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Il Rapimento
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da giusec&friends

Le due del mattino. Sta per scattare. L'ora X. Fuori è buio e fà un freddo cane. Il citofono suona. Il piano segreto. Puntuali come un orologio Suòcc. Cappotto nero. Sciarpa nera. Guanti neri. Sciroppo Lisomucìl, che non si sa mai mi venga la tosse. Non c'ho il passamontagna, quindi prendo una calza a rete. Faccio piano, per non svegliare i vicini. Sotto ci sono Luciano e Sting. Che mi aspettano.

- Tutto secondo i piani, giusec.
- Tutto secondo i piani, Lucià. Abbiamo dieci minuti prima dell'ora X.
- All second the plèns. Ten minuts. The hour X.
- Sting, tu seguici in silenzio, che ti perdi sempre a Milano, cazzo.

E così io, Sting e Luciano Pavarotti ci muoviamo nella notte. Agili come faìne. Silenziosi come il Tanzi alle isole Càyman. L'ora X sta per scattare. Siamo in perfetto orario. Arriviamo ai giardinetti. Il silenzio più totale. La notte è limpida. Silenzio. All'improvviso dei passi. E' lui. La vittima. Ignara. Tony Renis. Come ogni notte, porta il suo cane, Cirozzo, a far pipì ai giardinetti. Sgattaioliamo tra i baobab meneghini dei giardinetti. Luciano mi segue. Sting non lo vedo più. Si è perso, ancora una volta, cazzo. Io e Luciano tratteniamo il respiro. Scatta l'ora X. Io salto addosso a Tony Renis, che non fà resistenza, anzi sviene dalla paura. Luciano da un cazzotto sul grugno di Cirozzo. Sting arriva trafelato da Corso Buenos Aires.

- Sorry, bela cuesta zona de Milan, como se ghiama? Tomani torniamo a fare sciòping?

Sono le quattro del mattino e Tony Renis si sveglia. Siamo in un posto sicuro. Il metrò di Loreto. C'è una stanzetta. Usata dai controllori, chissà. Ormai inutilizzata da anni. Lo abbiamo legato ben bene, eh. Colcavolo che può liberarsi. E chi lo sente quiggiù? E' nostro ostaggio. Noi non lo vogliamo Sanremo. Siamo disperati. Non ne possiamo più con Sanremo. Basta con stocazzo di Sanremo. E così siamo sicuri di fottere Del Noce. Niente Renis, niente Sanremo. Eppoi Luciano deve vendicarsi. Voleva fare il DopoFestival, ma Del Noce l'ha segato, lui. Solo perchè Luciano non aveva cantato al matrimonio della figlia. E Sting. Quello si che è incazzato. Incazzato nero. Renis e DelNoce non l'hanno invitato tra gli ospiti internazionali. E lui se l'è presa. Madonnasanta come se l'è presa. E mentre Renis riapre gli occhi noi ci sediamo. Gli puntiamo una lampada in faccia. Facciamo le facce brutte e cattive. E iniziamo l'interrogatorio.

- Bastarto. Hai infitato Cloria Gheinor. E ti sei dimenticato of me, bastarto.
- Sting, non dire parolacce, sù.
- Ma io...io...ma io...io...ma io...
- Stronzo. Ti avevo chiesto il DopoFestival. Ettù? A chi l'hai dato, eh? Stronzo, a chi l'hai dato? Sei tutte chiacchiere e congiuntivo, tutte chiacchiere e congiuntivo.
- Distintivo, Luciano. Distintivo.
- Ma io...io...ma io...io...ma io...
- Bastarto. Fuck. Cloria Gheinor. Bastarto.
- Dottor Renis. Lei è nostro ostaggio. Ma non abbia paura. Non le faremo del male. La libereremo, dopo Sanremo. Io non lo voglio più vedere Sanremo. E' da quando ero piccolo che c'è Sanremo. Un esaurimento. Un'esaurimento nervoso. Dottor Renis, quest'anno il fottuto Sanremo non s'addafare.
- Bastartisimo. Cloria Gheinor.
- Basta, Sting. Su. Basta adesso.

Ahimè. Come le cose andarono, lo sapete tutti. Sanremo 2004 si fece lo stesso. Berlusconi decise di presentarlo di persona. DelNoce fece il DopoFestival. Io mi presi l'esaurimento nervoso. Lasciai Milano per andare a vivere a VillaPacebbene, tra i monti Peloritani. Luciano fuggì a Montecarlo. Non frequentò mai più i matrimoni degli amici. Sting si perse tra i giardini di Porta Venezia per anni, cercando di ritrovare Cirozzo. Lo trovarono nel 2005, il giorno di Natale. Fine della storia.

Aspè. No, aspè. Renis. Tony Renis. Porca...Ce lo siamo dimenticati. Cazzo. In metrò a Loreto....

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