. In inverno ci sono 3/4 ore di luce, in estate 3/4 ore di buio.
Una combinazione sinistra di miseria e tristezza, natura e salute.
Per chi come me abituato alla vita frenetica, ai divertimenti e ai lussi, :-) non può essere che una tomba. Ma se l’osservi da un altro aspetto più recondito, sito nell’essere umano, lì puoi assaporare fino in fondo la vita: contornata da foreste di betulle e pini; strade quasi inaccessibili d’estate perché distrutte dal fango e dagli straripamenti del lago; orsi che nelle stagioni calde raggiungono il centro, mettendolo in subbuglio; cervi e anitre selvatiche nei laghetti per i più sadici amanti della caccia, è anche un'isola per la salute del corpo: lì non esiste il cellulare. Lì il tempo non è scandito dai minuti, ma dalle giornate nella loro interezza e dalla noia. Lì non c’è fretta. Si nasce per sopravvivere e si vive per morire.
Per quanto riguarda il clima, la Russia a novembre è freddissima e la neve abbonda, come le basse temperature.
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