Esami del sangue: come si effettuano e a cosa servono

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Quando si pone la necessità di effettuare degli accertamenti per verificare lo stato di salute di una persona, quest’ultima si sottopone ad una serie di esami che possono essere tanto generici quanto specifici. Il tipo di esame dipende da una vasta gamma di fattori, che vanno dall’anamnesi del paziente al quadro sintomatologico. In genere, tanto in presenza di sintomi lievi quanto per controlli di routine, gli esami di base sono quelli del sangue: di seguito, vediamo di cosa si tratta, come si effettuano e in quali contesti possono risultare utili o necessari.

Cosa sono gli esami del sangue

Con l’espressione “esami del sangue” si tende ad indicare una serie di test molto diversi tra loro, che hanno come unico punto in comune il prelievo di un campione ematico che verrà analizzato successivamente. In altre parole, non tutti gli “esami” sono uguali e la prescrizione può essere anche sensibilmente diversa a seconda delle esigenze del singolo paziente. Gli esami del sangue più diffusi e importanti sono: l’emocromo, l’emoglobina, il profilo lipidico, bilirubina e transaminasi (esami per il controllo del funzionamento epatico) e gli esami per il controllo della tiroide. I prelievi ematici possono servire anche a monitorare lo stato di diverse parti dell’organismo, come ad esempio il pancreas, il sistema cardiovascolare e il muscolo cardiaco, oppure per individuare le tracce dell’eventuale presenza di masse tumorali. Anche i test sierologici per l’individuazione degli anticorpi del COVID-19 prevedono il prelievo e l’analisi di un campione di sangue.

Come si effettua un esame del sangue

Gli esami del sangue possono essere prescritti dal medico curante; in realtà, molto dipende dal tipo di esame: alcuni possono essere richiesti autonomamente, altri richiedono necessariamente l’impegnativa. Ad ogni modo, è possibile richiedere i test sia presso una struttura del servizio sanitario nazionale sia prenotare il prelievo e l’esame presso una struttura privata; in tal caso è possibile scegliere la data attraverso il portale di riferimento del laboratorio scelto, come ad esempio Ionoforetica.it. Naturalmente, il costo della prestazione sarà differente.

Dal punto di vista pratico, il campione ematico che dovrà essere analizzato viene prelevato di mattina, preferibilmente tra le sette e le nove. Si tratta di un prelievo venoso, che viene effettuato da un tecnico seguendo una prassi molto semplice: la parte dalla quale verrà prelevato (tra il braccio e l’avambraccio) il sangue viene disinfettata con l’alcool; poi viene applicato il laccio emostatico, in genere a metà braccio. Il paziente chiude il pugno per permettere al tecnico di individuare la vena e procedere al prelievo.

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Il punto di ingresso dell’ago viene disinfettato e tamponato con cotone idrofilo imbevuto di alcool. Per evitare il sanguinamento si applica un cerotto o un pezzetto di nastro adesivo per tenere fermo il cotone idrofilo. Il campione viene poi analizzato: i risultati sono disponibili, in genere, a stretto giro di posta: dal giorno stesso del prelievo ad un massimo di una settimana dopo.

A cosa servono gli esami del sangue

Nella maggior parte dei casi, gli esami del sangue servono a verificare i valori dei componenti ematici dell’organismo e, più in generale, a verificare le condizioni complessive di quest’ultimo. Per questo, trovano applicazione in una vasta gamma di contesti, sia diagnostici che di monitoraggio di patologie già accertate. I test ematici, ad esempio, possono servire anche ad individuare eventuali problemi al plesso emorroidale, che possono manifestarsi per mezzo di perdite di sangue occulto (in tal caso può rendersi necessaria anche l’analisi dell’emocromo). In aggiunta, le analisi del sangue possono essere richieste anche in altri contesti, come ad esempio le procedure per il conseguimento della patente o l’assunzione per determinate tipologie di lavoro (come ad esempio gli impieghi di carattere manuale).

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