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Intanto sull'isola...
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di Alessio

[da Too Old to Weblog]

Mentre il mondo era occupato con altre notizie, nell’altra parte di Cipro andava in scena un avvenimento che potrebbe avere forti ripercussioni sulle prospettive di pace in quest’isola, sull’Unione Europea e soprattutto sul rapporto con la Turchia. Le elezioni per il parlamento dell’auto-proclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (secondo lo stile dei giornali greco-ciprioti dovrei scrivere le “elezioni” per il “parlamento”, a sottolineare l’illegalità degli organi…) mettono per la prima volta in discussione il ruolo del padre-padrone dello staterello, l’eterno Rauf Denktaş.

Denktaş rifiuta completamente il cosiddetto “piano Annan” delle Nazioni Unite che rappresenta una completa e globale soluzione alla crisi quarantennale della Repubblica (e a trent’anni di occupazione turca della zona nord), e mentre i politici greco-ciprioti non sembrano molto più entusiasti di accettare, fu Denktaş e non il presidente Papadopoulos a silurare la firma dell’accordo in marzo.

Ora, esattamente un anno dopo l’accesso di Cipro all’UE, l’opposizione turco-cipriota formata da tre partiti annuncia che in caso di vittoria elettorale chiederanno la sostituzione di Denktaş come capo negoziatore con i greco-ciprioti per procedere ad un accordo basato sul piano Annan. Di fatto, le elezioni diventano un referendum su quale strada seguire, se un’integrazione all’UE attraverso la riunificazione con i greco-ciprioti oppure continuare l’isolamento della RTCN nell’attesa di un impossibile riconoscimento internazionale.

Naturalmente la situazione non è così semplice e lineare: se la RTCN ha dichiarato la propria indipendenza è in realtà la Turchia, e soprattutto il suo potente esercito, a proteggerla; e ad Ankara la situazione cipriota è un’altra pedina nel gioco infinito tra politici e militari, e tra riformatori pro-Europei e membri della vecchia guardia. Denktaş ha naturalmente ancora molti amici in posti chiave in Turchia, anche se probabilmente il governo di Tayyip Erdoğan vorrebbe volentieri avere un problema in meno nei suoi rapporti con la Grecia e l’UE.

Inoltre, Cipro Nord è una via di mezzo tra una democrazia e uno stato autoritario, e da un lato brogli elettorali sono più che prevedibili in un momento in cui si mette in discussione il governo centrale, dall’altro la manipolazione del risultato è iniziata da mesi per non dire anni, con il governo che invita immigrati dalla Turchia dando loro la “cittadinanza” seduta stante: si parla di centinaia al giorno. D’altronde, il ruolo degli immigrati turchi e il loro rapporto con gli autoctoni turco-ciprioti è centrale, con la classe media turco-cipriota espropriata del proprio ruolo politico a favore di forze politiche che sostengono e vengono sostenute dagli immigrati, che spesso vengono da regioni dell’Anatolia tradizionaliste, poverissime e senza prospettive, e che in quasi tutto sono diversi dai “locali”.

Ma in ogni caso l’evento è importante anche se non decisivo, e spingerà gli avvenimenti in una direzione o nell’altra. I seggi stanno chiudendo, stasera o domani avremo un risultato da ponderare.

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