Esempio di gracidio per Bonolis
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da Frog
Perché nessuno scrive che Bonolis nel suo programma si piega, consapevolmente o no, al ruolo di puro imbonitore? Perché lui, amante come si professa della trasparenza, nel momento in cui vengono offerti soldi ai concorrenti per rinunciare alla loro scatola, non dice apertamente che in quel preciso istante è come se avessero in tasca un assegno a loro nome e pronto all'incasso, invece di stimolarli comunque ad andare avanti "tanto non perdono nulla"? Perché continua a ripetere (sostenendo il falso) che dopo aver aperto sei scatole la decisione di cambiare o meno scelta dipende unicamente da "sensazioni" o dalla "numerologia preferita", e non (anche) da un rigoroso calcolo probabilistico (*)? Perché di tutti i partecipanti passati solo pochissimi hanno cambiato la loro scelta iniziale (e peraltro sono risultati -guarda caso- quelli che hanno vinto % di più...)? E perché sui massmedia non vedo trattare questi quesiti?
Qualcuno potrebbe dire che la questione è marginale. Certo vi sono argomenti infinitamente più importanti, ma Frog dice che se il Servizio Pubblico si presta a questi "giochi", la questione non è affatto irrilevante, ma è uno dei tanti modi per misurare come si intende fare cultura e corretta informazione nel nostro Paese. Anche in un banalissimo, stupido gioco.
(*) E' esattamente calcolabile nel 35% di probabilità di vincere il premio maggiore rimasto optando per il cambio, contro il 5% restando della propria iniziale scelta.
PS: quanto poi al fatto che ogni concorrente senza fare nulla abbia fin dall'inizio il 50% di probabilità di vincere almeno 5.000 euro, ed il 5% di vincerne 500.000 si commenta da solo.
PS2: non mi pare che nessun Blog o sito abbia trattato l'argomento sotto questa luce. Non sarebbe male che qualche amico su questo tema diventasse... Frog. Almeno per un singolo e gracchiante post.
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