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Tagli occupazionali
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da Il disinformato

Fra le pieghe della cronaca politica dei giorni scorsi ho trovato un'interessante retroscena riguardante le riforme istituzionali, uno dei cavalli di battaglia del programma di Berlusconi, il cui impatto positivo nei confronti del popolo bue che l'ha votato è tutto da dimostrare. Voglio dire: queste riforme interessano i quattro gatti della Lega, non interessano la Destra sociale e i quindici milioni di miliardari che hanno votato Forza Italia.
Un esponente della maggioranza, l'On. D'Onofrio, sta lavorando all'introduzione di uno "scivolo contributivo" di cinque anni in favore dei deputati. Tale agevolazione consentirebbe il godimento di una succosa liquidazione e di un congruo vitalizio a quei parlamentari che perderanno il posto di lavoro a causa dei tagli occupazionali che colpiranno le Camere con l'approvazione della riforma istituzionale. I membri della Camera passeranno da 630 a 400, quelli del Senato da 315 a 200. L'approvazione di tale riforma richiederà il voto di almeno due terzi dei membri delle Camere: è di tutta evidenza che l'agevolazione contributiva servirà per ottenere il voto dei parlamentari "peones" che si vedranno improvvisamente costretti ad affrontare un traumatico reinserimento nella società.

Occorrerà tornare a lavorare, rinunciare a quei 15-20 mila Euro al mese e anche gli infiniti benefits di cui si godeva non saranno più una felice realtà. Noi ci scherziamo, ma per un parlamentare con l'elastico, di quelli che tornano a casa, queste non sono quisquilie. La mia pigrizia mi impedisce di approfondire, ma la liquidazione dovrebbe essere sui 200.000 Euro (uno stipendio ogni anno di legislatura + "scivolo" di cinque anni) e il vitalizio sui 5.000 Euro mensili. Da qualche parte dovrebbero esserci dei dati precisi, ma scrivere di queste cose mi esaurisce. Basta.

Un rapido calcolo della mia situazione contributiva mi conferma che dovrò lavorare ancora una ventina d'anni prima di poggiare le chiappe ai giardinetti o andare a rompere i coglioni agli operai nei cantieri. Nessuno ha provveduto ad uno scivolo contributivo per me, anzi è stata innalzata una rampa supplementare di cinque anni, perchè si è convenuto (non da me) che il mio contributo ai bisogni della società è insufficiente. Cornuto e mazziato, verrebbe da dire. Ma io sono fortunato, penso a quelli che vengono dopo di me, ai Co.Co.Co., ai lavoratori interinali e temporanei, che solo grazie alla cieca fede nell'aldilà potranno alfine godersi la pensione.

Questa vicenda dello "scivolo contributivo" per il momento rimane in secondo piano, ovviamente è tutta una situazione che si evolve, ma io, per tenermi pronto, ho già noleggiato una barricata davanti a Palazzo Madama, subito alle spalle di quel pisquano di Pionati e, per una volta tanto, Paolini glielo scanso io.

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