Ritorno al Medioevo
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di Elisabetta Mori
"Molti guerrieri cadranno e rigetteranno
con spasimi di calci la vita"
(Eschilo)
Chi sono i guerrieri che oggi vengono falcidiati da una inumana, feroce, bestiale logica che è quella della tua morte per la mia vita? Non ci sono lotte per la libertà, per l'autodeterminazione, in nome di nessun Dio e di alcuna religione che possano spiegare i fiumi di sangue che la terra sta vedendo scorrere in questo inizio di millennio. Il quarto cavaliere galoppa in lungo e largo per questo globo e come una Gorgone assetata di male e di perfidia, riporta l'umanità nel Medioevo più scuro e brutale della sua Storia. Chi piangerà quelle morti bambine, quelle morti ignare, quelle morti infelici? I fasti della guerra richiedono una umanità sempre più antropofoga, immensi "fuochi per arrostire corpi d'uomini"; gli scoppi ritmano la superiore necessità della conservazione di una etnia, i tamburi rullano per annunciare che anche Dio si è nascosto per non assistere alla perdita di ogni valore. Non è facile accettare una logica della morte: morire per chi? Spiegatelo potenti della terra a quei ragazzi con gli occhi riversi in su, con il corpo dilaniato in centomila meteoriti che spargeranno lacrime su lacrime, sangue su sangue, a quei giovani che si fanno di piombo mentre le colline cominciano a fiorire di colori e profumi, a quelle madri che si caveranno gli occhi perchè non avranno più nulla da piangere dopo aver visto tanto orrore, a quel contadino palestinese o ebreo o basco o irlandese o... troppo ingenuo per capire che il vostro bacio di fratellanza era in realtà il bacio del tradimento.
Giustificare una guerra contro il terrorismo e, viceversa, il terrorismo per la conquista della libertà, è una comoda via d'uscita per eludere la via della pace, un grande inganno per indurre i forti a diventare più forti e i deboli sempre più deboli.
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